Ciclisti più spericolati degli automobilisti? Uno studio spiega perché

Quando e perché ciclisti, automobilisti e pedoni sono “spericolati”: uno studio mette a confronto ragioni e regole in città

23 ottobre 2020 - 15:00

Il rapporto tra ciclisti e automobilisti in strada è da sempre basato su incomprensioni e convivenze critiche. Le motivazioni (spesso fondate) vedono entrambe le categorie lamentarsi del comportamento scorretto e dell’altra parte. Un interessante studio di 3 ricercatori USA pubblicato anche sul Journal of Transport and Land Use prova a spiegare perché i ciclisti sono più spericolati ma attenti degli automobilisti.

CICLISTI, AUTOMOBILISTI E PEDONI: OGNUNO SI FA RAGIONI E REGOLE

Lo studio intitolato “Scofflaw bicycling: Illegal but rational” dei ricercatori Wesley E. Marshall, Daniel Piatkowski e Aaron Johnson prova a cercare un legame tra le infrazioni di automobilisti e ciclisti. Da sempre utenti vulnerabili (e gli incidenti con vittime in bici o a piedi ne sono la conferma), i ciclisti non sempre godono di una buona fama sia da parte degli automobilisti, sia da parte dei pedoni. Nell’indagine sono stati intervistati circa 18 mila volontari, tra ciclisti, automobilisti e pedoni, ipotizzando vari scenari che vedevano coinvolti principalmente i ciclisti. Il risultato sorprendente che accomuna tutte e tre le categorie è che il 100% del campione ha ammesso di aver violato qualche regola della Codice della Strada. Ma questo potrebbe essere veniale e scontato un po’ ovunque.

CICLISTI SPERICOLATI? CHI E PERCHE’ VIOLA LE REGOLE DELLA STRADA

Le motivazioni per cui si “scivola” sul rispetto delle regole però cambiano in base al mezzo di trasporto, secondo il sondaggio. Dalle valutazioni dei ricercatori, è emerso che guidatori e pedoni infrangono le regole della strada il più delle volte per risparmiare tempo. I ciclisti invece pongono quasi sempre davanti la sicurezza personale, poi il risparmio energetico, il risparmio di tempo e infine l’aumento della visibilità.

CICLISTI VS AUTOMOBILISTI: LA SOPRAVVIVENZA PREVALE SULLE REGOLE

La maggior parte dei ciclisti dello studio afferma di infrangere quelle regole che non arrecano danni agli altri utenti. Le conclusioni dei ricercatori delle Università del Colorado e Nebraska, concordano sul ritenere che i ciclisti sono in media dei survior. La legge della sopravvivenza in un contesto (la città) non sempre a misura di biciclette, li spingerebbe ad assumere atteggiamenti spesso intollerati o incomprensibili. Come spesso accade, però, la verità sta nel mezzo, ed è chiaro che la faziosità tra utenti diversi della strada sia dovuta proprio a quelle azioni più sconsiderate. Dall’apertura della portiera senza guardare, al percorrere a piedi piste ciclabili riservate alle bici, fino a pedalare sui marciapiedi per evitare i pericoli delle auto in strada.

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