Scuola guida: come si diventa istruttori?

Il percorso per diventare insegnante di scuola guida si articola in prove scritte, colloquio orale e in un test pratico. Ecco l’iter da seguire

7 ottobre 2021 - 19:00

Il ruolo degli istruttori di scuola guida è centrale nello sviluppo della cultura della sicurezza e del corretto comportamento sulle strade. Il compito principale è la preparazione dei candidati al conseguimento della patente di guida. In realtà, i suoi compiti all’interno di una scuola guida vanno anche al di là della spiegazione delle regole delle strade e delle lezioni pratiche al volante. Insegna infatti gli automatismi di guida e contribuisce a fare sviluppare sicurezza in se stessi. Incoraggia la capacità di padroneggiare il veicolo e rimarca l’importanza di fare attenzione agli altri utenti della strada. Gli insegnamenti di questa figura professionale restano sono così la base del futuro guidatore. Ma come si diventa istruttori? Qual è il percorso da seguire per poi diventare un punto di riferimento all’interno di una scuola guida? Ci sono differenze tra l’insegnante di teoria e l’istruttore di guida? Anticipiamo subito che la risposta è affermativa, ma approfondiamo tutti i dettagli.

INSEGNANTE DI TEORIA E ISTRUTTORE DI SCUOLA GUIDA: REQUISITI DIFFERENTI

Sulla base della normativa vigente, i requisiti richiesti all’aspirante istruttore di scuola guida sono leggermente differenti nel caso in cui ricopra il ruolo di insegnante di teoria o di pratica. Nel primo caso sono richiesti:

– il conseguimento della patente di guida B;

– età non inferiore a 18 anni;

– diploma di istruzione di secondo grado conseguito dopo la frequentazione con profitto di un corso di studi di almeno 5 anni;

– il mancata raggiungimento da misure amministrative di sicurezza personale o misure di prevenzione;

– non avere subito condanne penali e non essere stato dichiarato delinquente abituale;

– la frequentazione di uno specifico corso di formazione.

All’aspirante istruttore di guida sono invece richiesti almeno 21 anni. A cui si aggiunge il possesso delle patenti A, B, C, D, E, insieme alle patenti speciali. Anche se non formalmente messe nero su bianco, il possesso di alcune soft skills è altrettanto indispensabile. Pensiamo ad esempio alla pazienza nel comprendere e rispettare gli errori e alla capacità di insegnamento a persone inesperte.

SCUOLA GUIDA: GLI ESAMI DA SOSTENERE PER DIVENTARE INSEGNANTE DI TEORIA

Sono 4 le prove che l’aspirante insegnante di scuola guida deve sostenere e superare. Innanzitutto c’è il primo test scritto che si articola in 80 quesiti a cui dare seguito in 40 minuti. Il risultato minimo da ottenere è 38 risposte corrette. A differenza della prima, la seconda prova scritta è organizzata in domande aperte. In questo caso, al pari di quanto avviene con gli esami universitari, il punteggio viene espresso in trentesimi. Di conseguenza il voto minimo da ottenere è 18. Solo al termine della doppia prova scritta, il candidato accede al doppio esame orale per esercitare l’attività di insegnante di teoria in una scuola guida. Il primo colloquio ruota attorno alle norme del Codice della strada. Ma anche alle nozioni di procedura penale, di illeciti amministrativi o di diritto penale. Naturalmente sempre legati al mondo automobilistico. Il secondo colloquio consiste invece nella simulazione di una lezione pratica. In tutti i casi, le domande sono formulate dalla commissione d’esame.

SCUOLA GUIDA: GLI ESAMI DA SOSTENERE PER DIVENTARE ISTRUTTORE

Per conseguire l’abilitazione a istruttore di guida, il candidato deve frequentare un corso di formazione. La possibilità è in genere duplice in quanto sia le scuole guida e sia gli enti locali (Province e Regioni) organizzano corsi di preparazione all’esame di istruttore. A differenza di quanto abbiamo visto nel caso degli scritti per gli aspiranti insegnanti di teoria, in questo caso la prova è unica. Più precisamente, consiste in 80 domande a cui rispondere in 40 minuti con un margine di 2 errori. Cambia anche l’orale in quanto gli argomenti su cui mostrare la conoscenza si riferiscono al comparto della mobilità e dei trasporti con una maggiore attenzione agli aspetti tecnici. In ogni caso, la prova orale è unica e si basa sul programma specifico messo a punto dal Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili. La vera differenza è in realtà un’altra ovvero la prova pratica. Il candidato istruttore di scuola guida deve dimostrare la capacità di insegnare a condurre autoveicoli e motoveicoli.

DA ISTRUTTORE DI SCUOLA GUIDA A DIRETTORE DI AUTOSCUOLA

Se il candidato supera tutte le prove e le abilità sono riconosciute, riceve il tesserino che certifica l’idoneità a svolgere questo compito. Vale la pena far presente che, trascorsi due anni dall’abilitazione, può ricoprire il ruolo di direttore di scuola guida o anche aprire un’autoscuola. In questa veste può così organizzare l’intera area didattica.

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