Inquinamento acustico in Europa: oltre il 20% subisce il rumore del traffico

L'inquinamento acustico in Europa supera i livelli limite sul 20% della popolazione: ecco gli effetti e le cause in un'indagine europea sul rumore ambientale

25 marzo 2020 - 14:54

L’inquinamento acustico in Europa espone ancora molte persone al rumore del traffico stradale, ferroviario e aereo. Un’indagine europea ha posto il focus sull’inquinamento sonoro, negli ultimi tempi eclissato dall’inquinamento ambientale dovuto alle emissioni nell’aria. Ecco i numeri sull’inquinamento acustico in Europa dal rapporto 2020 dell’European Environment Agency.

LE FONTI PREVALENTI DI INQUINAMENTO ACUSTICO IN EUROPA

L’inquinamento acustico in Europa ha effetti diretti sulla salute umana e degli animali, secondo l’Agenzia Europea dell’Ambiente. Dal rapporto 2020 risulta che il 20% della popolazione europea è esposto a livelli di rumore sonoro superiore a 55dB in modo continuativo. Dalle stime risulta che circa 113 milioni di persone in Europa sono esposte al rumore diurno e notturno in zone adiacenti ad autostrade, aeroporti e linee ferroviarie. E’ bene quindi distinguere di quanti e quali tipi di rumore parla l’EEA. Il rumore ambientale che genera inquinamento acustico preso in considerazione deriva da traffico (autoveicoli, aerei, treni) e industrie. Clicca l’immagine sotto per vedere a tutta larghezza le fonti di rumore nei Paesi d’Europa.

INQUINAMENTO ACUSTICO IN EUROPA: CRESCE LA POPOLAZIONE ESPOSTA

Dal 2012 il rumore ambientale è rimasto invariato, mentre sarebbe in aumento il numero di persone esposte a livelli sonori dannosi per la salute. Questo risultato deriverebbe direttamente dalla crescita urbana esponenziale e dalla maggiore esigenza di mobilità. 22 milioni di persone in Europa sono esposte a livelli elevati di rumore ferroviario, da 4 milioni al rumore degli aerei e meno di 1 milione al rumore causato dalle industrie. Tuttavia si tratterebbe di dati solo parziali visto che i dati più recenti sull’inquinamento acustico in Europa risalgono al 2017. Molti Paesi, tra cui anche l’Italia infatti non avrebbero ancora comunicato quanto la Commissione europea obbligava a fare entro il 2017.

INQUINAMENTO ACUSTICO IN EUROPA: I DANNI PER ESPOSIZIONE PROLUNGATA

L’inquinamento acustico in Europa è regolato dalla Direttiva 2002/49/CE (END – Environmental Noise Directive). Sulla base di questa direttiva, il 7° Programma di Azione Ambientale dell’Unione europea (2014-2020) ha fissato il livello sonoro limite di 55 dB per i rumori diurni, serali e notturni che possono considerarsi fastidiosi. La soglia da non superare di notte invece è 50 dB per prevenire disturbi del sonno. Questi target 2020 sull’inquinamento sonoro sono irraggiungibili secondo l’EEA, se si considerano i limiti fissati dall’OMS a 65 dB e 55 dB. Eppure secondo la stessa OMS, gli effetti del rumore sulla salute equivalgono a perdere 61 mila anni per cardiopatia, 45 mila anni per difficoltà cognitive nei bimbi, 903 mila anni per disturbi del sonno, 22 mila anni per infiammazione del nervo acustico e 654 mila anni per fastidi vari.

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