Cosa si può fare senza Green Pass a dicembre

Green Pass e Documento: chi può chiederlo? La circolare del Ministero

Il grande quesito su Green Pass e Documento d'identità: chi può chiederlo? La circolare del Ministero chiarisce gli ultimi dubbi

11 agosto 2021 - 13:51

Chi può chiedere il documento d’identità insieme al Green Pass? Dopo la confusione degli ultimi giorni, alimentata, bisogna dirlo, anche dalla stessa ministra dell’Interno Luciana Lamorgese, il Viminale ha emanato una circolare per chiarire definitivamente alcuni dubbi riguardo al funzionamento dei controlli della certificazione verde Covid. Spiegando, in parole povere, che i titolari e il personale dei locali e delle attività soggette all’uso obbligatorio del Green Pass, devono necessariamente controllare le certificazioni dei clienti (digitali o cartacee) ma non sono per forza tenuti a verificare anche i loro documenti d’identità, salvo nei casi in cui sia palese un tentativo di frode. Ma vediamo come si è giunti a questa soluzione.

GREEN PASS E DOCUMENTO D’IDENTITÀ: GLI ESERCENTI SONO TITOLATI A RICHIEDERLO?

Come specifica la circolare del Ministero dell’Interno, la verifica dei Green Pass è disciplinata dall’art. 13 del DPCM 17 giugno 2021 che tra le altre cose prevede, al comma 4, l’esibizione da parte dell’intestatario, su richiesta dei verificatori (non solo i pubblici ufficiali nell’esercizio delle relative funzioni ma anche, come precisa il decreto, i proprietari, i gestori e il personale di locali, attività ed esercizi per l’accesso ai quali è prescritto il possesso della certificazione verde Covid), di un documento per l’accertamento della propria identità personale.

La questione che è sorta è appunto questa: gli esercenti, che non sono pubblici ufficiali, sono legittimati a farsi mostrare un documento d’identità per accertarsi che il Green Pass esibito appartenga effettivamente all’intestatario? Il dibattito relativo ad alcune categorie diverse dai pubblici ufficiali a cui è consentito richiedere un documento d’identità in realtà non è nuovo, essendo sorto già in passato p.es. a proposito degli albergatori, degli impiegati delle banche, degli uffici postali e della P.A., nonché dei gestori telefonici, le cui verifiche sono tuttavia permesse da specifiche norme di legge. Ad esempio gli albergatori sono legittimati a chiedere il documento per rispettare il Testo unico delle leggi di Pubblica Sicurezza che obbliga a trasmettere i dati dei propri clienti.

Teoricamente la norma contenuta nel citato DPCM del 17 giugno 2021 avrebbe dovuto mettere sullo stesso piano delle categorie già autorizzate a chiedere il documento d’identità anche gli esercenti delle attività soggette al Green Pass, ma la sorprendente dichiarazione della ministra Lamorgese (“La regola è che venga richiesto il Green Pass senza il documento d’identità, e comunque i titolari dei locali non possono chiedere i documenti”) ha mischiato completamente la carte e richiesto un intervento chiarificatore del Viminale mediante apposita circolare.

GREEN PASS E DOCUMENTO D’IDENTITÀ: COSA DISPONE LA CIRCOLARE DEL MINISTERO DELL’INTERNO

Ebbene, vediamo nel dettaglio cosa dispone la circolare sulla verifica dei Green Pass:

– la verifica del possesso del Green Pass da parte dei soggetti preposti è e resta sempre obbligatoria;

– l’esibizione del documento d’identità, invece, non è automatica poiché lo stesso DPCM dispone letteralmente che debba mostrarsi “a richiesta dei verificatori”. Si tratta pertanto di un controllo ‘discrezionale’ rivolto a garantire il legittimo possesso della certificazione verde. Controllo che si renderà però necessario nei casi di abuso o evidente elusione delle norme, ad esempio quando apparirà manifesta l’incongruenza tra i dati anagrafici contenuti nel Green Pass e l’aspetto fisico del soggetto controllato (se sei un uomo e sul Green Pass c’è scritto ‘Maria’ è evidente che qualcosa non va). L’importante è sottolineare che qualora gli sia richiesto, l’avventore avrà sempre l’obbligo di mostrare il proprio documento d’identità;

– in ogni caso, sottolinea la circolare, la verifica del documento d’identità dovrà effettuarsi in modalità che tutelino la riservatezza del controllato nei confronti di terzi;

– nel caso sia accertata la non corrispondenza tra il possessore del Green Pass e l’intestatario del medesimo, la sanzione da 400 a 1.000 euro sarà solo a carico dell’avventore, sempre che non emergano responsabilità anche dell’esercente;

– le forze di Polizia, compresa la municipale, sono demandate al controllo (a campione) sulla corretta verifica dei Green Pass da parte degli esercenti.

CHI PUO CONTROLLARE IL GREEN PASS E IL DOCUMENTO D’IDENTITÀ

I soggetti autorizzati e preposti a verificare OBBLIGATORIAMENTE il possesso del Green Pass e a controllare, DISCREZIONALMENTE, il documento d’identità sono:

– i pubblici ufficiali nell’esercizio delle relative funzioni;

– il personale addetto ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento e di spettacolo in luoghi aperti al pubblico o in pubblici esercizi, iscritti in apposito elenco;

– i soggetti titolari delle strutture ricettive e dei pubblici esercizi per l’accesso ai quali è prescritto il possesso di Green Pass, nonché i loro delegati;

– il proprietario o il legittimo detentore di luoghi o locali presso i quali si svolgono eventi e attività per partecipare ai quali è prescritto il possesso di Green Pass, nonché i loro delegati (inclusi gli steward impiegati presso gli impianti sportivi);

– i vettori aerei, marittimi e terrestri, nonché i loro delegati;

– i gestori delle strutture che erogano prestazioni sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziali per l’accesso alle quali, in qualità di visitatori, sia prescritto il possesso di Green Pass, nonché i loro delegati.

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