Leasing auto: sono previsti controlli fiscali?

Ecco come funzionano i controlli fiscali nel caso di un leasing auto. Come deve comportarsi il contribuente? Quali sono i rischi?

30 agosto 2021 - 15:00

Anno dopo anno la macchina dei controlli del fisco italiano diventa sempre più accurata e agguerrita fino a coprire ogni tipo di spesa. Ci domandiamo allora se anche la formula del leasing auto finisce sotto la lente di ingrandimento dell’Agenzia delle entrate. Doverosa premessa: il funzionamento delle verifiche fiscali è estremamente chiaro. Nel caso di un evidente scostamento tra uscite ed entrate – sulla base di quanto indicato nella dichiarazione dei redditi – può suonare un campanello d’allarme negli uffici del fisco. In questa situazione spetta al contribuente dimostrare la correttezza del proprio comportamento. In pratica, se per i funzionari delle Entrate l’operazione di leasing auto presenta un’anomalia, è compito dell’automobilista dimostrare l’infondatezza dei sospetti. E non viceversa. Si tratta del principio dell’inversione dell’onere della prova. Approfondiamo allora meglio il rapporto tra controlli fiscali e leasing auto.

ESEMPIO CONTROLLO FISCALE SU LEASING AUTO

Per comprendere meglio come funzionano i controlli fiscali sul leasing auto è certamente utile fare un esempio concreto. Immaginiamo che un contribuente percepisca un reddito annuo di circa 30.000 euro. L’Agenzia delle entrate fa riferimento alla dichiarazione dei redditi – il modello 730 nel caso dei lavoratori dipendenti o il modello Redditi Persone Fisiche nel caso dei lavoratori autonomi – per acquisire questa informazione. Mettiamo quindi che lo stesso contribuente decida di fare “propria” un’auto da 60.000 euro con la formula del leasing. Per gli uomini del fisco si tratta di una spesa che presenta profili di irrazionalità. Lo squilibrio tra entrate e uscite è troppo evidente per giustificare una operazione di questo tipo. Soprattutto se l’automobilista deve sostenere anche le spese per l’affitto di una casa, per il sostentamento dei figli o per il pagamento delle utenze domestiche.

LEASING AUTO, COSA DEVE FARE L’AUTOMOBILISTA IN CASO DI CONTROLLI FISCALI

Intendiamoci, l’operazione che abbiamo ipotizzato non è irregolare. Il contribuente potrebbe infatti aver messo da parte il denaro per il leasing auto. Oppure potrebbe aver vinto al gioco. O, molto semplicemente, può aver deciso di spendere tutti i risparmi per salire a bordo dell’auto dei propri sogni. Ma deve dimostrarlo con documenti alla mano all’Agenzia delle entrate. In caso contrario, il fisco può contestare l’esistenza di redditi non dichiarati ovvero su cui il contribuente non ha pagato le tasse. Non dimentichiamo, infatti, quali sono le ragioni che spingono l’Agenzia di Via XX Settembre a eseguire i controlli. L’obiettivo è verificare la compatibilità tra i guadagni formalmente dichiarati e lo stile di vita. L’auto, quasi per definizione, è uno degli indicatori del reale tenore di vita. Oltre alla spesa per l’acquisto a rate, in una soluzione unica o con la formula del leasing auto, vanno messi in conto anche i differenti costi di gestione. E naturalmente la guida di un performante veicolo sportivo è più dispendiosa rispetto a quella di una piccola city car.

CONTROLLI FISCALI SU LEASING AUTO, COME FUNZIONANO

Dopo aver analizzato il principio di base che regola i controlli fiscali nel caso del leasing auto possiamo fare un passo in più. Quale strumento utilizza l’Agenzia delle entrate per verificare la capacità di spesa del contribuente rispetto al reddito? Le verifiche fiscali tengono infatti conto dell’intero complesso dei costi sostenuti nel periodo di tempo sottoposto a controllo. Il mezzo principale in mano all’Agenzia delle entrate è il redditometro. Ebbene, in riferimento alla categoria dei trasporti, ai raggi X finiscono le spese relative a:

assicurazione responsabilità civile, incendio e furto per auto, moto, caravan, camper, minicar;

– bollo (auto, moto, caravan, camper, minicar);

– assicurazione responsabilità civile, incendio e furto natanti, imbarcazioni e aeromobili;

– pezzi di ricambio, olio e lubrificanti, carburanti, manutenzione e riparazione di auto, moto, caravan, camper, minicar;

– pezzi di ricambio, olio e lubrificanti, carburanti, manutenzione, riparazione, ormeggio e rimessaggio di natanti e imbarcazioni;

– componenti di ricambio, olio e lubrificanti, carburanti, servizi di hangaraggio, manutenzione e riparazione di aeromobili;

– tram, autobus, taxi e altri trasporti;

canone di leasing o noleggio di mezzi di trasporto.

A cui aggiungere, più in generale, le spese risultanti dai dati disponibili o presenti nell’Anagrafe tributaria. Quest’ultimo è il grande archivio che contiene le informazioni e i dati relativi alla fiscalità dei contribuenti italiani.

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