Finanziamenti auto: -1,2% nel 2025 ma usato in controtendenza Finanziamento auto

Finanziamenti auto: -1,2% nel 2025 ma usato in controtendenza

Il credito auto erogato in Italia diminuisce dell’1,2% nel 2025, ma l'usato e i giovani under 30 contengono le perdite. Ecco l'analisi di CRIF

 

Il credito auto erogato in Italia diminuisce dell’1,2% nel 2025, ma l'usato e i giovani under 30 contengono le perdite. Ecco l'analisi di CRIF

16 Aprile 2026 - 14:45

2025 non troppo positivo per il mercato dei finanziamenti finalizzati auto e leasing in Italia. Secondo il Market Outlook sulla Mobility realizzato da CRIF, il volume complessivo delle erogazioni di prestiti ha registrato una flessione del -1,2% rispetto all’anno precedente, mentre l’importo medio dei finanziamenti è salito a 19.400 euro per effetto dell’incremento dei prezzi di listino. A contenere la flessione ha contribuito il mercato dell’usato, cresciuto del +2%, ma non abbastanza da compensare il calo complessivo.

FINANZIAMENTI AUTO: TIPOLOGIA DI CLIENTELA, IMPORTI MEDI E FASCE DI ETÀ

L’andamento delle compravendite di auto si è attestato al +0,6% nel 2025, evidenziando, come abbiamo visto, dinamiche divergenti tra nuovo e usato. Da un lato, le immatricolazioni di veicoli nuovi sono scese del -2,1%, riflettendo una domanda ancora debole; dall’altro, il comparto dell’usato ha confermato un andamento positivo, con una crescita del +2,0%.

A incidere maggiormente sull’andamento complessivo delle erogazioni auto è stato principalmente il segmento dei privati, che ha fatto registrare una contrazione del -1,4%. Per le società di capitali invece l’andamento dei finanziamenti e leasing è risultato sostanzialmente stabile (+0,2%), mentre c’è stata una flessione per le ditte individuali (-3,6%). Anche se in calo, il segmento privati ha confermato la quota predominante sul totale del credito nel settore auto (70,8%), seguito dalle società di capitali (22,6%) e dalle ditte individuali (6,6%).

Finanziamenti auto

Per quanto riguarda gli importi medi del finanziamento, il leasing è risultato di nuovo la soluzione con i valori più elevati rispetto ai prestiti, indipendentemente dalla categoria di clientela. In particolare, i privati hanno registrato un importo medio di 15.600 euro per i prestiti e 41.400 euro per il leasing, a conferma della diversa natura e delle finalità dei due strumenti finanziari.

Con riferimento alle fasce di età, il mercato dei finanziamenti auto ai privati ha visto un incremento del +12,3% per gli under 30 rispetto all’anno precedente, dovuto alla loro maggiore propensione all’acquisto di auto usate. Infatti, il 45,4% dei finanziamenti nella fascia under 30 ha riguardato veicoli usati, a fronte di una media di mercato del 30,7%. Molto stabile, invece, la crescita del finanziato per le fasce di età immediatamente successive: tra i 30 e i 40 anni si è attestata al 0,6%, tra i 40 e i 45 anni al 0,9%, mentre le fasce più mature, come i 50-60enni e i 60-70enni, ha segnato un calo del 2,2% e del 7%.

Le insolvenze sono diminuite rispetto ai 12 mesi precedenti per le captive e specializzate, mentre per le generaliste sono rimaste quasi invariate (1% rispetto allo 0,97% osservato un anno prima).

PRESTITO AUTO NUOVA VS. PRESTITO AUTO USATA

Nel 2025 i finanziamenti per auto nuova e auto usata hanno avuto andamenti diametralmente opposti: le erogazioni per veicoli nuovi sono diminuite del -3,1%, mentre quelle per veicoli usati cresciute del +3,1%. A livello di distribuzione, il 68% del totale erogato ha riguardato ancora auto nuove, contro il 32% per l’usato.

Per le auto nuove l’importo medio del finanziamento si è attestato a 22.800 euro, mentre per le auto usate la media è stata di 14.900 euro.

CREDITO AUTO: L’ANALISI TERRITORIALE

Lo studio CRIF ha infine evidenziato una dinamica lievemente negativa del credito auto su quasi tutto il territorio nazionale. Tra le regioni in cui il trend dei volumi finanziati è diminuito maggiormente spiccano Piemonte e Toscana, rispettivamente con -4,3% e -3,8% rispetto all’anno precedente. In calo anche Campania (-2,3%), Emilia-Romagna e Lazio (entrambe -2%). Unica eccezione con un aumento dei volumi è la Sicilia con l’1,8%.

Dal punto di vista degli importi medi erogati, la maggiore concentrazione di valori elevati si è vista nel Nord Italia, attestandosi mediamente sopra ai 20.000 euro.

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