Auto elettrica spacca UE: Commissario Hoekstra vs Francia e Germania

Auto elettrica spacca UE: Commissario Hoekstra vs Francia e Germania

Hoekstra critica l'accordo Francia-Germania sui target CO2 2035: con le deroghe, si frenerebbe la mobilità elettrica avvantaggiando la Cina

 

Hoekstra critica l'accordo Francia-Germania sui target CO2 2035: con le deroghe, si frenerebbe la mobilità elettrica avvantaggiando la Cina

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28 Ottobre 2026 - 17:49

Unione Europea spaccata in due sull’auto elettrica. Il Commissario europeo per il Clima, l’olandese Wopke Hoekstra, ha duramente criticato il recente accordo bilaterale tra Francia e Germania per ammorbidire i target di riduzione delle emissioni di CO2 al 2035: non più il 100%, ma l’87,5%. Quindi, niente ban termico fra 9 anni per le Case. Inoltre, Parigi e Berlino intendono ammettere i carburanti low emission. E puntano all’integrazione delle filiere produttive con quelle del Regno Unito. Stando all’esponente UE, forzare deroghe e indebolire i parametri concordati rischia di compromettere la certezza normativa, frenare gli investimenti nella mobilità verde e lasciare l’industria europea vulnerabile di fronte alla concorrenza cinese. Lo scontro apre una frattura tra la Commissione e le due grandi potenze politiche e automotive sul futuro della transizione ecologica, la stessa coppia di nazioni che ha voluto il Green Deal 2019.

RETROMARCIA DI FRANCIA E GERMANIA: CONTRASTI INTERNI ALL’UE

La mossa dei due big è dettata dalle vendite deboli di auto elettriche (sebbene in aumento), dall’exploit dei cinesi nel settore BEV. E dal pressing delle Case, preoccupate dalle pesanti sanzioni finanziarie previste per chi non rispetterà i parametri intermedi di decarbonizzazione, dice Bloomberg. Sullo sfondo, l’ascesa velocissima delle destre, che fanno perdere consensi agli Esecutivi. Una retromarcia rispetto agli annunci di 7 anni fa.

I TIMORI DEL COMMISSARIO

Secondo il Commissario (del partito Appello Cristiano Democratico nei Paesi Bassi), diluire le regole con scappatoie legislative non salverà la filiera europea, ma rischia al contrario di condannarla. Un eventuale passo indietro dell’UE, trainata da Francia e Germania, finirebbe infatti per spalancare le porte ai colossi del Dragone.

La trattativa sul riesame dei regolamenti si preannuncia infuocata e le prossime settimane diranno se prevarrà il rigore della Commissione o la marcia indietro delle grandi potenze manifatturiere verso il no al tutto elettrico.

Parigi e Berlino rappresentano l’asse portante comunitario grazie al primato demografico e a un peso parlamentare determinante: c’è il rischio di un cortocircuito.

Livello ricarica elettrica

AUTO E COMPONENTI: SÌ AL MADE IN UE

Invece, Hoekstra è favorevole al Made in UE, come Parigi e Berlino, come pilastro strategico per la sovranità industriale del Continente. Al centro non c’è solo l’assemblaggio dei veicoli, ma l’intera filiera della componentistica: dai sistemi di propulsione alla sensoristica, dai telai allo sviluppo di software avanzati.

Sostenere questo patrimonio produttivo serve a garantire l’autonomia strategica dell’Unione Europea, riducendo la pericolosa dipendenza dai mercati esteri e dalle catene di fornitura asiatiche, in particolare per quanto riguarda le batterie e le materie prime critiche.

Inoltre, il Made in UE costituisce una garanzia di qualità, sicurezza e responsabilità sociale. Le vetture e i componenti realizzati nei Paesi membri rispondono infatti a standard ambientali, normativi e di tutela del lavoro tra i più severi al mondo.

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