Incidenti stradali nei paesi UE

Incidenti stradali nei paesi UE: quante vittime in Italia?

Report sugli incidenti stradali nei paesi UE: quante vittime in Italia rispetto alla media europea? Non siamo messi così male ma possiamo fare molto meglio

18 febbraio 2022 - 14:00

Italia leggermente sotto la media UE come numero di vittime di incidenti stradali. È questo il risultato di un’indagine del Politecnico di Atene che ha elaborato i dati del CARE (Community Road Accident Database) sui sinistri stradali accaduti nei 27 paesi dell’Unione Europea. I numeri si riferiscono al 2020 e vanno quindi presi con le pinze a causa dei vari lockdown che hanno ridotto, e in qualche caso fermato, la mobilità su strada. Anche se restrizioni e limitazioni per l’emergenza Covid ci sono state in tutti gli Stati.

INCIDENTI STRADALI NEI PAESI UE: L’IMPORTANZA DEI DATI DISAGGREGATI

Nel presentare il suo report sul numero di vittime per incidenti stradali nell’UE (calcolato per milione di abitanti), il Politecnico di Atene ha precisato che se il dato complessivo permette di fare un confronto generico tra i vari Paesi, sono i dati disaggregati (ad esempio quante vittime per tipo di veicolo, di strada o di utenza) che consentono di studiare e mettere in pratica le adeguate contromisure per aumentare la sicurezza stradale e, conseguentemente, ridurre i sinistri. L’indagine riporta sia il numero complessivo di vittime che il numero per tipologia di incidente, con il confronto tra 2020 e 2019. Tutti i dettagli sono nell’infografica in basso (per una migliore visualizzazione scegliere la modalità a schermo intero).

VITTIME PER INCIDENTI STRADALI: ITALIA SOTTO LA MEDIA UE

Nel 2020 in Italia si sono contati 40 morti per milione di abitanti a seguito di un incidente stradale. Cifra che colloca l’Italia all’11° posto su 27 nazioni dell’UE, appena sotto la media europea che è di 42 vittime per milione. Nel 2019 l’Italia si era classificata 15^ con una media di 53 vittime per milione di abitanti, ma come è facile immaginare i paragoni tra 2019 e 2020 lasciano il tempo che trovano a causa delle condizioni completamente mutate per il sorgere della pandemia.

Undicesimi su 27 non è un cattivo risultato ma si può fare decisamente di più: l’Italia è infatti messa meglio di tanti altri Paesi ma peggio di alcuni Stati competitor come Spagna (soli 29 morti per milione di abitanti), Germania (33) e Francia (39). Nelle prime posizioni, come da pronostico, i Paesi scandinavi e del nord Europa, sempre all’avanguardia nell’ambito della sicurezza stradale (e del rispetto delle norme stradali): nazione con meno morti per incidente stradale la Svezia con sole 18 vittime per milione di abitanti, al terzo posto la Danimarca con 27 e al sesto l’Olanda con 31. Fa eccezione un po’ a sorpresa la Finlandia che ha 40 vittime per milione, proprio come l’Italia, mentre la Norvegia non è quantificata perché non fa parte dell’UE. Le ultime posizioni sono quasi tutte occupate da Paesi dell’est.

1. Svezia: 18 vittime per milione di abitanti
2. Malta: 21
3. Danimarca: 27
4. Spagna: 29
5. Irlanda: 30
6. Olanda: 31
7. Germania: 33
8. Austria: 38
8. Slovenia: 38
10. Francia: 39:
11. Italia: 40
11. Finlandia: 40
13. Lussemburgo: 42
14. Belgio: 44
15. Estonia: 45
15. Slovacchia: 45
17. Ungheria: 46
18. Repubblica Ceca: 48
19. Portogallo: 52
20. Grecia: 54
20. Cipro: 54
22. Croazia: 58
23. Lituania: 63
24. Polonia: 65
25. Bulgaria: 67
26. Lettonia: 74
27. Romania: 85.

VITTIME PER INCIDENTI STRADALI IN ITALIA: DATI PESSIMI PER I SINISTRI IN MOTO

Guardando maggiormente nel dettaglio i dati disaggregati che riguardano l’Italia (ripetiamo che potete consultare i dati di tutti i Paesi nell’infografica qui in alto, meglio se visualizzandola a schermo intero), si nota che il nostro Paese occupa quasi sempre posizioni di ‘centro-classifica’, mantenendosi più o meno in linea con la media UE, ma presenta purtroppo numeri molto alti, ben al di sopra della media, se si contano le sole vittime per incidenti in moto (PWT) e le vittime anziane. È dunque soprattutto in questi ambiti che bisogna concentrare le maggiori attenzioni, senza ovviamente tralasciare tutto il resto.

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