Brexit: quali Costruttori auto rischiano di più con le fabbriche in UK?

L'uscita del Regno Unito dall'Europa senza un accordo minaccia migliaia di posti di lavoro: ecco le fabbriche di auto in UK a rischio chiusura

19 febbraio 2019 - 12:54

L'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea – più nota come Brexit – è un viaggio senza ritorno che sta mettendo in agitazione i lavoratori inglesi. Mentre è in bilico un accordo tra il Regno Unito e l'Unione europea su un'uscita che crei meno danni possibili all'economia, i Costruttori di auto già mettono in conto la possibilità di fermare le linee produttive. Ecco quali sono le fabbriche di auto più a rischio nel Regno Unito che potrebbero chiudere i battenti. Secondo i dati in mano a Reuters, l'industria automobilistica britannica nel 2018 ha prodotto oltre 1,5 milioni di veicoli con un calo fisiologico in tutta Europa dovuto alla contrazione delle vendite di auto diesel e all'inasprimento delle norme di omologazione. Rispetto al resto dei Paesi EU, il Regno Unito fa i conti anche con i rischi e le paure della Brexit che hanno comportato un calo di vendite del 9% nel 2018. Un'uscita dura e senza accordi con l'Europa minerebbe il libero scambio che ha già messo in discussione la produzione inglese della nuova Toyota Corolla, mentre Honda ha già annunciato che le sue fabbriche inglesi chiuderanno i battenti a fine 2022 e non ci sono garanzie sul ricollocamento di 3500 dipendenti.

JAGUAR LAND ROVER Come per Honda sono molte altre le aziende nel settore automotive che potrebbero dover fare i conti con tasse di importazione e licenziamenti. Tra i più grandi costruttori che hanno radici in UK, Jaguar Land Rover produce nel Regno Unito modelli che esporta in tutto il mondo e ne ha costruiti circa un terzo del totale nel 2018. Fanno eccezione quelli prodotti in Cina in partnership con aziende locali proprio per evitare i dazi di importazione “alla Trump” imposti in Asia. Il rischio Brexit ha prodotto un calo di vendite  del 15,6% nel 2018, secondo solo a Vauxhall (Opel) coinvolta però anche nella riorganizzazione dal passaggio di consegne tra General Motors e PSA.

TOYOTA, NISSAN E HONDA Poi c'è Nissan, che dallo stabilimento di Sunderland sforna le Juke, Leaf, Qashqai e Infiniti per l'Europa. Se si pensa che la Nissan Leaf gioca un ruolo di prim'ordine nella classifica delle auto elettriche più vendute, anche il Costruttore nipponico dovrà fare bene i conti con la Brexit. Toyota produce sia auto (la nuova Corolla a Burnaston, dove ha incrementato i volumi) e motori in un altro stabilimento. Toyota ha prodotto poco più di 129 mila auto nel 2018, ma con un calo del 10,4%. Honda ha pagato un calo di vendite nel 2018 minore (-2,1%) con una produzione a Swindon di 129 mila Civic e CR-V che, secondo le informazioni attuali si fermerà nel 2022.

OPEL E MINI Fuori dalla sfera dei costruttori nipponici che hanno fabbriche nel regno unito Vauxhall è sicuramente quella più esposta visto il legame storico del brand legato a General Motors con Opel e ora di proprietà di Peugeot-Citroen. Opel produce l'Astra nella fabbrica di Ellesmere Port e il Vivaro a Luton. Infine Mini, di proprietà di BMW, che nel 2018 ha incrementato i volumi produttivi in controtendenza ai rischi Brexit, ha assemblato 234.183 auto nella fabbrica di Oxford.

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