Decreto sblocca trivelle: Meloni come Trump, ma l’UE sarà d’accordo?
Il Governo ha varato un intervento d’urgenza per far fronte al caro carburanti e rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti: da valutare le eventuali perplessità di Bruxelles
Il Governo ha varato un intervento d’urgenza per far fronte al caro carburanti e rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti: da valutare le eventuali perplessità di Bruxelles
L’Esecutivo vara l’ennesimo decreto Carburanti, che tuttavia potrebbe attirare l’interesse di Bruxelles, sempre attentissima alle politiche verdi dei Paesi UE, all’insegna del Green Deal auto elettrica. Anzitutto, ecco il solito mini taglio accise diesel di 0,171 euro con IVA allungato al 17 settembre. Il tutto mentre il litro self su rete ordinaria di benzina e gasolio vola rispettivamente a 2,086 euro e 2,193, su entrambi addirittura di altri 9 millesimi rispetto a ieri (fonte ministero Imprese). Ma la notizia, a nostro giudizio, è il provvedimento sblocca trivelle del presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che oseremmo definire in stile Donald Trump. Gli obiettivi? Ridurre la dipendenza dall’estero: potenziare i giacimenti nazionali per schermare il Paese dalla volatilità dei listini esteri e da improvvise interruzioni delle forniture.
Ma anche velocizzare i procedimenti burocratici per i permessi di ricerca e di coltivazione di idrocarburi, superando i colli di bottiglia amministrativi che hanno bloccato i cantieri negli ultimi anni. E coordinare le extra percentuali di produzione da destinare a prezzi calmierati alle aziende ad alto consumo energetico (c’è pure l’automotive).
TRIVELLE E SICUREZZA ENERGETICA: CHE ACCADE
Oltre allo sblocco delle trivelle per estrarre petrolio (trionfatore della guerra USA-Iran), il decreto introduce procedure semplificate per le infrastrutture energetiche strategiche. Tra queste rientrano i potenziamenti delle reti di trasporto del gas, i nodi di interconnessione e i rigassificatori, ritenuti fondamentali per garantire la continuità operativa del sistema Paese.
Il Governo ha ribadito che la strategia energetica intende coniugare la transizione di lungo periodo con la gestione dell’emergenza contingente. L’incremento della produzione nazionale di idrocarburi viene quindi indicato come una misura transitoria ma indispensabile per garantire l’autonomia energetica italiana e difendere la competitività industriale. Il decreto entra nell’iter di conversione parlamentare.

MELONI, TRUMP E LE TRIVELLE: GLI SCENARI
Il parallelo tra Giorgia Meloni e Donald Trump sull’energia trova terreno comune nella filosofia del “drill, baby, drill“: la priorità assoluta alla sovranità energetica nazionale tramite il rilancio dei combustibili fossili.
Come Trump ha fatto degli idrocarburi la bandiera per l’indipendenza economica statunitense, azzerando i freni alla trivellazione, l’Esecutivo Meloni punta a sbloccare i giacimenti interni di gas e petrolio per schermare l’Italia dalla volatilità dei mercati esteri.
Entrambi i leader condividono una visione pragmatica: la sicurezza delle forniture e il supporto immediato al tessuto industriale manifatturiero prevalgono temporaneamente sulle agende ambientali, sfidando direttamente i vincoli climatici e sovranazionali.
FRA ORO NERO, ORO BLU E MOVIMENTO VERDE
Da valutare se l’accelerazione sulle estrazioni fossili e sulle infrastrutture tradizionali per oro nero e oro blu (petrolio e gas) possa suscitare perplessità sul piano politico o accendere un confronto con la Commissione Europea.
Da un lato, Bruxelles spinge per la rigorosa tabella di marcia del Green Deal, incentrata sulla decarbonizzazione e sull’elettrificazione del parco circolante; dall’altro, Roma sceglie una linea pragmatica e orientata all’autarchia energetica d’emergenza.
Resta da verificare se l’UE considererà questa scelta una deroga temporanea accettabile o una difformità strategica rispetto agli obiettivi comunitari di riduzione delle emissioni.
UE: NIENTE TAGLIO ACCISE USANDO LA FLESSIBILITÀ
In passato, l’Italia è stata spinta dall’UE ad allineare le accise di benzina e diesel. Il Governo ha scelto di alzare le tasse del gasolio a inizio 2026, ma poteva benissimo procedere in altri modi, con qualche aggiustamento matematico.
Poi Roma ha chiesto a Bruxelles di usare la flessibilità di bilancio per tagliare le accise: no assoluto dell’Unione. Al massimo, le risorse si possono usare per le colonnine di ricarica elettrica.
Adesso, il decreto sblocca trivelle. Per i funzionari UE, così fortemente impegnati nel piano Fit for 55 e nella spinta verso la neutralità climatica, il ritorno al potenziamento dei giacimenti fossili nazionali potrebbe rappresentare una rotta contraria rispetto alle direttive comunitarie. Non sarà così facile raggiungere l’equilibrio tra esigenze economiche interne e vincoli comunitari, specie mentre il conflitto in Medio Oriente fa schizzare il prezzo del barile Brent di petrolio perfino oltre i 100 dollari.