Diesel truccato a Napoli: la truffa che distrugge i motori sfruttando il caro prezzi
L’inchiesta svela un sistema di miscelazione illecita a Napoli, dove il diesel contraffatto danneggia i motori e le tasche degli automobilisti
L’inchiesta svela un sistema di miscelazione illecita a Napoli, dove il diesel contraffatto danneggia i motori e le tasche degli automobilisti
L’impennata dei costi energetici e le tensioni internazionali hanno creato un terreno fertile per attività illecite nel settore dei carburanti. Il gestore di un distributore di Quarto, in provincia di Napoli, è stato infatti scoperto durante i controlli “anti speculazione” della Guardia di Finanza. Che ha denunciato l’uomo alla Procura per frode. Le Forze dell’ordine hanno intensificato i controlli a tappeto nelle stazioni di servizio.
DIESEL COL TRUCCO: ECCO COME
L’indagine ha rivelato che il meccanismo di frode inizia ben prima dell’arrivo del carburante alle colonnine. Oli lubrificanti vengono miscelati col gasolio autotrazione: il diesel è “allungato” con sostanze di scarto o oli industriali importati illegalmente. Questa pratica, estremamente redditizia per le organizzazioni criminali, rappresenta un pericolo immediato per la salute meccanica dei moderni motori a gasolio. Risparmi subito qualcosa, tuttavia poi rischi di pagare tantissimo per la riparazione, sempreché sia possibile.
DAVVERO PERICOLOSO: PUNTO DI INFIAMMABILITÀ INFERIORE
Le fiamme gialle di Pozzuoli hanno messo sotto sequestro oltre 4.500 litri di gasolio contraffatto e quattro pompe di rifornimento. L’operazione ha svelato il sistema illecito utilizzato dal titolare per gonfiare i profitti: le analisi tecniche, condotte con il supporto del laboratorio chimico dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Napoli, hanno confermato la pericolosità del prodotto. Il punto di infiammabilità del combustibile è risultato infatti nettamente più basso rispetto alla soglia minima di 55 gradi stabilita per legge. Prova inequivocabile che il diesel era stato tagliato con additivi e sostanze chimiche estranee.
Questo processo permette ai gestori compiacenti di aumentare il volume del prodotto finale fino al trenta per cento, abbattendo drasticamente i costi di approvvigionamento a scapito della qualità. Il risultato è un combustibile che, pur sembrando regolare al momento dell’erogazione, nasconde una composizione chimica instabile e potenzialmente distruttiva per i sistemi di iniezione Common Rail di ultima generazione.

DANNI MECCANICI E RISCHI PER I SISTEMI DI INIEZIONE MODERNI
Per i professionisti del settore e per gli automobilisti più attenti, il pericolo maggiore non è solo economico ma tecnico. I moderni propulsori diesel sono progettati per operare con tolleranze infinitesimali e pressioni che superano i duemila bar. L’introduzione di un gasolio allungato con oli industriali o residui di raffinazione altera la viscosità del fluido e la sua capacità lubrificante. Le conseguenze immediate si manifestano con la formazione di depositi carboniosi sugli iniettori, che portano a una nebulizzazione inefficiente del carburante e, nei casi più gravi, al blocco totale degli stessi. Inoltre, la presenza di sostanze non distillate correttamente può causare un invecchiamento precoce del lubrificante motore attraverso la diluizione in coppa, compromettendo la protezione delle parti metalliche in movimento.
I filtri antiparticolato e i sistemi SCR per l’abbattimento degli ossidi di azoto sono i primi componenti a subire danni permanenti, poiché la combustione di miscele non standard genera una quantità di ceneri e residui chimici superiore a quella prevista dai cicli di omologazione Euro 6d ed Euro 7. La riparazione di questi sistemi può costare diverse migliaia di euro, rendendo nullo qualsiasi risparmio ottenuto inizialmente al distributore.
IMPATTO SULLA CONCORRENZA LEALE E SUL TESSUTO ECONOMICO
La frode del gasolio allungato non danneggia solo il consumatore finale, ma altera profondamente le regole della concorrenza leale. I gestori onesti, che acquistano carburante certificato e pagano regolarmente le imposte, si trovano impossibilitati a competere con chi immette sul mercato prodotti adulterati a prezzi stracciati. Questo meccanismo spinge le imprese sane fuori dal mercato, lasciando spazio a operatori che spesso fungono da prestanome per la criminalità organizzata. Il danno per l’erario è stimato in centinaia di milioni di euro ogni anno, risorse che vengono sottratte ai servizi pubblici e alla manutenzione delle infrastrutture.