Manovra fiscale 2020 auto e trasporti

Il mercato auto nel 2019 vale “solo” 40 miliardi di euro

Nel 2019 il valore del mercato auto si è fermato a quasi 40 miliardi: ecco come gli effetti delle leggi in Italia ed Europa che hanno condizionate le immatricolazioni

7 gennaio 2020 - 9:38

Le immatricolazioni auto nel 2019 hanno permesso di portare il valore del mercato auto 2019 ai livelli del 2018. Un traguardo che sfiora i 40 miliardi di euro che però non rivela nessuna crescita del settore. Ma anzi è figlio delle recenti novità legislative che in Italia e in Europa hanno condizionato le immatricolazioni e il mercato auto. Ecco cosa è cambiato e cosa no nel 2019.

IL MERCATO AUTO NEL 2019 CRESCE MA NON DI VALORE

Le elaborazioni del Centro Studi Fleet&Mobility disegnano un quadro che al di là dell’aumento del numero di immatricolazioni auto in Italia non rivela alcuna crescita. Sono le stime basate sui dati dell’ACEA (Associazione Europea Costruttori Autoveicoli) da cui viene fuori che solo grazie a manovre di emergenza, il valore del mercato auto nel 2019 è rimasto stabile. La mancata crescita deriva da una ridimensionata contribuzione delle auto aziendali. Qualcosa che in effetti non è neppure poi tanto inaspettata, considerando gli annunciati aumenti sulle Tasse Auto Aziendali 2020.

IL VALORE DEL MERCATO AUTO, TRA PRIVATI E SOCIETA’

Nel 2019 il valore del mercato auto si è confermato a 39,6 miliardi di euro, allineato a quanto già era stato stimato per il 2018, secondo CSF&M. Nel 2019 i privati hanno apportato il maggior valore al mercato con oltre 21 miliardi di euro. Mentre l’apporto dalle auto aziendali è un contributo positivo (+ 600 milioni di euro rispetto al 2018) solo grazie alle società di autonoleggio. Dalle auto aziendali intestate a società invece si è registrato un calo di 500 milioni di euro (8296 milioni nel 2019).

PERCHE’ IL VALORE DEL MERCATO SI E’ FERMATO AL 2018

Se il valore del mercato auto nel 2019 si è stabilizzato sui valori del 2018 però non si può ritenere certo un risultato entusiasmante, e CSF&M ci aiuta a ricordare perché. “Il regolatore – spiega Pier Luigi del Viscovo, direttore del Centro Studi – sta facendo quanto peggio non potrebbe per danneggiare una delle principali industrie europee, senza che ciò produrrà alcun reale beneficio apprezzabile, né al clima né all’ambiente”. Il riferimento è a quelle che vengono definite forzature del mercato. “Per limitare le multe, le Case auto hanno ripreso a spingere sui concessionari le immatricolazioni di vetture che nel 2020 porterebbero in alto la media delle emissioni di CO2. Per non incorrere nella tassazione extra sulla busta paga dei dipendenti, le flotte hanno anticipato al 2019 le immatricolazioni: altri 360 milioni e 17.000 targhe in più nel bimestre rispetto all’anno scorso.”

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Sconto RC auto Coronavirus

Sconto RC auto per Coronavirus: le iniziative delle compagnie

Sanificazione con lampada UV-C: la luce ultravioletta contro il Coronavirus

Gomme estive strette o larghe? Cosa cambia in frenata e consumo di benzina