Vendite in calo ma guadagni record: le Case si scelgono i clienti?

I 10 maggiori Costruttori auto hanno venduto meno veicoli nel 2021 ma con guadagni record: ecco come la crisi dei chip ha influenzato le consegne ai clienti

10 novembre 2021 - 14:49

Il mercato auto è in crisi rispetto alle vendite pre Covid-19, eppure i Costruttori hanno registrato guadagni record nel 2021. E’ quanto emerge dal rapporto sulle vendite mondiali di veicoli del Center of Automotive Management (CAM), che riporta i risultati finanziari dei maggiori Gruppi automobilistici. Com’è possibile che le Case auto riescano a guadagnare di più se la crisi dei semiconduttori ha frenato pesantemente produzione e vendite? Vi spieghiamo cosa sta succedendo nei paragrafi qui sotto.

VENDITE IN CALO MA GUADAGNI RECORD: I COSTRUTTORI IN TESTA NEL 2021

Come riporta Autohaus, Toyota è la Casa automobilistica che ha venduto più auto al mondo nei primi tre trimestri del 2021 rispetto al 2020. Le vendite delle auto e veicoli commerciali leggeri giapponesi sono aumentati del 19% con 7,9 milioni di unità secondo i dati del Center of Automotive Management di Bergisch Gladbach (Germania). A seguire ci sono:

– Volkswagen: 6,5 milioni di vendite H1-H3 2021 (+3% H1-H3 2021 vs 2020);

– Hyundai: 5,4 milioni di vendite (+10% H1-H3 2021 vs 2020);

– General Motors: 4,8 milioni di vendite, quasi invariate rispetto al 2020;

TESLA HA VENDUTO IL 97% DI AUTO ELETTRICHE IN PIU’ NEL 2021

Tesla, diverse posizioni più in basso, è la Casa auto che ha venduto 630 mila auto elettriche nel mondo con una crescita del +97%. Nel complesso invece i primi 10 Costruttori auto al mondo hanno visto calare di quasi il 13% le vendite di auto rispetto al 2019. Nonostante la crisi dei chip, i primi 10 Costruttori nei primi 3 trimestri 2021hanno incassato circa 96 miliardi di euro (EBIT), più dei profitti in tutto il 2019 dei primi 20 Costruttori. Com’è stato possibile? Attraverso piani di emergenza ad hoc, come l’abolizione di sconti, dotazioni e fino a “selezionare i clienti” in base agli ordini più profittevoli.

LA CRISI DEI CHIP E I RIMEDI ESTREMI DEI COSTRUTTORI AUTO

La carenza dei semiconduttori a fine 2020 è stata la seconda crisi che ha maggiormente impattato sul mercato auto mondiale dopo la pandemia da Covid-19. La necessità di trovare nuove fonti di approvvigionamento è diventata prioritaria. Alcuni Costruttori, si sono inventati dei piani di emergenza per contrastare lo stallo del mercato. Tesla ad esempio, ha lavorato con i fornitori cercando una soluzione nell’impiego di chip alternativi. BMW, invece ha proposto un rimborso di 500 dollari ai clienti USA che accettavano l’auto ordinata ma senza touchscreen, piuttosto che cancellare l’ordine, secondo Autoblog. Per altre Case auto la reazione istantanea è stata ridurre i turni, rallentare la produzione, fino a imporre regole sull’utilizzo dei componenti. Esperti analisti del mercato sostengono che “alcuni Costruttori vendono i modelli più redditizi ai clienti che pagano di più, cancellando gli ordini meno profittevoli dei modelli ‘base’ e facendo impazzire i concessionari che devono restituire le caparre, una cosa del genere non succedeva dagli anni ’60”.

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