Prezzi energia: critiche severe all’Unione Europea per la lentezza delle decisioni
L'Unione Europea fatica a rispondere rapidamente alla crisi energetica mettendo a rischio la competitività del settore automotive e la ripresa
L'Unione Europea fatica a rispondere rapidamente alla crisi energetica mettendo a rischio la competitività del settore automotive e la ripresa
Già in tempo di pac, l’Unione Europea era lentissima a prendere decisioni chiave. Ma ora, con la guerra in Iran, le farraginose procedure burocratiche di Bruxelles sono una vera palla al piede: questa, in sintesi, la tesi dell’autorevole Politico. Le imprese (automotive e no) richiedono interventi tempestivi per stabilizzare i prezzi dell’energia, essenziali pure per sostenere la produzione di veicoli elettrici e la transizione verso una mobilità sostenibile, ma la burocrazia comunitaria sembra incapace di adattarsi con la necessaria rapidità ai cambiamenti, creando una situazione di stallo che mina le prospettive di crescita per l’intero comparto industriale automobilistico del Vecchio Continente. Dopo la prima crisi derivata dalla guerra Russia-Ucraina di cinque anni fa, l’auspicio era che l’UE potesse organizzarsi validamente al fine di prevenire altre situazioni così rischiose a livello economico: invece, pare che poco sia cambiato.
IMPATTO SUI COSTI DI PRODUZIONE
Politico è perentorio: “Cresce l’esasperazione per la velocità e l’urgenza con cui i suoi 27 leader, collettivamente noti come Consiglio Europeo, affrontano le sfide e prendono decisioni, specialmente in materia di sicurezza e politica estera“. Tagliente l’ex Primo Ministro danese e Segretario Generale della NATO Anders Fogh Rasmussen. “Non si può aspettare che il Consiglio approvi una dichiarazione mentre il mondo sta bruciando“.
Fra l’altro, il costo dell’energia rappresenta una variabile fondamentale nella filiera produttiva dei veicoli. Quando le tariffe elettriche salgono in modo imprevedibile, i margini di profitto dei produttori subiscono contrazioni significative: molti costruttori hanno già segnalato che l’elevata pressione sui costi energetici si traduce in un aumento dei prezzi di listino per i consumatori finali. Questa dinamica rischia di rallentare la diffusione delle auto a zero emissioni, poiché la convenienza economica rimane un driver cruciale per il mercato. Le aziende chiedono misure concrete per mitigare questi rincari e proteggere la competitività europea contro concorrenti stranieri che beneficiano di costi di produzione decisamente più contenuti e stabili nel tempo.
LA QUESTIONE GAS
“Dire che l’ETS sia il problema più grande quando bruciano enormi giacimenti di gas è un po’ strano“, ha detto a Politico un esasperato funzionario dell’UE, a cui è stato concesso l’anonimato, come ad altri nell’articolo, per discutere della delicata diplomazia in cui erano coinvolti. Questa dichiarazione riflette perfettamente il profondo senso di frustrazione che serpeggia tra i corridoi di Bruxelles, dove le priorità burocratiche sembrano scontrarsi violentemente con l’urgenza di una realtà geopolitica in fiamme.

IL RUOLO DELLA TRANSIZIONE ENERGETICA
Ancora Politico: “Al vertice dei leader dell’UE dello scorso marzo, i leader hanno trascorso ore a litigare sui dettagli del sistema ETS (scambio di quote di emissione) del blocco, proprio mentre Teheran colpiva le forniture energetiche europee in Medio Oriente“. Vale la pena ricordare che la transizione verso l’elettrico è il pilastro del Green Deal, ma richiede un supporto infrastrutturale e normativo che al momento appare frammentato. Senza una strategia energetica coesa, l’Europa rischia di trovarsi isolata. Le critiche mosse alle istituzioni europee riguardano proprio la mancanza di una visione unitaria che sia in grado di affrontare le emergenze senza bloccare l’innovazione tecnologica: le Case necessitano di certezze sui costi energetici per pianificare gli investimenti miliardari necessari alla riconversione degli impianti. Una politica energetica incerta diventa un freno per l’intero sistema produttivo che deve conciliare gli stringenti target sulle emissioni con la sostenibilità economica dei processi industriali.