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Coronavirus: Italia zona protetta, le norme su mobilità e circolazione

Continua la lotta al Coronavirus: l'Italia è zona protetta dal 10 marzo 2020, sono pertanto imposte severe norme su mobilità e circolazione

9 marzo 2020 - 22:20

Le rigide misure del DPCM dell’8 marzo 2020 per contenere e contrastare il diffondersi del Coronavirus in Italia, inizialmente riservate solo alla Lombardia e a 14 province di altre regioni del centro-nord, sono state estese all’intero territorio nazionale. L’Italia diventa quindi ‘zona protetta’ fino al prossimo 3 aprile (termine esteso poi al 13 aprile e successivamente al 3 maggio), di conseguenza tutti gli spostamenti sono vietati se non per comprovate necessità che vanno autodichiarate. Il DPCM 9 marzo 2020 con le nuove misure, che in realtà sono più o meno le stesse dell’articolo 1 del precedente decreto ma valide adesso in tutta Italia, è già in Gazzetta Ufficiale. In questa sede ci occupiamo di spiegare nel dettaglio le norme che regolamentano la mobilità, pubblica e privata, la circolazione e gli spostamenti.

CORONAVIRUS: LA CIRCOLAZIONE IN ITALIA ‘ZONA PROTETTA’

Il nuovo DPCM annunciato dal premier Conte nel corso di una drammatica conferenza stampa andata in scena la sera del 9 marzo 2020, impone di evitare ogni spostamento delle persone fisiche all’interno del territorio nazionale, a meno che i movimenti siano motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. È comunque consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. Le ragioni degli eventuali spostamenti devono essere attestate tramite autodichiarazione (qui il modulo da scaricare gratis), che può essere resa anche seduta stante alla polizia nel caso di un controllo. Per gli spostamenti dovuti a ragioni lavorative è necessaria anche l’attestazione del datore di lavoro. Un divieto assoluto di circolazione, che non ammette eccezioni, è previsto per le persone sottoposte alla misura della quarantena o che sono risultate positive al Coronavirus. I controlli sul rispetto delle limitazioni della mobilità sono effettuati dalle forze di polizia.

SPOSTAMENTI IN AUTO

Per quanto riguarda la rete autostradale e le altre arterie principali, restano aperte e percorribili ma solo per gli spostamenti necessari. La polizia stradale effettua controlli a macchia di leopardo per verificare l’osservanza delle regole, acquisendo le autodichiarazioni degli automobilisti. Analoghi servizi di controllo sono svolti lungo la viabilità ordinaria anche dai Carabinieri e dalle polizie municipali.

SPOSTAMENTI IN TRENO

Per quanto concerne il trasporto ferroviario, la Polizia ferroviaria cura, con la collaborazione del personale delle Ferrovie dello Stato, delle autorità sanitarie e della Protezione civile, la canalizzazione dei passeggeri in entrata e in uscita dalle stazioni al fine di consentire le verifiche sullo stato di salute dei viaggiatori anche attraverso apparecchi “termoscan”. Inoltre sono attuati controlli sui viaggiatori acquisendo le autodichiarazioni. Trenitalia consente il rimborso per rinuncia al viaggio, informazioni qui.

SPOSTAMENTI IN AEREO

Negli aeroporti i passeggeri in partenza sono sottoposti al controllo, oltre che del possesso del titolo di viaggio, anche della prescritta autocertificazione in cui si dichiarano i motivi inderogabili (lavoro, necessità, salute) dello spostamento. Analoghi controlli vengono effettuati nei voli in arrivo nelle predette aree. Restano esclusi i passeggeri in transito. Attenzione: per i voli Schengen ed extra Schengen in partenza, le autocertificazioni sono richieste unicamente per i residenti o domiciliati nei territori soggetti a limitazioni. Nei voli Schengen ed extra Schengen in arrivo, i passeggeri devono motivare lo scopo del viaggio all’atto dell’ingresso.

Intanto Alitalia dal 9 marzo 2020 ha sospeso l’attività su Milano Malpensa, mentre quella su Linate è limitata ai soli voli interni (ulteriori informazioni qui). Ryanair ha cancellato tutti i voli da e per l’Italia fino al 9 aprile (dettagli qui), così come EasyJet e altre compagnie aeree estere.

