Accise sulle auto elettriche: il Governo valuta la possibilità

Accise sulle auto elettriche: il Governo valuta la possibilità

Avremo le accise sulle auto elettriche? Il Governo valuta la possibilità in previsione dell'aumento del numero di BEV a danno delle auto termiche

15 Maggio 2024 - 11:30

Un giorno, vicino o lontano che sia, le auto elettriche soppianteranno quelle termiche? E allora bisognerà trovare il modo di traslare sulle BEV il gettito derivante dalle accise sui carburanti, che è fondamentale per le casse dello Stato (parliamo di circa 25 miliardi di euro all’anno). Lo ha confermato il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, intervenendo all’Automotive Dealer Day. Un’altra brutta notizia per i possessori di auto elettriche dopo gli aumenti delle tariffe di ricarica stabiliti di recente da alcuni operatori, ma non si può parlare di un fulmine a ciel sereno perché era scontato che accadesse. Ribadiamo, al di là delle promesse elettorali di qualche buontempone, nessun Governo di qualsiasi colore può rinunciare a cuor leggero al gettito delle accise. Lo ha fatto parzialmente soltanto Draghi ma in un momento straordinario con l’Italia che stava faticosamente uscendo dalla pandemia.

COME SARÀ L’ACCOSA SULLE AUTO ELETTRICHE?

Giorgetti ha spiegato che il processo di elettrificazione dei veicoli porterà ad avere sempre meno auto a benzina e diesel sulle strade, con la conseguente riduzione degli introiti legati alle accise sui carburanti. Questo significa che il minor gettito derivante dalle accise dovrà essere compensato da uno spostamento delle imposte verso le auto elettriche. Un ambito nel quale il MEF sta già lavorando, ha rivelato il ministro, anche in considerazione del previsto aggiornamento della normativa europea sulla tassazione dei prodotti energetici, per il momento ferma alla direttiva 2003/96/CE del 27 ottobre 2003 (quando le auto elettriche erano solo un’ipotesi). Non è chiaro come intende intervenire il Governo, se direttamente sulla ricarica o in altra maniera, ma la questione è già sul tavolo di via XX Settembre.

CHE COS’È L’ACCISA SUI CARBURANTI?

In attesa di saperne di più, ricordiamo che l’accisa è una imposta sulla fabbricazione e vendita di prodotti di consumo e la più diffusa è proprio quella sul prezzo dei carburanti, presente a vari livelli in quasi tutto il mondo e in particolare nei Paesi non produttori. In Italia le accise sui carburanti (benzina, diesel e gpl, mentre quella sul metano è irrilevante) sono state introdotte gradualmente fin dagli anni ‘30 del secolo scorso per fronteggiare economicamente improvvise emergenze dovute per lo più a disastri naturali ed eventi militari. Oggi se ne contano ben 19 di accise sui carburanti in Italia, ma in realtà questo conteggio non ha più molto senso perché nel 1995, quindi quasi trent’anni fa, le varie accise sono state inglobate in un’unica imposta indifferenziata che finanzia il bilancio statale nel suo complesso, senza alcun riferimento alle motivazioni originali. E nel 2013 questa misura è diventata pure strutturale.

Accise sulle auto elettriche

QUANTO PESA L’ACCISA SUL COSTO FINALE DEI CARBURANTI NEL 2024

Nell’ultima rilevazione del MASE datata 13 maggio 2024, che si riferisce alla media settimanale dei prezzi dal 6 al 12 maggio 2024, i prezzi nazionali (€/1.000 litri) della benzina, del gasolio e del gpl per l’autotrazione in modalità self-service sono i seguenti:

  • Benzina: 1.898,59 euro di cui 728,40 (accisa), 342,37 (Iva) e 827,82 (netto);
  • Gasolio auto: 1.753,30 euro di cui 617,40 (accisa), 316,17 (Iva) e 819,73 (netto);
  • Gpl: 720,15 euro di cui 147,27 (accisa), 129,86 (Iva) e 443,02 (netto);
  • Metano auto: 1.305,12 euro di cui 4,66 (accisa), 235,35 (Iva) e 1.065,11 (netto);
  • GNL: 1.171,24 euro di cui 4,66 (accisa), 211,21 (Iva) e 955,37 (netto).

Ne consegue che l’accisa pesa quasi il 40% sul costo finale di benzina e diesel (assai meno su gpl e metano), e aggiungendoci l’Iva al 22% (calcolata su netto + accisa) il carico sale al 55% circa. Nell’Unione Europea solo l’Olanda e il Regno Unito hanno imposte indirette sui carburanti più alte dell’Italia, ma non solo: il nostro Paese è rispettivamente al sesto (per la benzina) e all’ottavo posto (per i diesel) nella classifica delle nazioni europee dove il pieno risulta più caro (dati GlobalPetrolPrices.com).

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