Fascia Verde Roma: la Regione salva ancora gli Euro 4 diesel
In risposta alle proteste e dopo lunghe trattative, l'amministrazione laziale ha posticipato i divieti di circolazione per i veicoli a gasolio meno recenti, garantendo ulteriore mobilità alla popolazione capitolina
In risposta alle proteste e dopo lunghe trattative, l'amministrazione laziale ha posticipato i divieti di circolazione per i veicoli a gasolio meno recenti, garantendo ulteriore mobilità alla popolazione capitolina
Gli Euro 4 diesel potranno ancora circolare nella Fascia Verde di Roma, immensa zona della Città Eterna (16% del Comune e il 66% dell’area racchiusa dal Grande Raccordo Anulare). Via libera anche dopo il 1° novembre 2026, perché la Giunta della Regione Lazio ha approvato una delibera che conferma le attuali limitazioni, in attesa dell’ordinanza del sindaco Roberto Gualtieri. Procedure burocratiche lunghe e complesse per arrivare a dare soddisfazione ai milioni di automobilisti, proprietari di quelle vetture, che temevano di restare appiedati. Proprio mentre il caro vita impedisce di comprare una macchina a impatto ambientale inferiore. È il più recente di una lunga serie di slittamenti e proroghe che vanno avanti ormai da anni.
FASCIA VERDE DI ROMA: LE NORME PER I DIESEL OGGI E DOMANI
L’ordinanza, in scadenza il 31 ottobre 2026, dispone limitazioni di accesso e di circolazione nella Zona a Traffico Limitato Fascia Verde. Da lunedì a sabato, h 24, esclusi i giorni festivi, non possono circolare gli autoveicoli alimentati a benzina e a gasolio classificati pre Euro 1, ma anche Euro 1 ed Euro 2.
Al bando pure i diesel sino a Euro 3 inclusi. Divieti per ciclomotori e motoveicoli a benzina pre Euro 1 ed Euro 1, e quelli alimentati a gasolio sino a Euro 2 inclusi. Dal 1° novembre, se il Campidoglio darà l’OK, la situazione resterà identica, riferisce Roma Today.
LA QUESTIONE ARIA
La limitazione ha come obiettivo il miglioramento della qualità dell’aria. Non sarebbe necessaria la stretta alle diesel Euro 4 – spiega la Regione in una nota nell’aggiornamento di agosto 2026 – perché le concentrazioni medie di PM10 e biossido di azoto risultano diminuite del 2% rispetto all’anno precedente.
Inoltre, la Regione ha fatto interventi da 10 milioni di euro per sostituire i veicoli commerciali più inquinanti, senza contare gli incentivi per il rinnovo delle caldaie nella Valle del Sacco.
Dice l’assessore all’Ambiente Elena Palazzo: “Il primo passo lo abbiamo compiuto nel 2025, quando abbiamo introdotto la possibilità per i Comuni di adottare misure alternative ai blocchi, purché altrettanto efficaci e supportate da dati scientifici. È grazie a questo intervento del nostro assessorato che Roma ha potuto evitare la tagliola del blocco dei diesel Euro 4 ed Euro 5. I risultati dimostrano che la qualità dell’aria si migliora con programmazione e interventi concreti, senza imporre sacrifici inutili a cittadini e imprese”.

E IN VAL PADANA COSA SUCCEDE COI DIESEL?
La questione aria e diesel affligge anche e soprattutto quattro Regioni della Val Padana: l’orografia chiusa favorisce il ristagno degli inquinanti, rendendo necessarie misure condivise, anche se ciascun territorio applica calendari e regole differenti.
Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna hanno deciso da sé di consentire la circolazione delle diesel Euro 5. Il 24 settembre, il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto che salva anche la Lombardia: niente blocco dal 1° ottobre 2026. Si tratta di un’altra proroga.
Questo percorso di rinvii nasce dalle procedure d’infrazione aperte dalla Commissione Europea nei confronti dell’Italia per il mancato rispetto dei limiti sull’inquinamento nella Pianura Padana. Il rischio di pesanti sanzioni economiche da parte di Bruxelles continua tuttavia a gravare sul nostro Paese, lasciando la questione tutt’altro che risolta, in una nazione dove l’età media del parco circolante sale di continuo in maniera insidiosa per aria, sicurezza stradale e costi assicurativi.