La stretta di New York sui taxi migliora la qualità dell’aria

Le nuove regole sui taxi ripuliscono l'aria di New York. Grazie ai limiti sui consumi di carburante l'ossido di azoto cala dell'82% e il particolato del 49%

6 giugno 2019 - 20:46

New York migliora la qualità dell’aria cacciando i taxi inquinanti. Uno studio della della Columbia University conferma il trend positivo e registra un calo di tutti gli inquinanti. Nel dettaglio scendono dell’82% le concentrazioni di ossido di azoto e il particolato registra un -49%. Si tratta di ottime notizie per i cittadini di New York perché elevate concentrazioni di queste sostanze portano a malattie respiratorie anche gravi. La stretta sui taxi inquinanti del 2009 ha portato molti driver ad optare per veicoli ibridi o elettrici. La ricerca conferma anche il taglio dei consumi di carburante, il consumo medio dei 13.500 taxi attivi è passato da circa 6km/l a oltre 14km/l. Nei fatti lo studio su New York conferma che una legislazione ambientale ben studiata può avere effetti molto positivi. Vediamo tutti i dettagli.

TAXI PULITI

New York ci ha messo un decennio per abbassare i livelli di inquinamento dell’aria. La metropoli Usa ha deciso di allontanare i vecchi modelli di taxi dalle strade premiando efficienza e nuove tecnologie. Il trend positivo viene confermato da uno studio condotto da ricercatori della Columbia University e della Drexel University. La ricerca è apparsa sul Journal of Exposure Science & Environmental Epidemiology e mette nero su bianco i progressi fatti. Nel dettaglio New York ha ridotto le emissioni di ossidi di azoto dell’82% e quelle di particolato del 49%. Nello specifico a partire dal 2009 l’allora sindaco Michael Bloomberg, ha imposto rigidi standard di consumi per i taxi cittadini. Queste politiche hanno favorito i taxi ibridi ed elettrici imponendo agli altri il tetto massimo dei tre anni di servizio. In particolare nel 2009 i taxi dovevano fare almeno 10,5km/l e dopo l’ottobre 2009 12,5km/l.

GENERAZIONI A CONFRONTO

Le nuove norme di New York hanno costretto migliaia di tassisti a cambiare la propria auto. Addio alle mitiche Ford Crown Victoria, basate su una piattaforma risalente al lontano 1979. Nel dettaglio la Crown non riusciva a fare più di 6km con 1 litro di carburante. Ecco al loro posto Toyota Prius e Camry ibride, i SUV Ford Escape e Fusion ibridi ed i van elettrici Nissan NV200. Lo studio conferma che a New York il consumo medio di carburante degli oltre 13.500 taxi è calato in modo deciso. Si è passati dai 6km/l della Crown Victoria agli oltre 14km/l con corrispondenti riduzioni dell’inquinamento dell’aria. I ricercatori hanno utilizzato i dati di viaggio in taxi per mappare l’intensità del traffico e quindi approssimare emissioni e consumi. Per calcolare gli inquinanti il team dello studio ha incrociato i calcoli con le misurazioni della qualità dell’aria da oltre 100 siti di monitoraggio.

I PROGRESSI

Lo studio ha rilevato che i miglioramenti nella qualità dell’aria si sono concentrati a Manhattan. Qui la concentrazione di taxi è più alta, mentre nei distretti esterni a basso reddito l’incidenza delle malattie respiratorie resta alta. New York permette di tracciare un percorso virtuoso. Frederica Perera, professore di scienze della salute ambientale presso la Columbia ne è assolutamente convinta. Dice Perera: “Questo studio dimostra che la legislazione sull’inquinamento atmosferico può avere un impatto reale, norme simili su altri veicoli potrebbero fare una differenza ancora più grande”. Necessario chiarire che la città di New York ha imposto le restrizioni ai consumi solo sui taxi “gialli” cioè quelli che circolano nel centro città. Al contrario i taxi “verdi”, in servizio nelle aree periferiche di New York, non sono soggetti ad alcuna norma ambientale.

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