Decreti Salvini NCC bocciati da Antitrust e ART: tutto da rifare?

Decreti Salvini NCC bocciati da Antitrust e ART: tutto da rifare?

Battuta d'arresto per i decreti NCC di Salvini. L'Antitrust e l'Autorità di regolazione dei trasporti hanno rilevato grosse criticità nella riforma

14 Giugno 2024 - 15:30

Clamorosa battuta d’arresto per i decreti NCC di Salvini, come anticipa il Sole 24 Ore che ha avuto modo di leggere in anteprima il parere congiunto dell’Antitrust e dell’Autorità di regolazione dei trasporti (ART) sulla riforma del servizio di noleggio con conducente. I due organismi avrebbero individuato nei decreti ben cinque profili critici, a cominciare dal contestatissimo tempo minimo d’attesa, che “alterano la concorrenza. rappresentano un discriminatorio e ingiustificato aggravio per gli esercenti il servizio NCC e diminuiscono la già carente offerta di servizi di trasporto pubblico locale, con conseguenze tangibili sulle condizioni del traffico e dell’ambiente“. Insomma, a leggere i rilievi di AGCM e ART sembrerebbe che i decreti Salvini siano praticamente tutti da rifare!

CHE COSA SONO I DECRETI SALVINI NCC

I cosiddetti decreti Salvini sul NCC sono il pacchetto di provvedimenti che dovrebbero dare piena attuazione alle norme che regolano il servizio di noleggio con conducente (Legge n. 12/2019), ma che sono ritenuti penalizzanti e vessatori da gran parte delle aziende e dei lavoratori del settore. Le proteste dei noleggiatori, sfociate in un grande sciopero organizzato a fine marzo, si riferiscono in particolare a una serie di criticità riscontrate nei decreti:

  • obbligo per i vettori NCC di attendere 30 minuti tra la fine di un servizio e l’inizio di un altro (la media europea è di soli 5 minuti);
  • divieto di usare qualunque forma di intermediazione per la prenotazione del servizio (piattaforme online ma anche società di servizi, hotel, agenzie viaggio, cooperative e società);
  • obbligo per gli operatori di specificare il tragitto del servizio richiesto dal cliente e in quali orari, con indicazione della destinazione e del nominativo del cliente stesso (con forti rischi sul fronte della privacy e obblighi gravosi sul fronte della conservazione dei dati, spiegano le associazioni NCC);
  • obbligo del controverso rientro in rimessa per gli operatori del noleggio con conducente (norma peraltro già contestata dalla Corte Costituzionale nel 2020), salvo il caso di sussistenza di un contratto di durata concluso senza intermediazione, indicando ‘la rimessa o le sedi dei vettori aderenti’ come luogo di raccolta delle richieste di servizio;
  • infine c’è un’ulteriore ragione di malcontento che esula però dai ‘decreti Salvini’ e riguarda l’articolo 85 del Codice della Strada il quale, in caso di un’infrazione inerente il servizio di NCC, prevede tra le sanzioni accessorie il fermo amministrativo del veicolo da due a otto mesi. Per gli operatori si tratta di una norma troppo rigida che consente in teoria a un agente accertatore di bloccare un’attività NCC per mesi, anche per piccole violazioni, e senza la necessità che si pronunci un giudice.

Più in generale gli operatori del servizio NCC accusano il ministro Salvini di essere troppo vicino alla concorrente categoria dei tassisti, e di aver preparato quindi delle norme che penalizzano il noleggio con conducente, per il quale operano 25 mila imprese e circa 50 mila addetti, appositamente per favorire i taxi.

Dal canto loro i tassisti controbattono rispondendo che gli operatori NCC sono refrattari a qualsiasi tipo di regole e piegati agli interessi delle multinazionali, Uber in testa.

Decreti Salvini NCC bocciati da Antitrust e ART

ANTITRUST E ART: TUTTE LE CRITICITÀ RILEVATI NEI DECRETI NCC DI SALVINI

A leggere le motivazioni della solenne bocciatura dei decreti firmata da Antitrust e ART sembrerebbe però che la ragione sia davvero dalla parte delle ‘auto nere’. Il parere congiunto protocollato l’11 giugno 2024 riepiloga in 15 pagine le osservazioni delle Authority mettendo in risalto le criticità riscontrate nei decreti attuativi:

  • il tempo minimo di attesa (waiting time), l’obbligo per gli autisti NCC di attendere almeno 30 minuti dalla prenotazione prima di effettuare un servizio di trasporto, per Antitrust e ART è una prescrizione che ostacola ingiustificatamente l’esercizio dell’attività d’impresa oltre a depotenziare l’utilità delle app di intermediazione tra domanda e offerta;
  • l’obbligo per gli utenti, prima di inviare tramite app una richiesta di servizio di trasporto e prima di ricevere una stima dei tempi di arrivo della vettura e del corrispettivo della corsa, di scegliere se utilizzare il servizio taxi o il servizio NCC rende impossibile confrontare la qualità e la convenienza dei due servizi a danno dei consumatori;
  • per come è scritta, la bozza del decreto che disciplina le piattaforme tecnologiche di intermediazione tra domanda e offerta di autoservizi pubblici non di linea, rende difficile, se non impossibile, la verifica da parte degli enti territoriali del corretto assolvimento degli obblighi di servizio pubblico, non prevedendo norme ad hoc in materia;
  • un’altra criticità riguarda la mancata previsione di norme volte a tutelare la libertà di prestazione dei servizi da parte dei diversi operatori nell’utilizzo delle piattaforme stesse;
  • un ultimo rilevo riguarda la perdurante mancata adozione del registro pubblico nazionale delle imprese che erogano il servizio di taxi e NCC (oggetto comunque di un Dm che fa parte dei decreti Salvini), previsto da una legge del 2019 ma mai adottato. Questa mancanza, sottolineano i due organismi, blocca ingiustificatamente da diversi anni l’emissione di nuove autorizzazioni NCC, non consentendo tra le altre cose di colmare la strutturale insufficienza dell’offerta di servizi di trasporto pubblico locale non di linea di far fronte alla crescente domanda di tali servizi.

DECRETI SALVINI BOCCIATI: LE REAZIONI DELLA CATEGORIA NCC

L’anticipazione del Sole 24 Ore sul responso di Antitrust e ART sui Decreti Salvini ha ovviamente rafforzato la linea di protesta e mobilitazione portata avanti negli ultimi mesi dalle sigle che rappresentano i servizi di trasporto NCC: “Vogliamo credere che MIT e Governo ascoltino la voce delle autorità di garanzia, che mettono in evidenza ancora una volta l’urgenza di una nuova legge e l’assurdità degli ulteriori ostacoli che vengono posti alla mobilità delle nostre città e alla libertà di lavorare di decine di migliaia di operatori e aziende NCC“, ha sottolineato per esempio Andrea Romano, presidente di MuoverSì-Federazione NCC e Mobilità.

nvece Lorenzo Pireddu, general manager di Uber Italia, ha auspicato che “la segnalazione congiunta Antitrust-ART sui decreti porti a una riforma dei taxi e NCC che abbia come obiettivo quello di migliorare l’offerta di mobilità nelle principali città italiane. Una riforma che sia organica dell’intero settore e nel rispetto di tutti, non solo di alcuni operatori. Ai tassisti chiediamo di rimuovere rigidità e non introdurne di nuove, ricordando che la tecnologia dev’essere vista come un volano per il trasporto non di linea“.

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