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Coronavirus: le precauzioni su taxi, autobus e metro

Paura del Coronavirus? Ecco le precauzioni da prendere per chi viaggia su taxi, autobus, metro e altri mezzi pubblici. Bastano pochi gesti, come lavarsi spesso le mani, per scongiurare il contagio

4 febbraio 2020 - 14:40

L’allarme Coronavirus richiede delle precauzioni particolari per chi viaggia in Italia su taxi, autobus, metro e altri mezzi pubblici? Al di là della psicosi, spesso ingiustificata, che si sviluppa in circostanze come questa, anche grazie alla diffusione di improbabili fake news, non è affatto una cattiva idea rispettare alcune avvertenze che in realtà risultano utili per qualsiasi tipo di infezione, a cominciare ovviamente dal malanno stagionale per eccellenza, il virus influenzale.

CORONAVIRUS: QUALI PRECAUZIONI SUI MEZZI PUBBLICI?

Una delle maggiori paure riguarda il possibile contatto sui mezzi pubblici con persone potenzialmente infette dal Coronavirus, che per ovvie (ma non sempre valide) ragioni sono identificate nei cittadini cinesi o comunque di origini cinesi. Esempio: devo prendere un taxi da cui è appena sceso un cinese, che faccio? Sono salito sull’autobus o in metropolitana e ci sono numerose persone cinesi, alcune delle quali stanno pure starnutendo, corro qualche rischio? Proviamo a dare una risposta esaustiva a queste e ad altre domande basandosi sulle indicazioni ufficiali rilasciate dal Ministero della Sanità, che a sua volta si rifà alle disposizioni dell’OMS.

CORONAVIRUS: INUTILE DISCRIMINARE I CINESI

Prima questione: i cinesi. Il problema non sono i cinesi in quanto tali. Il problema sono i cinesi e i cittadini DI QUALSIASI ALTRA NAZIONALITÀ che hanno recentemente soggiornato nelle aree a rischio della Cina, in particolare nei pressi della città di Wuhan dove si è sviluppato il Coronavirus. Quindi non esistono motivi per non frequentare persone, ristoranti e negozi cinesi in Italia, i pericoli sono veramente minimi. Bisogna semmai prestare un po’ di attenzione ai soggetti che sono rientrati o arrivati da poco dalla Cina e che presentano i sintomi del virus. A questo proposito va ricordato che fin dallo scorso 30 gennaio 2020 il nostro Governo ha disposto la sospensione del traffico aereo con la Repubblica Popolare Cinese, compresi Hong Kong, Macao e Taiwan.

PRECAUZIONI CORONAVIRUS: RICONOSCERE I SINTOMI

Seconda questione: i sintomi. I sintomi più comuni del Coronavirus includono febbre, tosse e difficoltà respiratorie. Nei casi più gravi l’infezione può causare polmonite, sindrome respiratoria acuta grave, insufficienza renale e persino la morte. Ovviamente non è assolutamente detto che se una persona tossisce o starnutisce – italiana, cinese o di qualunque altra nazionalità – è perché ha il Coronavirus. È molto probabile che sia semplicemente raffreddata, o al massimo influenzata. Del resto siamo nel periodo del picco influenzale. In ogni caso, sui mezzi pubblici e in altri luoghi, per ridurre al minimo il rischio di contagio (il virus, come la maggior parte delle malattie respiratorie, si trasmette per via aerea) è sufficiente evitare contatti ravvicinatissimi con persone che presentano i sintomi di cui sopra. E qualora succeda, lavarsi le mani il prima possibile. Ma queste precauzioni valgono anche per il raffreddore e l’influenza.

