Pedoni distratti dallo smartphone

Finto pedone investito: cosa fare e come proteggersi dalla truffa

Come fare se un pedone finge di essere investito: ci sono soluzioni per limitare i guai

27 settembre 2019 - 10:24

È di poche ore fa la notizia di un finto pedone investito a Verona. Il trucco consiste nell’attraversare la strada, urtare di proposito il fianco dell’auto, stramazzare al suolo. Di solito, l’automobilista nel mirino è un utente debole: una signora anziana, un vecchietto dalla guida incerta, una donna con bambini. Soggetti che si possono spaventare più facilmente. Il finto pedone investito racconta la propria versione all’automobilista: non ti sei accorto di me, mi hai toccato, son caduto. La “prova” sarebbe il rumore che il guidatore ha sentito: la manata che il finto pedone ha rifilato.

FINTO INVESTIMENTO: LA TRUFFA DEL PEDONE

Il finto pedone, ossia la finta vittima, può contrattare con l’automobilista, che è la vera vittima ma passa per il colpevole unico. Dalla trattativa, il finto pedone ottiene subito denaro: una cinquantina di euro per chiudere immediatamente la questione. Il guidatore teme una causa in tribunale o il peggioramento di due classi di merito della Rc auto con un aumento fortissimo al rinnovo. O teme conseguenze di profilo penale, come il reato di omicidio e lesioni stradali. E quindi cede, dando il denaro che ha in tasca nel portafogli.

PEDONE FARLOCCO: DIFENDERSI DALLA FRODE IN 5 MODI

L’automobilista che viene accusato da un pedone di un investimento, può difendersi. Anche perché non sa se il pedone dica il vero o il falso

– Tornare immediatamente sul posto del presunto investimento. L’obiettivo è evitare l’accusa di omissione di soccorso: il guidatore non è un pirata della strada.
– Con lo smartphone, chiamare le forze dell’ordine. Se si è in città, sono i Vigili.
– Controllare se in zona ci sono telecamere o testimoni: servono occhi elettronici o occhi veri per capire come sono andate le cose.
– Subito, contattare un legale. Può essere un avvocato, un esperto in infortunistica stradale, o patrocinatore stragiudiziale che vi aiuti fuori dai tribunali. Da chiamare immediatamente, e non a causa in corso. Col legale, valutate la parcella.
– Allertare il proprio assicuratore. Che vi dovrebbe aiutare.

COME VA A FINIRE LA TRUFFA DEL FINTO PEDONE

Con l’aiuto delle Forze dell’ordine, verrà ricostruito l’accaduto. Con testimoni o telecamere, tanto meglio. Grazie a un legale, chi è dalla parte della ragione dovrebbe spuntarla. Nella peggiore delle ipotesi, se il guidatore perde, l’assicurazione paga i danni al pedone. E il cliente viene penalizzato di due classi di merito, con un rincaro fortissimo. Nella migliore delle ipotesi, l’automobilista vince: emerge la truffa. A questo punto, può fare causa al truffatore: si entra nel penale. Se i giudici lo condannano, il finto pedone dovrà indennizzare l’automobilista. Qui possono nascere altri problemi: se il truffatore non ha reddito, non lavora, difficilmente il guidatore otterrà un rimborso. In generale, attenzione: si tratta di frodi che rischiano di essere sempre più numerose sulle nostre strade. Con la crisi economica sempre più profonda, molti disoccupati si trasformano in finti pedoni o finti tamponati per ottenere un risarcimento immediato da parte del guidatore. O per riscuotere denaro tramite indennizzo assicurativo.

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