Riciclo batterie al piombo in Italia: l’Antitrust indaga sull’oro grigio

L’Antitrust indaga su una possibile intesa tra i consorzi per il riciclo delle batterie al piombo in Italia, anche i produttori Fiamm e Clarios al centro dell’inchiesta sulle batterie

11 dicembre 2019 - 12:26

L’autorità Garante ha avviato un’istruttoria per fare luce su una presunta intesa tra operatori attivi nel recupero e riciclo di batterie in Italia. Al centro delle indagini che vedono coinvolti i consorzi per la raccolta delle batterie e i produttori di batterie Fiamm e Clarios, ci sarebbero condizioni limitanti alla libera concorrenza, secondo le ipotesi dell’Antitrust. Il piombo contenuto nelle batterie per auto e veicoli industriali infatti è una preziosa risorsa che viene raccolta e riutilizzata. E trattandosi di una materia preziosa si capisce anche perché ci sono molti interessi dietro le batterie scariche esauste.

RICICLO DI BATTERIE AL PIOMBO, SU CHI INDAGA L’ANTITRUST

I soggetti interessati all’indagine dell’Antitrust sono COBAT RIPA, COBAT, Fiamm Energy Technology S.p.A., Clarios Italia S.r.l., Eco-bat S.r.l., Piomboleghe S.r.l., Piombifera Italiana S.p.A. ed E.S.I. Ecological Scrap Industry S.p.A. L’autorità Garante ipotizza che sia stato concordato l’acquisto delle batterie al piombo esauste, raccolte dal sistema COBAT RIPA/COBAT e dagli altri sistemi di raccolta nazionali. Qualora fosse accertata l’ipotesi, sarebbe in contrasto l’art. 101 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione europea. L’istruttoria sarebbe partita da una denuncia all’Antitrust nel luglio 2019 che accusa il COBAT di definire le condizioni economiche di acquisto degli accumulatori esausti ritirati.

LE FIGURE CHE SI OCCUPANO DELLA RACCOLTA E RICICLO BATTERIE

Per capire meglio le sfaccettature dell’istruttoria sul riciclo delle batterie, bisogna ripercorrere i passaggi delle batterie esauste destinate allo smaltimento. Le batterie esauste sono una fonte di guadagno perché da queste viene estratto il piombo per ottenere piombo secondario per nuove batterie. Dall’inizio alla fine di questo processo intervengono diversi operatori, secondo i dettami normativi:
i raccoglitori acquistano gli accumulatori esausti dai cd. detentori del rifiuto (principalmente officine meccaniche ed autoricambi);
i riciclatori (o smelter) che trasformano il rifiuto raccolto dai raccoglitori in piombo secondario;
gli intermediari nella gestione dei rifiuti, che si posiziona tra i raccoglitori e i riciclatori (COBAT).

INTESE PER STABILIRE UN PREZZO DI BASE DEL PIOMBO

L’Antitrust afferma che: “i produttori che aderiscono al sistema COBAT (circa il 47% dell’immesso al consumo di accumulatori in Italia), versino al consorzio contributi ambientali per finanziare l’attività di raccolta del rifiuto. Seppur l’attività di recupero del piombo contenuto negli accumulatori per veicoli e industriali esausti è remunerativa e dovrebbe coprire già i costi di gestione dell’attività di raccolta sostenuti”. “Sembra emergere in primo luogo che i quattro riciclatori che aderiscono a COBAT RIPA e COBAT, nonché i produttori integrati Fiamm e Clarios, abbiano influenzato il processo di definizione del prezzo di cessione del rifiuto piomboso”. L’autorità Garante dovrà fare chiarezza sul presunto “meccanismo di definizione comune del prezzo a base d’asta” conseguendo “un accordo di spartizione dei lotti tra i riciclatori”.

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