CORONAVIRUS: LAVARSI SPESSO LE MANI

Terza questione: le precauzioni. Abbiamo appena accennato ad alcune precauzioni per scongiurare ogni possibile rischio. Il Ministero della Salute ricorda che le raccomandazioni per ridurre l’esposizione e la trasmissione di una serie di malattie respiratorie (dal comune raffreddore al… Coronavirus) comprendono: il mantenimento dell’igiene delle mani (lavare spesso le mani con acqua e sapone o con soluzioni alcoliche) e delle vie respiratorie (starnutire o tossire in un fazzoletto o con il gomito flesso, gettare i fazzoletti utilizzati in un cestino chiuso immediatamente dopo l’uso e lavare le mani), ed evitare il contatto ravvicinato, quando possibile, con chiunque mostri sintomi di malattie respiratorie come tosse e starnuti. Normalmente le malattie respiratorie non si trasmettono con gli alimenti, che comunque devono essere manipolati rispettando le buone pratiche igieniche ed evitando il contatto fra alimenti crudi e cotti. Allo stesso modo è assai improbabile che i pacchi e le merci importati dalla Cina possano trasmettere l’infezione. Per il Dipartimento malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità non deve infatti creare allarme lo studio tedesco secondo cui il nuovo Coronavirus resisterebbe attivo sulle superfici circa 9 giorni, ancora da dimostrare e soprattutto condotto su altri Coronavirus diversi da quello cinese.

CORONAVIRUS: LA MASCHERINA SERVE A POCO

Quarta questione: l’uso della mascherina. Molte persone, credendo in questa maniera di difendersi dal Coronavirus, hanno preso d’assalto negozi e farmacie per accaparrarsi le mascherine protettive. Che però servono a poco, quanto meno in Italia (in Cina è un altro discorso), come ha confermato tra gli altri al Corsera Matteo Bassetti, presidente della Società italiana terapie antinfettive: “Le mascherine non rientrano tra le misure di protezione raccomandate dall’OMS, che invece insiste sulla corretta pulizia delle mani. Oltretutto la maggior parte delle mascherine commerciali non hanno filtri e non aderiscono ai lati del viso lasciando quindi spazi scoperti. Inoltre molti modelli non coprono gli occhi che, assieme a naso e bocca, potrebbero essere una delle vie di penetrazione degli agenti infettivi”.

LE SALVIETTE UMIDIFICATE SONO EFFICACI CONTRO IL CORONAVIRUS?

Quinta questione: l’efficacia delle salviette umidificate. Se, come abbiamo appena visto, la reale efficacia delle mascherine per difendersi dal Coronavirus viene messa in discussione, è invece importante mantenere una corretta igiene delle mani e delle superfici con l’uso di soluzioni detergenti a base di alcol. In particolare sembra che il virus possa essere facilmente neutralizzato attraverso procedure di disinfezione a base di: alcol etilico (etanolo al 62-71%); acqua ossigenata (perossido di idrogeno allo 0,5%);  candeggina (ipoclorito di sodio allo 0,1%). Elementi riscontrabili anche nelle salviette umidificate disinfettanti per le mani, che rappresentano un aiuto prezioso quando l’acqua e il sapone non sono disponibili. Attenzione però, perché non tutte le salviette in commercio hanno la sufficiente concentrazione di alcol, acqua ossigenata o candeggina. E talvolta non è neppure così semplice constatarlo sulla confezione. Per essere quindi sicuri di prendere il prodotto giusto si consiglia l’acquisto non nei supermercati ma in farmacia, indirizzandosi (anche dietro consiglio del farmacista) su tipologie di salviette disinfettanti con azione virucida in uso negli studi medici e negli ospedali.

FAKE NEWS SUL CORONAVIRUS

Sesta e ultima questione: le fake news. In rete, soprattutto sui social, girano diverse notizie fasulle sul Coronavirus, molte delle quali purtroppo di stampo razzista. A tal proposito un’altra fonte autorevole come la Croce Rossa Italiana ha realizzato un podcast (che trovate qui in basso e che vi invitiamo ad ascoltare) che smonta le fake news online sul contagio e sui metodi per difendersi. Per esempio non è assolutamente vero che assumere paracetamolo in via preventiva sia una soluzione, anzi probabilmente è il contrario. Così come non risponde al vero che i migranti che affrontano il viaggio dall’Africa per raggiungere le coste italiane siano potenziali portatori del virus che si è sviluppato in Cina.

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