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Smog, sentenza storica: fu concausa della morte di una bimba

A Londra sentenza storica sullo smog, riconosciuto come concausa della morte di una bimba di 9 anni che viveva a pochi metri da un'arteria stradale molto trafficata

17 dicembre 2020 - 12:00

Di smog provocato dai gas di scarico delle automobili si può morire. Il sospetto ce l’avevamo già da un pezzo ma adesso è giunta pure la ‘certificazione’ di un tribunale: un giudice della corte di Southwark, periferia sud-est di Londra, ha attribuito la morte di una bimba di 9 anni (anche) alla massiccia esposizione della piccola al biossido di azoto, tipico inquinante dell’aria esterna originato prevalentemente dal traffico veicolare. La bambina viveva infatti in una casa a meno di 30 metri dalla South Circular di Lewisham (sobborgo londinese), una strada molto transitata e regolarmente congestionata dove le emissioni di biossido di azoto risultano superiori sia ai livelli nazionali che europei. Si tratta di una sentenza storica sullo smog che farà certamente giurisprudenza, come hanno sottolineato i legali dei genitori della vittima.

SMOG, SENTENZA STORICA A LONDRA

La povera bimba si chiamava Ella Kissi-Debrah e, prima di morire a soli 9 anni nel 2013, aveva subito 27 ricoveri in ospedale in 3 anni a causa di continui attacchi di asma, fino all’ultimo rivelatosi fatale. I genitori di Ella, che hanno sempre dichiarato agli inquirenti di non essere mai stati avvertiti della pericolosità dell’inquinamento atmosferico sulla salute della figlia (altrimenti, presumibilmente, avrebbero cercato di trasferirsi in una zona meno esposta), dopo la morte della bambina hanno intrapreso una lunga battaglia legale, trascinatasi tra alti e bassi fino al 16 dicembre 2020, quando il coroner Philip Barlow ha ufficialmente inserito lo smog tra le concause del decesso.

EMISSIONI INQUINANTI HANNO PEGGIORATO L’ASMA DELLA BAMBINA

In particolare la morte della bimba è sopraggiunta, si legge nella sentenza, per insufficienza respiratoria acuta, asma e “grave esposizione all’inquinamento”, con specifico riferimento al biossido di azoto e alle polveri sottili emesse principalmente dagli scarichi dei veicoli a motore termico. Secondo il giudice, sentito anche il parere di un medico legale, non ci sono dubbi che lo smog abbia acuito la grave forma d’asma di cui soffriva Ella. “La gran quantità di aria tossica che respirava, vivendo a poche decine di metri da un’arteria molto trafficata, ha senza dubbio peggiorato la sua patologia, contribuendo al decesso. Era come un canarino in una miniera di carbone”, ha sottolineato il medico.

SENTENZA SULLO SMOG: PUNTO DI RIFERIMENTO NELLA BATTAGLIA CONTRO L’INQUINAMENTO ATMOSFERICO

Avvisato di questa storica sentenza sullo smog il sindaco di Londra, Sadiq Khan, ha dichiarato che la decisione del tribunale di Southwark deve diventare un punto di riferimento nella battaglia contro l’inquinamento, garantendo che continuerà a promuovere nuove e sempre più coraggiose politiche sostenibili affinché altre famiglie non debbano soffrire lo stesso dolore della famiglia di Ella.

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