Autovelox sulla Paullese: 32 mila multe in 70 giorni, è polemica

Autovelox sulla Paullese: 32 mila multe in 70 giorni, è polemica

Un autovelox sulla Paullese a Spino d'Adda ha registrato 32 mila infrazioni per altrettante multe in 70 giorni, scatenando forti polemiche

 

Un autovelox sulla Paullese a Spino d'Adda ha registrato 32 mila infrazioni per altrettante multe in 70 giorni, scatenando forti polemiche

di 
29 Luglio 2026 - 13:15

Una tempesta di multe da autovelox si abbatte sulla Strada Statale Paullese, nel territorio comunale di Spino d’Adda (Cremona). In quest’area della Lombardia, un’area strategica della pianura, un nuovo rilevatore fisso ha registrato la cifra record di 32 mila infrazioni per eccesso di velocità multe in appena 70 giorni. Installato e attivato lo scorso 30 aprile dalla Provincia all’altezza dello svincolo di Spino Est (al chilometro 19+6 in direzione Cremona e al chilometro 20+3 in direzione Milano), l’impianto ha iniziato a fotografare violazioni a ritmi vertiginosi, toccando una media che supera i 450 verbali al giorno.

AUTOVELOX SULLA PAULLESE: CHE PRIMATO

I dati snocciolati dopo il monitoraggio effettuato fino allo scorso 9 luglio evidenziano una situazione allarmante per i pendolari e gli automobilisti in transito, dice la testata online La Provincia di Cremona. La proiezione calcolata per i primi tre mesi di attività punta dritta verso quota 40 mila sanzioni.

La stragrande maggioranza delle infrazioni rilevate riguarda superamenti lievi dei limiti – fissati a 110 km/h su entrambe le carreggiate -, con oltre 20 mila multe emesse per sforamenti fino a 10 km/h sopra la soglia consentita. Immortalate anche macchine a 170 km/h.

INFURIA LA BATTAGLIA SOCIAL

L’enorme mole di verbali ha immediatamente fatto esplodere la polemica. Centinaia di automobilisti protestano nei social, ma il primo cittadino di Spino d’Adda, Enzo Galbiati, ha ribadito che l’impianto rientra nella competenza esclusiva della Provincia e che il Comune non incassa un solo euro dalle sanzioni.

Lo stesso sindaco evidenzia come l’amministrazione fosse originariamente contraria a quella specifica collocazione, preferendo un posizionamento differente nei pressi del ponte, dove i limiti scendono a 70 km/h e dove in passato si sono verificati incidenti anche mortali.

Il Codacons parla di una misura punitiva e vessatoria. Per i consumatori risulta paradossale che la postazione sia stata installata laddove il Comune aveva espresso perplessità, ignorando le zone considerate realmente critiche.

Autovelox sulla Paullese 32 mila multe in 70 giorni, è polemica

LA PROVINCIA SI DIFENDE

Dal canto suo, l’ente provinciale ha difeso la scelta tecnica adottata, spiegando che la posizione dello svincolo di Spino Est rispetta rigorosamente i requisiti previsti dalla normativa vigente, tra cui l’obbligo di un tratto stradale di almeno un chilometro con un limite uniforme in entrambe le direzioni. La funzione primaria – sostiene l’ente locale – è quella di migliorare la sicurezza stradale.

AUTOVELOX, QUAL È LA SITUAZIONE IN ITALIA

Il decreto MIT n. 125 dell’8 giugno 2026, in vigore dal successivo 12 luglio, ha definito le caratteristiche, i requisiti e le procedure di omologazione, di esecuzione della taratura e delle verifiche periodiche di funzionalità dei dispositivi e dei sistemi per l’accertamento delle violazioni dei limiti massimi di velocità, che genericamente chiamiamo autovelox ma che riguardano anche altri strumenti, come i Tutor ma non solo.

Il decreto contiene inoltre l’elenco dei dispositivi omologati in considerazione della loro conformità alle nuove disposizioni (in pratica tutti quelli approvati dopo il 2017). Invece i modelli di autovelox esclusi dall’elenco non sono più autorizzati ad accertare la violazione dei limiti di velocità e quindi a comminare multe. Tuttavia possono sempre ottenere l’omologazione facendone richiesta (nel qual caso l’elenco sarà aggiornato).

LINEE GUIDA PER GLI ORGANI DI POLIZIA STRADALE

In quest’ottica il ministero dell’Interno ha pubblicato una circolare destinata agli organi di Polizia stradale per richiamare l’attenzione su alcuni aspetti da considerare dopo l’entrata in vigore del decreto MIT 125/2026:

  • innanzitutto particolare attenzione dev’essere data alle procedure per l’esecuzione delle verifiche della funzionalità successive all’omologazione, specie in questa fase iniziale, dato che hanno subito una sostanziale modifica;
  • la tabella identificativa del dispositivo contiene le caratteristiche e le modalità di funzionamento del prototipo delle quali si deve tenere conto nell’esecuzione delle verifiche di funzionalità, in relazione alla modalità d’impiego su cui è intervenuta la taratura;
  • il certificato di conformità, rilasciato dal titolare dell’omologazione su carta intestata per ciascun dispositivo o sistema, deve essere conservato dall’utilizzatore;
  • il verbale di verifica di funzionalità deve riportare l’esito positivo di ogni attività oggetto della verifica ed essere conservato dall’organo di Polizia stradale che utilizza il dispositivo o sistema.

LA PIATTAFORMA TELEMATICA DEL MIT

La circolare del Viminale evidenzia inoltre che anche gli autovelox omologati secondo le disposizioni del decreto MIT devono essere censiti e pubblicati sulla piattaforma telematica del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, presupposto per il legittimo utilizzo delle apparecchiature. Su questo specifico punto va anche considerato ciò che riporta la circolare MIT n. 17852 del 13 luglio 2026, con la quale si ritiene sufficiente l’indicazione degli estremi del decreto di approvazione riportata nella piattaforma telematica in corrispondenza di ogni singolo dispositivo o sistema.

COSA DEVE CONTENERE IL VERBALE DI CONTESTAZIONE

Infine, per una maggiore chiarezza dell’attività sanzionatoria e per garantire una corretta informazione all’utenza, anche al fine di prevenire inutili contenziosi, la circolare dell’Interno ritiene opportuno che il verbale di contestazione delle violazioni rilevate dal 12 luglio 2026 con uno degli Autovelox omologati come da decreto MIT, riporti l’indicazione che l’apparecchiatura utilizzata è “omologata ai sensi dell’art. 6, comma 1, del Decreto ministeriale n. 125/2026 del MIT”.

Commenta con la tua opinione

X