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Ritardo per traffico in autostrada: si può avere un risarcimento?

In caso di ritardo per traffico in autostrada, si può avere un risarcimento dei danni causati dai tempi di percorrenza più lunghi del previsto?

9 agosto 2021 - 16:30

Un ritardo per il traffico in autostrada può provocare conseguenze importanti, ad esempio perdere l’imbarco per un volo o mancare un importante appuntamento di lavoro. Tra l’altro si tratta di un’eventualità per nulla improbabile data la situazione disastrata di molte autostrade italiane, alle prese con innumerevoli cantieri che causano lunghe code e rallentamenti. Visto l’andazzo, gli automobilisti che vengono danneggiati dal ritardo accumulato nel percorrere una tratta, possono chiedere i danni alla società concessionaria? Non solo il rimborso del pedaggio ma anche un risarcimento per il danno eventualmente subito…

RITARDO PER TRAFFICO IN AUTOSTRADA E RISARCIMENTO

Diciamo subito che non è facile né automatico, specie per un singolo automobilista (maggiori possibilità in caso di class action, della serie l’unione fa la forza), ottenere un risarcimento in caso di ritardo per traffico autostradale causato da troppi lavori in corso. Sebbene, per lo meno in linea di principio, il mancato rispetto della qualità minima del servizio da parte di chi gestisce l’autostrada possa fondare il diritto di ottenere sia il rimborso del pedaggio che il risarcimento dei danni (patrimoniali e non) patiti in conseguenza del ritardo accumulato, secondo l’orientamento giurisprudenziale il pagamento del pedaggio non determina la nascita di un rapporto contrattuale vero e proprio tra l’automobilista e l’ente gestore, ma consiste in una semplice prestazione pecuniaria imposta per poter fruire di un pubblico servizio.

In altri termini, pagare il pedaggio non dà diritto ad arrivare a destinazione nei tempi di percorrenza previsti. Senza dimenticare che il mancato pagamento dell’autostrada configura un illecito amministrativo ai sensi dell’articolo 176 comma 17 del Codice della Strada, punito con una multa da 430 a 1.731 euro.

Ovviamente chi ritiene di avere tutte le ragioni del mondo per chiedere (e ottenere) un risarcimento può lo stesso tentare le vie legali, magari portando a suo favore la recente pronuncia dell’AGCM, che ha severamente sanzionato la società Autostrade per l’Italia per la mancata riduzione del pedaggio sui tratti autostradali in cui si sono verificate rilevanti criticità a causa di lavori straordinari per la messa in sicurezza delle infrastrutture, senza neppure adottare alcuna procedura per riconoscere agevolazioni tariffarie e rimborsi. Prima di ricorrere al giudice è comunque consigliabile avviare una procedura di conciliazione per cercare di risolvere la questione in via stragiudiziale (un bravo avvocato saprà consigliare la cosa migliore da fare).

RITARDO TRAFFICO IN AUTOSTRADA: LE INIZIATIVE DI ASPI

A onore del vero, in relazione alla multa di cui sopra ASPI ha dichiarato di aver attivato già dal 2020 riduzioni o azzeramenti del pedaggio a favore dell’utenza nelle tratte oggetto di sensibili disagi a causa di lavori di manutenzione (in particolare A16 Napoli – Canosa, A14 Bologna – Taranto, A26 Genova Voltri – Gravellona Toce e, nei tratti di sua competenza, A7 Milano – Genova, A10 Genova – Ventimiglia e A12 Genova – Rosignano). Inoltre, più recentemente, la società ha formulato una concreta proposta di impegni finalizzata a risolvere le problematiche segnalate dall’AGCM, progettando e sviluppando il primo sistema di ‘cashback del pedaggio’, la cui finalità è indennizzare gli utenti che, a seguito dei lavori in autostrada, possano incorrere in ritardi sui tempi medi di percorrenza.

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