Guida Michelin e indotto: “500 milioni di euro in Italia”

Guida Michelin e indotto: “500 milioni di euro in Italia”

Michelin annuncia la 70° edizione della Guida Italia e svela i numeri e l'impatto dell'alta cucina sul turismo nazionale

19 Settembre 2024 - 11:46

In un evento esclusivo tenutosi a Torino presso la Nuvola Lavazza, Michelin ha radunato per la prima volta tutti i 13 chef italiani insigniti delle tre stelle Michelin, offrendo ai giornalisti presenti un’esperienza culinaria tangibile del valore creato dalla Guida Rossa Michelin, giunta alla 70° edizione che sarà presentata il 5 novembre a Modena. Con 39 stelle complessive, questi maestri della gastronomia hanno servito ben 26 piatti, dimostrando non solo la loro eccellenza culinaria, ma anche l’importanza crescente dell’alta cucina nel panorama economico e turistico italiano. L’occasione è stata arricchita dalla presentazione dei dati dell’indagine “Taste Tourism”, uno studio che ha indagato l’impatto economico generato dai ristoranti stellati Michelin in Italia e in altri Paesi, i cui dati sono stati presentati da Marco Do, direttore Comunicazione Michelin Italia.

GUIDA MICHELIN: INDOTTO DA 500 MILIONI DI EURO NEL 2024

Quanto vale davvero la Guida Michelin? Spesso si apre il dibattito (giusto) chiedendo se abbiano ancora un senso queste guide, in generale. Qualcuno ipotizza anche che le guide spariranno, che non servono ormai a niente perché ci si informa in altro modo. In realtà ci sono studi sui fluissi di turismo enogastronomico che dimostrano il contrario”, ha spiegato Marco Do, all’apertura della conferenza stampa.

L’indagine Taste Tourism condotta da JFC per la prima volta nel 2016 ed aggiornata in occasione dei 70 anni della Guida Michelin, ha rivelato che nel 2023 i ristoranti stellati italiani hanno accolto 2,4 milioni di clienti, di cui oltre il 40% provenienti dall’estero (43 Paesi), per un indotto complessivo di 438 milioni di euro. Questo dato non include la spesa sostenuta all’interno dei ristoranti stessi, ma interessa settori complementari all’alta ristorazione. Infatti – secondo i dati raccolti dallo studio – il 74,6% dei clienti esteri ed il 39,5% di quelli italiani trascorre almeno una notte nelle immediate vicinanze del ristorante, contribuendo così a generare profitti indiretti per:

  • ospitalità (circa 356 milioni di €);
  • commercio (48 milioni di €);
  • servizi locali (35 milioni di €);

Le previsioni per il 2024 indicano una crescita ancora più robusta, con un indotto indiretto che potrebbe raggiungere i 498 milioni di euro, segnando un nuovo record per il settore.

IL VALORE ECONOMICO DELLE STELLE MICHELIN PER I FORNITORI IN ITALIA

Per comprendere l’effetto economico dei ristoranti stellati e come varia in base al numero di stelle Michelin assegnate, Michelin ha attribuito un significato ben preciso ai “galloni” traducendoli in esperienza per l’utente:

  • 1 Stella Michelin: “merita una sosta
  • 2 Stelle Michelin: “merita una deviazione
  • 3 Stelle Michelin: “merita un viaggio

Secondo lo studio, un ristorante con una stella Michelin genera un indotto diretto sul territorio, cioè verso i fornitori italiani, di circa 805 mila euro, cifra che sale a 2,4 milioni per i ristoranti con due stelle Michelin. Ma è nei ristoranti insigniti delle tre stelle Michelin che l’impatto supera i 6,5 milioni di euro per ciascun locale. Questa crescita esponenziale sottolinea l’importanza di questi templi della gastronomia per le economie locali, che beneficiano in maniera significativa della loro presenza.

A livello territoriale, la regione in testa per la maggiore presenza di ristoranti stellati è la Lombardia, seguita dalla Campania e dal Piemonte. A livello provinciale, Napoli risulta in testa, seguita da Roma e Milano.

Ecco di seguito gli Chef 3 Stelle Michelin che hanno servito preparazioni esclusive in occasione dell’evento Michelin:

  • Enrico Bartolini – Enrico Bartolini al Mudec;
  • Massimiliano Alajmo – Le Calandre;
  • Mauro Uliassi – Uliassi;
  • Nadia e Giovanni Santini – Dal Pescatore;
  • Heinz Beck – La Pergola;
  • Chicco & Bobo Cerea – Da Vittorio;
  • Antonino Cannavacciuolo – Villa Crespi;
  • Riccardo Monco – Enoteca Pinchiorri;
  • Norbert Niederkofler – Atelier Moessmer Norbert Niederkofler;
  • Fabrizio Mellino – Quattro Passi;
  • Enrico Crippa – Piazza Duomo;
  • Massimo Bottura – Osteria Francescana;
  • Niko Romito – Reale;

MICHELIN COME MOTORE DEL TURISMO ENOGASTRONOMICO

Secondo l’indagine JFC, quasi il 70% degli hotel di alta qualità situati vicino a un ristorante stellato Michelin in USA, Francia e Germania, dichiara che una parte significativa dei propri ospiti soggiorna per poter cenare in quel ristorante.

Lo studio Taste Tourism dimostra quindi che la Guida Michelin non è solo una “mappa” dell’eccellenza culinaria, ma rappresenta anche un motore di crescita per il turismo enogastronomico italiano.

Questa stretta connessione tra ristorazione di eccellenza e ospitalità di alto livello conferma come l’impatto delle stelle Michelin vada ben oltre il piatto. Così come nella produzione di pneumatici (Michelin è primo datore di lavoro in Italia), anche la Guida Michelin alimenta un forte legame tra l’azienda e il territorio, che va avanti da 120 anni in Italia.

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