Prezzi auto nuove in aumento: fino +30% negli USA a febbraio

Acquistare un’auto nuova costa sempre di più. Un’indagine conferma il trend di crescita con prezzi in aumento fino al 30% e alcuni in diminuzione

17 marzo 2022 - 19:00

Acquistare un’auto nuova diventa sempre più costoso con i listini prezzi delle case automobilistiche che stanno facendo registrare una continua crescita. Per gli automobilisti alla ricerca di un nuovo modello c’è, quindi, da fare i conti con una tendenza al rialzo che rischia di trasformarsi in un problema sempre più grave, anche in considerazione dell’aumento del costo dei carburanti che fa aumentare i costi effettivi di utilizzo di un veicolo. A fornire un’indicazione precisa della tendenza al rialzo dei prezzi è l’indagine di Kelley Blue Book relativa al mercato delle quattro ruote negli USA. Lo studio ha “fotografato” lo stato del mercato evidenziando un chiaro trend di crescita dei prezzi rispetto ai dati dello scorso anno.

I PREZZI DELLE AUTO NUOVE CONTINUANO A CRESCERE: I DATI DEGLI USA LO CONFERMANO

Secondo quanto emerge dai dati dello studio, negli USA, per l’acquisto di un’auto nuova si registra un prezzo medio di 46,085 dollari nel corso del mese di febbraio 2022. Il dato è in linea con quanto fatto registrare nel gennaio del 2022 (-0.6%). Il confronto con i dati del febbraio 2021 certifica una chiara tendenza di crescita dei prezzi. Su base annua, infatti, si registra un incremento del +11.4% del prezzo da sostenere per l’acquisto di un nuovo veicolo con punte superiori al 30%. Questa crescita si traduce in un prezzo medi più alto di quasi 5 mila dollari. L’analisi di Kelley Blue Book evidenzia, inoltre, che la tendenza al rialzo dei prezzi coinvolge tutti i costruttori presenti sul mercato automotive. Si tratta, quindi, di una crescita che riguarda l’intero settore.

L’ANALISI DEI PRODUTTORI: ANCHE STELLANTIS NELLA TOP 5 DEI GRUPPI CON LA CRESCITA MAGGIORE

Tra i costruttori che fanno registrare la crescita maggiore del prezzo di vendita troviamo sia produttori americani che produttori esteri attivi da tempo sul mercato locale, anche con impianti di produzione proprietari. L’elenco in questione comprende:

Geely Auto Group, colosso cinese che detiene anche il marchio Volvo, che fa registrare una crescita del +18%, superando quota 49 mila dollari

Daimler, il gruppo del marchio Mercedes-Benz, che cresce del +17.3% con un prezzo medio di oltre 63 mila dollari

Hyundai Motor Group, che include, oltre Hyundai, anche i brand Kia e Genesis, con un incremento del +16.9% ed un prezzo medio di oltre 30 mila mila dollari

Stellantis, il gruppo che ha ereditato tutti i brand di FCA dopo la fusione tra l’azienda e PSA, che cresce del +16.2% con un prezzo medio di oltre 45 mila dollari

Honda Motor Company, che comprende il brand Acura, con una crescita del +15.5% ed un prezzo medio di oltre 31 mila dollari

Incrementi ridotti vengono, invece evidenziati da:

Ford Motor Company che si ferma al +2.3% con un prezzo medio di 49 mila dollari

Tata Motors che cresce del +3.8% con un prezzo medio di 83 mila dollari

Volkswagen Group che cresce del +3.9% con un prezzo medio di 51 mila dollari

Mazda Motor Corporation, in crescita del +7.2% con un prezzo medio di 32 mila dollari

Subaru Corporation, in crescita del +7.5% con un prezzo medio di 24 mila dollari

L’ANALISI DEI MARCHI: I RINCARI MAGGIORI DAI BRAND GIAPPONESI

Passiamo all’analisi singoli brand. In questo caso, i marchi che crescono di più sono:

Mitsubishi che registra un incremento di prezzo del +30.6% con una media di quasi 23 mila dollari

Acura che fa segnalare aumenti per un totale del +21% con un prezzo medio di oltre 52 mila dollari

Jeep che trascina la crescita di Stellantis con un notevole +20.9% e con un prezzo medio di oltre 49 mila dollari

Kia con una crescita del +18.2% ed un prezzo medio di oltre 35 mila dollari

Volvo che chiude la Top 5 con un incremento del +17.7% ed un prezzo medio che supera quota 58 mila dollari

Dando uno sguardo alle ultime posizioni della classifica troviamo:

Lincoln, il brand americano registra un calo di prezzo del -3.5% sfiorando quota 60 mila dollari

Genesis che, in netta controtendenza rispetto a Hyundai e Kia, cala del -3.3%, con un prezzo medio di 57 mila dollari

Fiat che, anche a causa di una riduzione della gamma e di vendite ridottissime, si ferma ad un +0.4% raggiungendo quota 30 mila dollari

Ford in crescita ma solo del +2.7%, fermandosi così a 49 mila dollari

Land Rover che incrementa il prezzo del +3% raggiungendo 85 mila dollari

GLI AUMENTI DI PREZZO TRA CRISI DEI CHIP, MATERIE PRIME E SCELTE COMMERCIALI

A pesare sulla crescita dei prezzi intervengono vari fattori. Per tutto il 2021 si è parlato della crisi dei chip che ha costretto tanti produttori a ridurre i volumi di produzione, andando ad indirizzare, dove possibile, le forniture verso modelli premium ed in grado di garantire maggiori profitti. Oltre alla carenza di semiconduttori c’è oggi da fare i conti anche con l’aumento dei prezzi delle materie prime come i metalli usati per la costruzione dei veicoli. La guerra in Ucraina, in questo contesto, rischia di peggiorare le cose, incrementando le difficoltà di approvvigionamento per la filiera automotive. Negli USA, sottolinea l’indagine, gli automobilisti pagano una nuova vettura, in media, oltre 900 dollari in più rispetto al prezzo consigliato. Per le auto premium, inoltre, questo sovrapprezzo sale fino a 2.400 dollari.

ANCHE IN ITALIA AUMENTANO I PREZZI DELLE AUTO NUOVE

Anche il mercato italiano deve fare i conti con un aumento generale dei prezzi legati all’acquisto e all’immatricolazione di auto nuove. Il valore medio unitario, rilevato da un’indagine del Centro Studi Fleet & Mobility di inizio gennaio 2022, è pari a 24.140 euro con un incremento del +14% rispetto ai dati del 2020. Questo dato è fortemente condizionato, sottolineano gli autori dell’indagine, al forte cambio nel mix delle motorizzazioni. L’incremento della quota di mercato delle auto elettriche, passata dal 2% al 6%, incide in misura determinate alla crescita dei prezzi. L’impatto degli incentivi, inoltre, è stato annullato, secondo lo studio, dalla riduzione degli sconti ai clienti, dovuta ad una ridotta disponibilità dei veicoli.

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