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Comprare e vendere un’auto d’epoca, le truffe e gli errori da evitare

L'assenza di un listino auto d'epoca espone alle truffe chi decide di comprare o vendere un'auto d'epoca con troppa leggerezza: ecco gli da evitare

25 febbraio 2020 - 18:00

In Italia le auto d’epoca sono molto popolari, anche se le più recenti manovre di Governo che hanno introdotto il bollo per i modelli sotto i 30 anni (leggi qui la vicenda del bollo per le auto tra i 20 e 30 anni) hanno spinto i modelli più performanti oltre il confine, nel 2017 il numero di auto d’epoca è aumentato del 10,8% a 381.027 veicoli, secondo le stime ACI. Rispetto al mercato delle auto contemporanee però comprare o vendere un’auto d’epoca potrebbe non essere così semplice se non si conosce a fondo il modello, il venditore o in generale il reale valore di ciò che si sta comprando o vendendo. Ecco perché vogliamo fare luce sugli errori più frequenti che possono commettere quando ci si innamora di un’auto d’altri tempi, lanciandosi in un acquisto “di pancia”. Riprendendo un sondaggio realizzato da un importante portale di compravendita di auto d’epoca, ecco quali sono le situazioni rischiose e le truffe più frequenti in cui ci si potrebbe imbattere quando si acquista o si vende un’auto d’epoca.

COMPRARE E VENDERE UN’AUTO STORICA: GLI UOMINI LE AMANO DI PIU’

L’amore per le auto d’epoca è per di più maschile, forte del fatto che non sempre è facile destreggiarsi con mezzi di diversi anni, che non hanno tutti i comfort delle auto attuali cui siamo abituati, solo il 3,5% del campione intervistato  è composto da donne contro il 95,8% di uomini. Di questi il campione più imponente è nelle fasce d’età da 41 a 50 anni (il 34,8%) e da 51 a 60 anni (il 29,7%) con cifre importanti anche tra 21-30 anni (7,7%) e 31-40 anni (13,9%). Il 41% degli intervistati ha dichiarato di aver acquistato da una a tre auto d’epoca nel corso della sua vita, praticamente si trattata degli irriducibili, quelli che l’auto d’epoca la guiderebbero anche ogni giorno e spesso lo fanno. La situazione è diversa per il restante 60% che ha acquistato più di tre auto d’epoca: si tratta di concessionari o di appassionati che agiscono per fini speculativi, per aumentare il valore dei loro veicoli. Solo il 41% degli intervistati, infatti, ha dichiarato di non aver mai venduto un’auto d’epoca.

COMPRAVENDITA DI AUTO D’EPOCA: DIFETTI ED ERRORI

Il rischio maggiore quando si compra un’auto d’epoca è infatti l’ipervalutazione (o la sottostima del valore reale se si vende). Pagare troppo un’auto che in realtà ha un valore molto più basso per svariati motivi si è rivelato un passo falso per il 35% dei compratori intervistati che ha dichiarato di essere già stato truffato almeno una volta. Di questi, il 70% ha dichiarato di essere stato frodato in uno o più acquisti in Italia, mentre il 44% ha dichiarato come questi siano accaduti all’estero. Il rischio maggiore è comunque costituito da difetti nascosti. Oltre l’80% degli interessati ha dichiarato di aver comprato in passato un veicolo con difetti non visibili al momento della vendita. Altri casi comuni di frode includono i veicoli incidentati camuffati (33%) e con contachilometri manomessi (18%). Complessivamente, tuttavia, il danno finanziario subito da tutti gli intervistati che hanno subito l’ipervalutazione è stato superiore a 700 mila euro, pari ad una media di circa 8.500 euro, secondo l’indagine.

I METODI DI PAGAMENTO NELLA COMPRAVENDITA DI AUTO D’EPOCA

Se l’auto che state guardando è perfetta, non siete immuni dal rischio di cadere nel tranello dei pagamenti: spesso se il venditore in malafede è abile sa come muoversi e una volta incassati i soldi è consapevole del fatto che non potrete più riaverli. Il 2% degli intervistati ha dichiarato di essere stato truffato almeno una volta da un falso servizio di acconto di garanzia o di trasferimento di denaro contante. Più dell’81% degli intervistati ha dichiarato di aver effettuato almeno uno degli acquisti in contanti; Il 34% degli intervistati ha effettuato le transazioni con bonifico bancario; il 3%, invece, dichiara di aver utilizzato per le proprie operazioni il notaio o l’avvocato. Ma quali sono i metodo di pagamento più usati e quali sono i rischi? L’86% degli intervistati ha dichiarato che i pagamenti in contanti sono il modo più semplice, ma non è mai consigliabile andare in giro con grandi somme di denaro. In termini di sicurezza percepita, il pagamento in contanti è dunque superato dall’acconto di garanzia notarile (o di avvocato scelto dal 65% come il mezzo di transazione più sicuro).

LE GARANZIE DELL’ACQUISTO DI VEICOLI STORICI

Al terzo posto l’acconto di garanzia, anche chiamato escrow, cioè un acconto di garanzia molto usato nelle transazioni virtuali soprattutto quando avvengono tra Paesi molto distanti; il caso più frequente è di un compratore che si propone dagli USA o molto più spesso dalla Costa d’Avorio. Questa scelta avviene di solito nei casi più rari che necessitano del suo elevato grado di sicurezza, ciò dovuto alla complessità della transazione (gli altri i metodi di pagamento sono stati giudicati troppo gravosi per il 68%) e dai costi associati (il 70% degli intervistati ha valutato l’acconto di garanzia notarile come costoso o molto costoso). Tuttavia, nel caso di escrow, è meglio affidarsi a agenzie note e affidabili, da preferire all’utilizzo di spedizionieri o compagnie di navigazione nel ruolo di agenti fiduciari. Gli spedizionieri commissionati da fantomatici compratori spesso non esistono o hanno una falsa presenza su Internet, che scompare subito dopo l’acconto di pagamento, per poi riapparire altrove, secondo il report di Classic Trader.

IL VALORE DI UN’AUTO D’EPOCA

E’ chiaro che con una maggiore trasparenza e consapevolezza del mercato, anche i rischi derivanti dal comprare o vendere un’auto d’epoca sarebbero molto ridotti. Benché in fermento infatti le auto d’epoca in Italia non hanno mai espresso tutto il vero potenziale da cui ne avrebbe beneficiato tutta la filiera, dai rivenditori di ricambi alle officine, che solo di recente hanno rispolverato grazie a Continental dei corsi di specializzazione nella riparazione dei freni di auto d’epoca. Il Pubblico Registro Automobilistico fornisce ufficialmente un indice di tendenze su come si stanno sviluppando i prezzi delle auto d’epoca in Italia, anche se una vera quotazione delle auto d’epoca ufficiale come per le auto usate tradizionali non esiste. O meglio la più autorevole fonte viene dalle riviste specializzate nel settore delle Auto Classiche e basta guardare come icone dell’automobilismo italiano come la Fiat 500, ma anche modelli non nazionali, siano molto più apprezzate all’estero, dove le quotazioni sfidano la ragionevolezza e per un’auto in ottime condizioni si è disposti a pagare anche più del doppio che in Italia.

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