Aumento autostrade 2023: ecco dove si paga di più Dal 1° gennaio scatta l'aumento delle autostrade 2023

Aumento autostrade 2023: ecco dove si paga di più

Dal 1° gennaio scatta l'aumento delle autostrade 2023, ma non su tutte le tratte. Ecco le arterie dove si paga di più e l'ammontare dei rincari

2 Gennaio 2023 - 11:01

Com’era nelle previsioni l’anno nuovo si è aperto con due brutte notizie per gli automobilisti: la cancellazione del taglio delle accise e l’aumento delle autostrade dal 1° gennaio 2023, anche se il rincaro non riguarda tutte le tratte autostradali. È stato lo stesso Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ad annunciare l’aumento dei pedaggi, precisando però che l’esborso risulta più contenuto rispetto ad altri Paesi europei.

AUMENTO AUTOSTRADE 2023: QUANTO AUMENTANO I PEDAGGI?

In pratica i pedaggi delle autostrade sono aumentati nel 2023 solo sulla rete ASPI (Autostrade per l’Italia), che copre circa la metà della rete autostradale italiana gestendo ben 2.964,7 km in 14 regioni italiane,  e su alcune tratte del gruppo ASTM (Gavio).

Ricordiamo che in passato l’aumento delle autostrade avveniva praticamente ogni anno, ma dopo il crollo del Ponte Morandi di Genova nel 2018 i Governi che si sono succeduti avevano deciso di stoppare il meccanismo automatico di adeguamento tariffario, sancendo una sostanziale ‘tregua dei prezzi’ che, salvo rare eccezioni, era durata fino a oggi.  Stavolta però il MIT, di concerto con il MEF, ha autorizzato l’aumento dei pedaggi su alcune tratte con decorrenza 1 gennaio 2023. In particolare:

+ 2% sull’intera Rete ASPI;

+ 9,16% sull’autostrada A21 Piacenza-Brescia (Autovia Padana – ASTM);

+ 4,30% sull’autostrada A4 Torino-Milano (SATAP – ASTM);

+ 4,30% sull’autostrada A33 Asti-Cuneo (Autostrada Asti-Cuneo – ASTM);

+ 4,34% sulla Tangenziale Est Esterna di Milano o A58 (società Tangenziale Esterna – ASTM).

Inoltre un ulteriore +1,34% sull’intera Rete ASPI ma con decorrenza 1 luglio 2023.

Ecco alcuni esempi di nuove tariffe 2023 per i veicoli di classe A (le comuni automobili e i motocicli):

Milano Sud – Roma Nord: 42,60 euro.

Milano Sud – Bologna Casalecchio:15,70 euro.

Torino Rondissone – Milano Ghisolfa: 17,50 euro.

Milano Sud – Firenze Sud: 24,10 euro.

Milano Sud – Napoli Nord: 58,20 euro

Bologna Casalecchio – Firenze Sud: 9,50 euro.

Bologna Casalecchio – Roma Nord: 28,10 euro.

Firenze Sud – Roma Nord: 18,70 euro.

Roma Est – Napoli Nord: 16,80 euro.

Bologna Arcoveggio – Padova Sud: 8,20 euro.

Bologna San Lazzaro – Pescara Nord: 25,80 euro.

Napoli Est – Canosa: 15,30 euro.

Bologna San Lazzaro – Bari Nord: 49,80 euro.

Qui spieghiamo come si effettua il calcolo del pedaggio autostradale. Per calcolare in autonomia i pedaggi delle varie tratte, o per affinare la ricerca, usare questo tool.

Aumento autostrade 2023

AUMENTO AUTOSTRADE 2023: DOVE SI PAGA DI PIÙ?

