Uber lancia corse per sole donne in USA ma autisti protestano: “È discriminatorio” App Uber

Uber lancia corse per sole donne in USA ma autisti protestano: “È discriminatorio”

Uber lancia la nuova funzionalità Women Preferences per tutelare autiste e passeggere ma gli autisti maschi non ci stanno: "È discriminazione di genere"

 

Uber lancia la nuova funzionalità Women Preferences per tutelare autiste e passeggere ma gli autisti maschi non ci stanno: "È discriminazione di genere"

13 Marzo 2026 - 18:45

Situazione surreale negli Stati Uniti, dove alcuni autisti della piattaforma accusano Uber di avere introdotto una nuova funzionalità a loro dire ‘discriminatoria‘ perché favorirebbe le colleghe donne. L’opzione, attiva dal 9 marzo 2026 in oltre 40 Paesi del mondo e chiamata Women Preferences, permette alle autiste di scegliere solo clienti dello stesso sesso, e viceversa. Per gli oppositori, questo servizio “solo per donne” violerebbe una vecchia legge dello Stato della California che vieta a tutte le attività commerciali di discriminare le persone sulla base, tra gli altri, di criteri come età, razza, religione e, appunto, sesso.

COME FUNZIONA L’OPZIONE WOMEN PREFERENCES DI UBER

Come riporta Open, l’opzione Women Preferences era stata lanciata nel 2025 come progetto pilota in diverse città americane, mentre da pochi giorni è diventata operativa in più di 40 Paesi. Nella maggior parte è disponibile solo per le autiste, mentre in 7 (Stati Uniti, Francia, Germania, Portogallo, Spagna, Brasile e, pensate un po’, Arabia Saudita) può essere usata sia dalle autiste che dalle clienti. In pratica le passeggere interessate possono richiedere una corsa selezionando “Autiste Donne” al momento della prenotazione, prenotare in anticipo un viaggio con un’autista donna o impostare di default la preferenza per una donna al volante. Uber avverte tuttavia di non poter garantire la copertura completa o comunque celere del servizio, essendo le autiste donne in numero inferiore rispetto ai colleghi uomini. A San Francisco, per esempio, rappresentano un quinto del numero totale di autisti Uber (comunque non è poco).

MAGGIORE SICUREZZA PER LE DONNE (E PER UBER)

L’introduzione del servizio Women Preferences consente a Uber non solo di offrire maggiore sicurezza alle clienti, ma anche di autotutelarsi: sarebbero infatti oltre 2.000 le cause legali che vedono impegnata la multinazionale a difendersi dalle accuse di passeggere o guidatrici che nel corso degli anni hanno denunciato aggressioni, molestie verbali o attenzioni disturbanti, soprattutto durante le corse notturne. Proprio di recente la BBC ha riportato la notizia secondo cui Uber, negli USA, sarebbe stata condannata a pagare 8,5 milioni di dollari a una donna che sostiene di essere stata violentata da un tassista appartenente al network. Il timore è quindi che, sulla scia di questa prima sentenza (contro cui Uber intende comunque  fare ricorso), possano essere portati in tribunale nuovi casi. Anche da qui, probabilmente, è nata l’idea di prevedere corse per sole donne.

AUTISTI UOMINI CONTRO UBER: L’OPZIONE “AUTISTE DONNE” È DISCRIMINATORIA

Tuttavia, come anticipavamo, la nuova opzione messa a disposizione dell’utenza femminile ha raccolto le critiche degli autisti Uber in California, che hanno accusato l’azienda di violare la legislazione dello Stato e in particolare dell’Unruh Act, una legge del 1959 che vieta a tutte le attività commerciali di discriminare le persone sulla base di vari criteri tra cui età, razza, sesso, religione, orientamento sessuale e disabilità. Secondo loro, questa nuova funzionalità costituirebbe una discriminazione di genere che favorirebbe le colleghe donne, consentendogli potenzialmente di accedere a un bacino più ampio di passeggeri. Insomma, sempre i soldi prima di tutto, anche della sicurezza.

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