Coronavirus Taxi

Coronavirus: Taxi in ginocchio, a Milano -65% di richieste

Continua a causare disagi l'epidemia di Coronavirus: taxi in crisi a Milano per il crollo degli arrivi e per i pochi movimenti in città. Chieste misure straordinarie per mantenere attivo il servizio

28 febbraio 2020 - 16:11

Tra le tante attività messe in crisi dall’epidemia di Coronavirus ci sono anche i taxi e gli altri servizi di trasporto pubblico non in linea, come il noleggio con conducente. Del resto è naturale: nelle città alle prese con il contagio, in particolare Milano, la chiusura totale o parziale di uffici, bar, scuole, cinema, teatri, musei, centri sportivi e spazi d’aggregazione, unitamente al crollo degli arrivi turistici, ha di fatto ridotto ai minimi termini la normale clientela dei tassisti, con serie conseguenze per l’economia dell’intero settore. Tassisti che tra l’altro sono tra le categorie maggiormente esposte al rischio contagio: come dire, oltre al danno la beffa…

CORONAVIRUS: TAXI A MILANO, CORSE RIDOTTE DI OLTRE LA METÀ

La situazione, spiega un articolo del quotidiano milanese Il Giorno, va avanti dallo scorso weekend, quando l’emergenza Coronavirus ha contratto gli arrivi e i movimenti in città riducendo di conseguenza le corse in taxi. Per esempio alle ore 13 di mercoledì 26 febbraio, i report dei radiotaxi di Milano hanno comunicato un terrificante -65% di richieste rispetto a un normale mercoledì di fine febbraio. “L’altro giorno ho percorso un centinaio di chilometri per racimolare tre misere corse”, ha confermato un tassista sconsolato. Uno dei tanti che da giorni sostano all’esterno della stazione Centrale del capoluogo lombardo nella vana attesa di clienti.

CORONAVIRUS: TASSISTI ANCHE A RISCHIO CONTAGIO

E come se non bastasse, oltre al fattore economico ci si mette pure la paura del contagio. D’accordo che i clienti al momento sono pochi, ma quei pochi non si sa da dove vengono e come stanno. Basta quindi uno starnuto per allarmare i conducenti. Non a caso, spiega sempre Il Giorno, le associazioni di categoria hanno chiesto lumi al Comune di Milano e alla Regione Lombardia sui comportamenti da adottare per evitare il rischio infezione. Ricevendo per ora come risposta soltanto un’email che ha aperto all’installazione, ovviamente a carico dei tassisti, di un elemento divisorio tra i sedili anteriori e posteriori

TAXI E CORONAVIRUS: POSSIBILI MISURE PER ARGINARE LA CRISI

Intanto lunedì 2 marzo si dovrebbe tenere un incontro in Regione per parlare dei possibili aiuti da destinare ai tassisti e a tutti coloro che operano nel trasporto pubblico non di linea. Incontro che segue di qualche giorno l’invio di una lettera indirizzata da associazioni e sindacati al premier Giuseppe Conte e ai ministri dello Sviluppo economico Patuanelli e delle Infrastrutture e trasporti De Micheli per illustrare la delicata situazione in cui versa il comparto e chiedere i necessari provvedimenti. In particolare si richiede un supporto economico immediato per mantenere attivo il servizio taxi a Milano, e non solo, e un contributo indiretto che passi attraverso contributi o defiscalizzazioni.

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