SPOSTAMENTI IN NAVE

Controlli analoghi a quelli degli aeroporti sono adottati per i passeggeri delle navi di crociera che non possono sbarcare per visitare le città (per esempio Venezia), ma transitare unicamente per rientrare nei luoghi di residenza o nei paesi di provenienza.

SPOSTAMENTI SUI MEZZI PUBBLICI LOCALI

Non sono previste particolari limitazioni sull’impiego di autobus, tram e metropolitane del trasporto pubblico locale, che restano regolarmente in funzione. Si richiede soltanto di osservare la distanza di sicurezza di almeno un metro.

SPOSTAMENTI SU AUTOBUS DEL TRASPORTO PUBBLICO REGIONALE E PRIVATO

Si può viaggiare sugli autobus del trasporto pubblico regionale e interregionale, nonché sugli autobus di compagnie private, solo per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. È inoltre possibile che molte corse vengano cancellate, si consiglia a proposito di informarsi sui siti web delle varie aziende. Nel frattempo Flixbus è stata costretta a modificare, interrompere e cancellare numerose tratte sull’intero territorio italiano. Gli utenti toccati da modifiche e cancellazioni possono cambiare la prenotazione oppure ottenere il rimborso del biglietto tramite un voucher, senza costi di cancellazione (info qui).

CIRCOLAZIONE DEI TRANSFRONTALIERI

Le limitazioni introdotte dal DPCM non vietano gli spostamenti per comprovati motivi di lavoro. Pertanto, salvo che siano soggetti a quarantena o che siano risultati positivi al Coronavirus, i transfrontalieri possono entrare e uscire dalle aree a contenimento rafforzato per raggiungere il posto di lavoro e tornare a casa. Gli interessati possono comprovare il motivo lavorativo dello spostamento con qualsiasi mezzo, inclusa la già citata autodichiarazione che può essere resa alle forze di polizia in caso di eventuali controlli.

CIRCOLAZIONE DI AUTOTRASPORTATORI E MERCI

Le merci possono entrare e uscire dai territori della “zona protetta”. L’attività degli operatori addetti al trasporto è infatti un’esigenza lavorativa, pertanto il personale che conduce i mezzi di trasporto può entrare e uscire dalle suddette aree e spostarsi all’interno delle stesse, limitatamente alle esigenze di consegna o prelievo delle merci.

UFFICI PRA ED ESAMI PATENTE

In applicazione delle nuove norme per il contenimento del Coronavirus, sono chiusi al pubblico in tutta Italia fino al 16 marzo 2020 gli sportelli del Pubblico Registro Automobilistico (PRA), quelli adibiti alla gestione delle tasse automobilistiche e i relativi uffici per le relazioni con il pubblico. I servizi on line restano comunque attivi, anche per consentire la piena operatività gli Sportelli Telematici dell’Automobilista, compresa la presentazione telematica delle pratiche. I servizi di assistenza sulle tasse automobilistiche sono sempre disponibili tramite i consueti i canali postali, telefonici e telematici.
Inoltre fino al 3 maggio 2020, sempre in tutta Italia, sono sospesi gli esami di idoneità per il conseguimento della patente di guida da espletarsi presso gli uffici della Motorizzazione civile. In favore dei candidati che non hanno potuto sostenere le prove d’esame in ragione della sospensione, è disposta la proroga del foglio rosa.

Per ulteriori informazioni e per sciogliere qualsiasi dubbio sugli spostamenti in Italia fino al 3 maggio 2020 leggi le FAQ ufficiali del Governo sulle misure adottate.

CORONAVIRUS IN ITALIA: SANZIONI PER CHI VIOLA LE MISURE SULLA CIRCOLAZIONE

Premesso che la veridicità delle autodichiarazioni può essere sempre verificata anche con successivi controlli, e che dichiarazioni mendaci a pubblico ufficiale sono punite con la reclusione da uno a sei anni ai sensi dell’art. 495 c.p., la sanzione per chi viola le limitazioni agli spostamenti è quella prevista in via generale dall’art. 650 c.p. (Inosservanza di un provvedimento di un’autorità), ossia l’arresto fino a tre mesi o l’ammenda fino 206 euro. Salvo che non si possa configurare un’ipotesi più grave quale quella prevista dall’articolo 452 c.p. (Delitti colposi contro la salute pubblica che persegue tutte le condotte idonee a produrre un pericolo per la salute pubblica, con pene fino a 12 anni di carcere).

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