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Maxi violazione di dati negli USA: 153 milioni di patenti in vendita sul dark web
Scopri la maxi violazione di dati negli USA che coinvolge 153 milioni di patenti di guida e migliaia di documenti
Scopri la maxi violazione di dati negli USA che coinvolge 153 milioni di patenti di guida e migliaia di documenti
Una delle più vaste fughe di documenti d’identità mai registrate negli Stati Uniti sta scuotendo l’opinione pubblica americana e ha spinto l’FBI ad aprire un’indagine formale. Secondo quanto riportato da diversi media americani, un servizio comparso sul dark web starebbe vendendo le scansioni digitali di oltre 153 milioni di patenti di guida appartenenti a cittadini statunitensi e canadesi, insieme a milioni di altri documenti d’identità e di viaggio. Se confermata nella sua reale portata, la violazione rappresenterebbe uno dei più grandi furti di documenti governativi mai avvenuti in Nord America, con potenziali ripercussioni su decine di milioni di persone.
IL CASO NEXUS: COME È EMERSA LA VIOLAZIONE
Tutto ha avuto origine dalla scoperta di un ricercatore indipendente di sicurezza informatica, che ha individuato su un forum criminale russo la pubblicità di un nuovo servizio, ribattezzato “Nexus“. La piattaforma offriva l’accesso, a pagamento, a scansioni ad alta risoluzione di documenti d’identità – comprensive di fronte, retro e persino immagini a infrarossi e ultravioletti utilizzate per verificarne l’autenticità – relative a oltre 153 milioni di patenti, più di 10 milioni di carte d’identità e circa 3 milioni tra documenti di viaggio e altri titoli, incluse centinaia di migliaia di tessere sanitarie. A insospettire ulteriormente gli esperti è stato il fatto che il database sembrasse aggiornarsi in tempo reale, un indizio che la fuga di dati fosse ancora in corso al momento della scoperta.
Le indagini giornalistiche hanno ricondotto la probabile fonte della violazione a IDScan.net, una società con sede a New Orleans specializzata nella verifica dell’identità, i cui sistemi di scansione sono utilizzati da catene di noleggio auto, casinò, rivenditori al dettaglio e altre attività commerciali in tutto il Paese.
RISCHI CONCRETI DI FURTO D’IDENTITÀ E FRODI
Negli USA la patente di guida non è soltanto un titolo abilitante alla guida, ma funge da vero e proprio documento d’identità primario, richiesto per operazioni bancarie, noleggi, accesso a servizi online e persino per l’imbarco su voli interni. Per questo motivo, esperti di cybersicurezza citati dalla stampa americana hanno definito l’accaduto “senza precedenti” per portata e gravità, sottolineando come una violazione di questa scala apra la strada a furti d’identità, frodi finanziarie e creazione di documenti falsi su vasta scala. A rendere ancora più delicata la vicenda è la scoperta che tra i dati in vendita figurassero anche le patenti di alcune figure istituzionali di alto profilo, elemento che secondo gli analisti configura anche potenziali rischi per la sicurezza nazionale, oltre che per i singoli cittadini coinvolti.

L’INDAGINE DELL’FBI E LE CONSEGUENZE LEGALI
L’FBI, tramite l’ufficio distrettuale di New Orleans, ha confermato di aver aperto un’indagine ufficiale sull’accaduto, pur mantenendo il massimo riserbo sui dettagli data la natura ancora in corso delle verifiche. Nel frattempo, IDScan.net ha reso noto di aver rilevato un possibile accesso non autorizzato ai dati dei propri clienti custoditi sui propri sistemi cloud, avviando una collaborazione con specialisti esterni di sicurezza informatica e con le autorità federali per ricostruire l’esatta portata dell’incidente. L’azienda non ha ancora ammesso responsabilità dirette, ma la vicenda ha già dato origine a diverse cause legali collettive promosse da studi legali statunitensi per conto dei cittadini potenzialmente danneggiati, che accusano la società di non aver adeguatamente protetto informazioni particolarmente sensibili.
Il caso “Nexus” mette in luce un problema più ampio, che riguarda non solo gli Stati Uniti ma qualsiasi sistema economico in cui la verifica dell’identità è sempre più spesso delegata a fornitori terzi privati: quando questi intermediari accumulano enormi quantità di documenti sensibili, diventano bersagli particolarmente appetibili per il crimine informatico, e una singola falla può avere conseguenze su una scala difficilmente immaginabile. È una vicenda destinata a ridiscutere le regole con cui aziende e istituzioni gestiscono la raccolta e la conservazione dei documenti d’identità, e a ricordare quanto sia importante, anche per i cittadini europei, prestare attenzione a chi e come vengono affidati i propri dati personali.