Brexit UK: i Paesi più influenti per la produzione di auto nel Regno Unito

Il Regno Unito esporta l’80% di auto prodotte in casa, ma la Brexit dal 31 ottobre potrebbe cambiare i rapporti con i Paesi “amici”, soprattutto in Europa

26 agosto 2019 - 13:55

La Brexit è ormai una certezza per il Regno Unito e dal 31 ottobre potrebbe realmente innescare un fenomeno a catena negli scambi commerciali che riguardano la produzione auto in UK. Per il primo ministro inglese Boris Johnson la decisione del Parlamento non può essere rimandata anche perché in bilico ci sarebbero i 39 miliardi di sterline per l’exit. Considerando che in UK vengono prodotte ed esportate 8 auto su 10, è lecito chiedersi chi sarà più coinvolto nella lotta commerciale con il Regni Unito? Qual è lo stato di salute attuale dell’industria auto? Il rapporto dell’associazione inglese dei produttori di veicoli, SMMT, rivela quante nuove auto e chi le importa di più dal Regno Unito.

MERCATO AUTO -21% DAL 2018

L’ultimo trend positivo della produzione industriale di auto nel Regno Unito risale al maggio 2018 – secondo i numeri del SMMT. Ma da allora anche gli altri maggiori mercati di riferimento hanno vissuto periodi altalenanti. La Brexit però arriva in un momento cruciale per l’industria auto, considerando che tra il 2018 e il 2019, nei primi 6 mesi il Regno Unito ha perso il 21% di esportazioni. Certo, dal Regno Unito non partono solo auto, ma anche altri beni destinati a più di 160 città nel mondo. L’industria auto però è una grande fetta dell’economia inglese che foraggia mercati in cui l’Europa detiene il peso maggiore. A proposito, se non sai quante fabbriche auto e quali modelli vengono prodotte nel Regno Unito, ne parliamo qui.

I PAESI CHE IMPORTANO DI PIU’ DAL REGNO UNITO

Nel 2018 infatti degli oltre 533 mila veicoli prodotti nel Regno Unito, solo il 20% ha alimentato il mercato interno. Quante auto prodotte in UK sarebbero penalizzate da una tassa di importazione in Europa? Sembrerebbe che il primo ministro punti proprio a un escamotage per riservare all’economia del Paese i 39 miliardi di sterline che l’UE chiede in cambio del “divorzio consensuale”. Secondo i dati SMMT nel 2018 l’Europa è stato il principale “importatore” di veicoli prodotti in UK (57%), seguito da USA (17%), Cina e Giappone (3,8%) e Canada (2,1%). A seguire poi gli altri Paesi con quote minoritarie.

L’USCITA SENZA ACCORDO SECONDO L’UE 

Se da un lato il Parlamento inglese vorrebbe evitare una Brexit senza accordo con l’UE, Boris Johnson dal G7 ha alzato la voce, alludendo alla possibilità di non pagare il conto. C’è il rischio che “l’uomo giusto per la Brexit”, come l’ha definito il Presidente americano Trump al recente G7, sospenda i lavori in Parlamento per evitare situazioni di impasse e proroghe sulla scadenza della Brexit. Istantanea le replica della portavoce della Commissione UE che invita Johnson a rispettare gli impegni che “sono fondamentali per le relazioni future”. Sempre che l’iniziativa del primo ministro inglese non rimescoli nuovamente le carte con il voto di sfiducia proposto dal partito dei Laburisti per frenare il rischio di una Brexit senza accordo con l’UE.

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