Ribadendo che ASPI gestisce ben 2.964,7 km di tratte autostradali in 14 regioni italiane, vediamo nello specifico quali sono le autostrade sotto il controllo del maggior concessionario italiano, che sono pertanto soggette all’aumento dei pedaggi dal 1° gennaio 2023:

A1 – Autostrada del Sole, Milano → Napoli: 803,5 km.
A1 var – Variante di Valico, La Quercia → Aglio: 32,5 km.
A4 – Serenissima, Milano Fiorenza → Brescia Ovest: 93,5 km.
A7 – Autostrada dei Giovi, Serravalle Scrivia → Genova Ovest: 50,0 km.
A8 – Autostrada dei Laghi, Milano → Varese: 43,6 km.
A8/A26 – Diramazione Gallarate-Gattico, Gallarate → Innesto A26: 9,87 km.
A9 – Autostrada dei Laghi, Lainate → Ponte Chiasso: 31,5 km.
A10 – Autostrada dei Fiori, Genova → Savona: 44,785 km.

A11 – Autostrada Firenze-Mare, Firenze → Pisa Nord: 81,7 km.
A12 – Autostrada Azzurra, Genova → Sestri Levante: 48,97 km.
A12 – Autostrada Azzurra, Tarquinia → Roma: 65,4 km.
A13 – Autostrada Bologna-Padova, Bologna → Padova: 127,3 km.
A14 – Autostrada Adriatica, Bologna → Taranto: 781,4 km.
Raccordo autostradale 1 – Tangenziale di Bologna, Casalecchio di Reno/Borgo Panigale → San Lazzaro di Savena: 25,5 km.
A16 – Autostrada dei due mari, Napoli Nord → Canosa di Puglia: 172,3 km;

A23 – Autostrada Alpe-Adria, Udine nord → Tarvisio: 101,2 km.
A26 – Autostrada dei Trafori, Genova Voltri → Innesto SS33 c/o Ornavasso: 197,13 km.
A26/A4 – Diramazione Stroppiana-Santhià, Stroppiana → Santhià: 30,73 km.
A26/A7 – Diramazione Predosa-Bettole, Predosa → Bettole di Tortona: 17,03 km.
A27 – Autostrada d’Alemagna, Innesto A57 → Pian di Vedoia: 82,2 km.
A30 – Autostrada Caserta-Salerno, Caserta → Salerno: 55,3 km.

A queste, come detto, vanno aggiunte le altre tratte interessate dai rincari che fanno capo ai gestori del gruppo ASTM:

A4 – Autostrada Serenissima, Torino → Milano: 125 km.
A21 – Autostrada dei Vini, Piacenza → Brescia: 73,3 km.
A33 – Autostrada Asti-Cuneo, Asti → Cuneo: 67 km.
A58 – Tangenziale Est Esterna di Milano: 32 km.

AUMENTO PEDAGGI AUTOSTRADE 2023: TRATTE AL MOMENTO ESCLUSE DAI RINCARI

A fronte dell’aumento delle autostrade di ASPI e di alcune tratte del gruppo ASTM resta il congelamento dei pedaggi degli altri gestori, i cui prezzi restano per il momento invariati. Il MIT ha specificato infatti che, grazie a una norma ad hoc inserita nel decreto Milleproroghe, non ci saranno inasprimenti per le società con aggiornamento del piano economico in corso (Autostrada Brescia Verona Vicenza Padova S.p.A., Milano Serravalle, Società Autostrada Ligure Toscana – Tronco Autocisa, Società Autostrade Valdostane, Tangenziale di Napoli, Autostrada dei Fiori, Società Italiana Traforo Autostradale del Frejus, Società Autostrada Tirrenica, Raccordo Autostradale Valle d’Aosta, Concessioni Autostradali Venete).

Nessun aumento anche per le società con concessione scaduta (Autostrada del Brennero, Società Autostrada Ligure Toscana – Tronco Ligure Toscano, Autovie Venete, SATAP – Tronco Torino – Alessandria – Piacenza, Autostrada dei Fiori, Società per Azioni Autostrada Torino-Ivrea-Valle D’Aosta), e neppure per BreBeMi, Pedemontana Lombarda, Strada dei Parchi e il Consorzio per le Autostrade Siciliane. Ferme anche le Autostrade A24/A25 Roma-L’Aquila Teramo e Diramazione Torano Pescara, per cui il Ministero sta in realtà approfondendo la possibilità di una riduzione dei pedaggi.

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