Proroga taglio accise: Governo verso il via libera ma nodo coperture

Proroga taglio accise: Governo verso il via libera ma nodo coperture

Il Consiglio dei ministri valuta la proroga dello sconto sulle accise, tuttavia resta l’ostacolo del reperimento delle risorse economiche

Il Consiglio dei ministri valuta la proroga dello sconto sulle accise, tuttavia resta l’ostacolo del reperimento delle risorse economiche

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21 Maggio 2026 - 09:15

Vorrei, ma posso poco: questa la sintesi della possibile proroga del taglio accise oltre il 22 maggio 2026. Infatti, le tasse su benzina e diesel, insieme all’IVA, rappresentano una fonte fondamentale per lo Stato: con circa 39 miliardi di euro all’anno si finanziano sanità, pensioni e molti altri servizi pubblici. Come può il Governo Meloni rinunciare a così tanti soldi per un periodo lungo? Lo chiamano nodo coperture finanziarie. Insomma, non si sa dove pescare i quattrini per sopperire al mancato incasso. Adesso, ecco l’ennesima puntata di una serie tv infinita: il Consiglio dei ministri si prepara a esaminare un nuovo decreto carburanti per estendere lo sconto sulle accise. Il provvedimento inserito all’ordine del giorno prevede lo stanziamento di risorse significative ma deve superare il severo scrutinio della Ragioneria dello Stato. Mentre il ministro dell’Economia coordina il lavoro tecnico per individuare i fondi necessari senza compromettere i saldi di bilancio pubblico, restano poche ore per definire la quadratura finanziaria e garantire la continuità dei tagli alla pompa di benzina.

NUOVO DECRETO CARBURANTI IN ARRIVO AL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Le cifre del taglio attuale determinano un risparmio tangibile per le tasche dei cittadini e per i bilanci aziendali: la riduzione vale 6,1 centesimi per la benzina e sale a 24,4 centesimi per ogni litro di gasolio. Tali valori includono l’imposta sul valore aggiunto e modificano sensibilmente il prezzo finale esposto dai gestori. L’ipotesi sul tavolo prevede di estendere questa precisa rimodulazione fino all’8 o al 9 giugno 2026. L’esecutivo si trova a gestire una situazione complessa poiché i tempi per l’approvazione sono estremamente ristretti: la riunione governativa programmata per venerdì sera rappresenta l’ultima finestra utile per blindare la continuità del provvedimento. Intanto, le associazioni di categoria monitorano con attenzione l’evoluzione del testo per capire l’orizzonte temporale della nuova proroga. Le decisioni dell’ultimo minuto caratterizzano la gestione di questo dossier energetico da diversi mesi (o meglio anni), ma il settore attende risposte certe per organizzare la distribuzione e la vendita della benzina e del gasolio su tutta la rete nazionale.

MENO ACCISE UGUALE PERDITA GIGANTESCA

La sostenibilità economica del provvedimento rappresenta il vero ostacolo che i tecnici ministeriali devono superare nelle prossime ore: il ministro dell’Economia ha confermato che il lavoro sulle coperture finanziarie è in corso ma presenta notevoli complessità tecniche. Attenzione, perché le regole europee sul bilancio pubblico non concedono ampi margini di manovra e costringono a trovare risorse reali. L’assenza di deroghe specifiche impone un rigore assoluto nella quantificazione degli esborsi e delle entrate statali: ogni centesimo stanziato deve ricevere il via libera preventivo da parte dei contabili della Ragioneria generale. Secondo stime riportate dalla stampa economica e da analisti, il taglio temporaneo delle accise avrebbe un costo per lo Stato nell’ordine di oltre 500 milioni di euro per circa 20 giorni, equivalente a circa 20–25 milioni al giorno.

Proroga taglio accise, Governo verso il via libera ma nodo coperture

I COSTI COMPLESSIVI DEL PROVVEDIMENTO PER LO STATO

La quantificazione economica dell’intervento evidenzia l’impegno finanziario richiesto alle casse pubbliche per sostenere la filiera dei trasporti. La nuova proroga costa 260 milioni di euro per il solo comparto dei carburanti tradizionali. Questa cifra si inserisce in un pacchetto normativo più ampio che raggiunge la quota complessiva di 400 milioni. I fondi aggiuntivi servono a finanziare interventi collaterali destinati alla mobilità collettiva e alla logistica delle merci, mentre il bilancio statale deve sopportare questo peso economico in un momento di forte contrazione della spesa pubblica.

LE MISURE STRATEGICHE PER AUTOTRASPORTO E TRASPORTO PUBBLICO

La logistica e i trasporti collettivi ricevono una quota importante delle risorse stanziate nel testo del decreto: il testo punta a evitare lo sciopero dei TIR programmato per la prossima settimana attraverso incentivi mirati. La soluzione principale consiste nel rinnovo del credito d’imposta introdotto a marzo per tre mesi. Questo specifico strumento dispone di una dote finanziaria pari a 100 milioni di euro complessivi. Per il trasporto pubblico locale si valuta invece un incremento del fondo nazionale che oggi conta 5,27 miliardi, ma le aziende del comparto ritengono tali risorse insufficienti a coprire i costi operativi in costante aumento.

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