Londra testa le telecamere anti-smog: caccia aperta alle auto vecchie

A Londra si sperimentano telecamere intelligenti che "leggono? le emissioni e rintracciano le auto fuorilegge ma i cittadini protestano

18 febbraio 2016 - 10:05

Le strade delle nostre città sono disseminate di telecamere, alcune per motivi di sicurezza e tante altre per il controllo del traffico. A questi occhi “indiscreti” si potrebbe presto aggiungere una nuova categoria di implacabili controllori virtuali. Un esperimento pilota a Londra sta infatti testando delle nuovissime telecamere anti-inquinamento, ideate non solo per misurare la qualità dell'aria ma anche per identificare le auto con emissioni fuori limite e segnalarne le targhe alle autorità. Iniziativa rivoluzionaria con tanti ma e tanti se.

OCCHI VIRTUALI PUNTATI SUGLI SCARICHI DELLE AUTO – Un ex scienziato della NASA ha ideato e messo a punto una nuova tipologia di telecamera capace di “leggere” i fumi delle auto in transito e riscontrare in tempo reale il livello di emissioni inquinanti. Denominate EDAR (Emission Detection and Reporting devices), queste telecamere sfruttano la tecnologia laser per analizzare i fumi di scarico e interpretarne il grado di rifrazione della luce, determinando così la quantità di inquinanti emessi. I dispositivi sono stati sottoposti alle principali università del Regno Unito e il Dipartimento dei Trasporti ha deciso di investire 149.000 sterline per un esperimento pilota sulle strade di Londra della durata di tre settimane (leggi Londra contesta il diesel). Un primo test è stato eseguito a Birmingham, attualmente è in corso la sperimentazione a Marylebone e dal 22 febbraio partirà nella trafficata Blackheat.

I CONSUMATORI INSORGONO E CONTESTANO I COSTI – Le telecamere anti-inquinamento sarebbero in grado di identificare ogni singola autovettura fuori legge, leggerne la targa (scopri come funzionano le telecamere intelligenti) e far risalire le autorità al proprietario per sanzionarlo. Quest'ultima peculiarità ha fatto scattare non pochi campanelli d'allarme e la reazione di alcune associazioni di consumatori è stata repentina. Jonathan Isaby, Presidente della TaxPayer Alliance, ha prontamente dichiarato: “la proposta di ridurre i livelli di inquinamento nelle città è lodevole, ma per i contribuenti il costo da sostenere per sole tre settimane di test è eccessivo” . Più accesa è la reazione riguardo il possibile impiego delle telecamere a scopo sanzionatorio: “Le autorità devono dimostrare la reale efficacia di questi dispositivi e, per quanto possibile, ricercare soluzioni alternative e meno onerose per i contribuenti”.

COMPROVARE LA VALIDITA' ED EVITARE RICORSI A RAFFICA – L'esperimento londinese è sicuramente interessante ma potrebbe rivelarsi un campo minato per le autorità, almeno fintanto che l'efficienza delle telecamere antismog non venga certificata e comprovata. Al momento le variabili in gioco sono tante e una multa, elevata in seguito alla segnalazione di un dispositivo sperimentale, potrebbe essere facilmente contestata, aggravando i costi per la comunità. I rilevamenti potrebbero infatti essere falsati da particolari condizioni meteorologiche o ambientali, o dallo sporco che si potrebbe depositare sulla lente della telecamera, causandone un malfunzionamento. Inoltre, considerando le indicazioni diffuse sul funzionamento dei dispositivi EDAR, questi ricordano non poco l'opacimetro impiegato nelle revisioni auto. L'opacimetro non compie un'analisi degli agenti inquinanti ma misura l'opacità dei fumi e, come forse qualcuno ricorderà, la Dekra criticò già nel 2010 l'efficacia e la validità di tale metodo di valutazione (Leggi Dekra contesta le misurazioni con opacimetro). Ovviamente sarà interessante scoprire gli esiti dei test di Londra e le decisioni che prenderà in merito il Dipartimento dei Trasporti britannico.

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