CO2: investimenti dei Costruttori impattano più dei Petrolieri

Le emissioni reali delle auto nel ciclo vita sono il 50% più alte di quelle dichiarate, lo rivela uno studio di Transport & Environment

28 settembre 2022 - 13:34

Le compagnie petrolifere sono da sempre additate di contribuire all’inquinamento ambientale. Negli anni però alcune hanno riposto un crescente interesse verso l’elettrificazione della mobilità, gli e-fuel e le energie rinnovabili. Un esempio sono le pompe di benzina Shell trasformate per la ricarica auto elettriche. Uno studio di Transport & Environment condotto con Legambiente afferma che gli investimenti delle Case automobilistiche hanno un impatto molto più pesante in termini di tonnellate di CO2 emesse rispetto ai Petrolieri. Per alcuni Costruttori le emissioni di CO2 stimate sarebbero fino al +150% rispetto a quelle dichiarate. Ecco i più e i meno trasparenti secondo T&E.

EMISSIONI GLOBALI DELLE CASE AUTO: SARA’ RISCHIOSO INVESTIRE DAL 2023?

Lo studio di T&E sostiene che a differenza di altri prodotti di utilizzo quotidiano (un oggetto d’arredo o un cellulare), la maggioranza delle emissioni di un’auto non deriva dalla produzione ma dal suo utilizzo. Le emissioni durante l’intero ciclo vita dichiarate dai Costruttori auto sarebbero poco attendibili. Una tesi che i ricercatori portano anche all’attenzione degli investitori. “Dal 2023 banche e fondi dovranno dichiarare le emissioni totali nel ciclo di vita”, dichiara Luca Bonaccorsi Director of Sustainable Finance and Digital Engagement T&E. La dichiarazione delle emissioni globali sarà obbligatoria dal 2023 come stabilisce il Regolamento sulla Sustainable Finance Disclosure (SFDR) e la Direttiva Corporate Sustainability Reporting (CSRD). “Avere azioni, obbligazioni o prestiti col settore auto sarà un disastro per il bilancio del carbonio degli investitori”. Le stime sul ciclo di vita delle automobili risultano più alte di quelle dichiarate da molte Case auto: BMW, Hyundai-Kia e Stellantis – secondo lo studio – dichiarano meno della metà delle emissioni globali.

I COSTRUTTORI AUTO CON LE EMISSIONI NEL CICLO VITA PIÙ ALTE

Le emissioni globali di CO2 delle Case auto risultano in media più alte del 50% rispetto a quelle dichiarate, secondo lo studio. In cima alla classifica ci sono Stellantis (+149%), Hyundai-Kia (+116%) e BMW (+81%). Le emissioni totali dichiarate dalle Case auto derivano da calcoli basati su una serie di fattori come le dimensioni medie, il mercato/luogo in cui vengono guidati i veicoli e la durata del ciclo vita. Secondo T&E e Legambiente, i Costruttori elaborano questi fattori per tirare fuori dati più ottimistici e accattivanti da mostrare agli investitori. Gli esempi più eclatanti riportati sono:

BMW stimerebbe le emissioni medie dei suoi veicoli ipotizzando una percorrenza di 150.000 chilometri nel ciclo vita, mentre secondo i ricercatori quella reale è più alta;

Stellantis, “è una delle case peggiori per impatto globale per ogni auto prodotta, ben 62 tonnellate di CO2, a causa dei tanti, troppi fuoristrada venduti soprattutto in America” afferma Andrea Poggio, Responsabile Mobilità Sostenibile di Legambiente.

EMISSIONI DI CO2 DA INVESTIMENTI: COSTRUTTORI E PETROLIERI A CONFRONTO

Il confronto tra le emissioni collegate agli investimenti delle Case auto sono addirittura più impattanti a livello di CO2 rispetto a quelli delle Compagnie petrolifere.  In questo caso secondo lo studio T&E-Legambiente, al gruppo Renault-Nissan-Mitsubishi risulta attribuita la più alta intensità di emissioni di CO2 tra i maggiori gruppi automobilistici. Per comprendere meglio il grafico qui sotto:

–  1 milione di euro investito nella Exxon Mobil finanzia circa 2.000 tonnellate di CO2 equivalente. Cioè emissioni indirette derivanti dalla generazione di elettricità, vapore, riscaldamento e raffreddamento acquistati e consumati dall’azienda;

1 milione di euro investito nel settore automobilistico finanzia, secondo lo studio, in media oltre 4.500 tonnellate di CO2. Sono incluse le emissioni indirette che si verificano nella catena del valore di un’azienda.

In alcuni casi (Renault, Honda, Ford, Volkswagen, Stellantis e Hyundai-Kia) l’intensità di carbonio in tonnellate di CO2 derivanti da investimenti è più alta della media dichiarata dalle compagnie petrolifere BP, Shell e Exxon.

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