Morti per smog

Morti per smog: 6 città italiane tra quelle più a rischio

Importante studio internazionale sui morti per smog: 6 città italiane tra quelle più a rischio per eccesso di particolato fine e di biossido di azoto

20 gennaio 2021 - 18:36

Nella lugubre classifica dei morti per smog le città italiane, specie quelle del nord, occupano purtroppo le prime posizioni. È quanto emerge da uno studio condotto dal Barcelona Institute for Global Health con lo Swiss Tropical and Public Health Institute e l’Università di Utrecht, che ha stimato il tasso di mortalità attribuibile all’inquinamento atmosferico in più di 1.000 città europee.

MORTI PER SMOG: IL PERICOLO DEL PARTICOLATO FINE E DEL BIOSSIDO DI AZOTO

Lo studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica The Lancet Planetary Health e ripreso in Italia dal portale ambientalista GreenStyle.it, ha preso in esame le concentrazioni di particolato fine o sottile (PM2.5) e di biossido di azoto (NO2), due sostanze considerate non a torto tra le più pericolose per la salute e causa di problemi respiratori e cardiaci in larghe fette della popolazione. Ricordiamo infatti che il PM2.5 è una miscela di particelle inquinanti derivante da sorgenti di tipo naturale (incendi boschivi, attività vulcanica, ecc.) o antropogenico (industrie, riscaldamento domestico, traffico, residui dell’usura del manto stradale, dei freni e delle gomme dei veicoli), che è in grado di raggiungere i bronchi. Il NO2 è un gas tossico generato normalmente a seguito dei processi di combustione (primo fra tutti il traffico veicolare, ma non solo), ed è responsabile di specifiche patologie, anche gravi, a carico dell’apparato respiratorio.

MORTI PER SMOG IN ITALIA: DATI TERRIBILI AL NORD

Ebbene, secondo questo studio basterebbe che ogni città mantenesse i livelli di PM2.5 e NO2 raccomandati dall’OMS per prevenire la morte per smog di oltre 50.000 persone all’anno, mentre abbassandoli drasticamente consentirebbe di risparmiare più di 200.000 vite umane. Dopo aver stimato il numero dei decessi prevenibili, il team di ricercatori ha poi classificato le città europee in base al tasso di mortalità per ciascuno dei due inquinanti studiati, osservando che le aree maggiormente colpite dal biossido di azoto si trovano in Spagna, Belgio, Italia e Francia (qui le città italiane più inquinate nel 2020). Mentre il particolato fine ha trovato terreno purtroppo fertile specialmente in Pianura Padana, nella Polonia meridionale e nella Repubblica Ceca orientale, tutte zone a forte impronta industriale. Applicando le linee guida OMS sul PM2,5 a Brescia si potrebbero evitare 232 morti l’anno e a Bergamo 137. E facendo lo stesso con l’NO2, a Torino ci sarebbero 34 vittime in meno e a Milano 103.

CLASSIFICA DELLE CITTÀ EUROPEE CON PIÙ MORTI PER INQUINAMENTO

Le 10 città o zone europee con il più alto tasso di mortalità attribuibile al PM2.5

1. Brescia (Italia)
2. Bergamo (Italia)
3. Karviná (Repubblica Ceca)
4. Vicenza (Italia)
5. Area metropolitana della Slesia (Polonia)
6. Ostrava (Repubblica Ceca)
7. Jastrzębie-Zdrój (Polonia)
8. Saronno (Italia)
9. Rybnik (Polonia)
10. Havířov (Repubblica Ceca).

Le 10 città o zone europee con il più alto tasso di mortalità attribuibile al NO2

1. Area metropolitana di Madrid (Spagna)
2. Anversa (Belgio)
3. Torino (Italia)
4. Area metropolitana di Parigi (Francia)
5. Area metropolitana di Milano (Italia)
6. Area metropolitana di Barcellona (Spagna)
7. Mollet del Vallès (Spagna)
8. Bruxelles (Belgio)
9. Herne (Germania)
10. Argenteuil-Bezons (Francia).

Tra le città in cui il rischio di morti per smog è molto basso ci sono invece Reykjavík, Tromsø, Umeå e Oulu, tutte nell’estremo nord Europa.

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