Assicurazione Rc auto in Campania: prezzo medio record di 1.000 euro l’anno
Mentre il prezzo medio è di 646,97 euro a luglio 2026, quello nella regione campana è da primato italiano irraggiungibile: lo rivela il più recente report di Facile.it
Mentre il prezzo medio è di 646,97 euro a luglio 2026, quello nella regione campana è da primato italiano irraggiungibile: lo rivela il più recente report di Facile.it
Assicurare con la Rc auto la propria vettura costa in media 1.000 euro l’anno ai residenti della Campania a luglio 2026, contro un prezzo nazionale di 646,97 euro: lo dice il più recente studio di Facile.it su un campione di 12.612.026 preventivi calcolati dai suoi utenti nel corso dell’ultimo anno. Al secondo posto il Lazio, a 698,05 euro, quindi la Puglia in terza posizione a 692,69 euro. Comunque, listini lontanissimi da quelli bollenti di Napoli e Caserta, dove pesano incidenti e truffe. Infatti, proprio in quell’area è molto forte il fenomeno delle targhe polacche: si pagano polizze ultra low cost.
PREZZI MEDI RC AUTO: LIEVISSIMO CALO, MA SEMPRE UNA STANGATA
Ecco i prezzi medi per Regione
- Abruzzo 556,53 euro
- Basilicata 556,39
- Calabria 662,85
- Campania 1.010,11
- Emilia-Romagna 569,16
- Friuli-Venezia Giulia 456,73
- Lazio 698,05
- Liguria 641,32
- Lombardia 550,02
- Marche 592,51
- Molise 596,43
- Piemonte 628,77
- Puglia 692,69
- Sardegna 532,42
- Sicilia 673,61
- Toscana 681,65
- Trentino-Alto Adige 501,81
- Umbria 638,79
- Valle d’Aosta n.d.
- Veneto 532,18
Media in tutta Italia 646,97
L’INFLAZIONE PICCHIA DURO SULLA RC AUTO
Nel complesso, la Rca media è scesa dell’1,3% su base annua, ma rispetto a sei mesi fa è salito del 3,7%, per via dell’inflazione. Insomma, la stangata resta, come ormai dal 2022. “Il trend annuale al ribasso è stato registrato in gran parte delle Regioni – spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director assicurazioni di Facile.it –. È comunque presto per dire quale sarà la tendenza dei prossimi mesi”.
Analizzando i dati su base territoriale, il calo annuale più consistente è stato rilevato in Abruzzo, dove il prezzo medio è diminuito del 5,4%. Quindi la Sardegna -4,4%, poi Marche e Calabria a -2,8%. Infine Toscana, con una diminuzione del 2,7%, Puglia (-2,4%) e la Campania (-2,3%). Guardando invece la graduatoria nel senso inverso, Trentino-Alto Adige a +6,5%; seguono, a pari merito, Friuli-Venezia Giulia e Sicilia, che hanno segnato un aumento del 2,2%.

DIFFERENZE REGIONALI: I MOTIVI
A pesare sui listini della Campania e a creare questo divario con il resto d’Italia concorrono diversi fattori strutturali e territoriali. In primo luogo, la sinistrosità stradale: la frequenza dei sinistri denunciati nelle province campane, in particolare nell’area metropolitana di Napoli e nel casertano, risulta storicamente tra le più elevate d’Italia. A ciò si somma il fenomeno delle frodi assicurative e dei falsi sinistri, una criticità che incide pesantemente sul rischio assunto dalle compagnie e che costringe gli operatori a ritoccare al rialzo i premi applicati agli assicurati locali.
Un ulteriore elemento distorsivo è rappresentato dall’elevato tasso di litigiosità e contenzioso legale legato ai risarcimenti dei danni, dinamica che allunga i tempi di gestione delle pratiche e fa lievitare i costi operativi per le imprese di assicurazione. Non va dimenticato, inoltre, il parco circolante: in molte zone della Regione l’età media delle vetture è più alta, e la minore diffusione di dispositivi di ausilio alla guida o di scatole nere (spesso frenata da diffidenza iniziale o costi di installazione) impedisce di beneficiare di quegli sconti tariffari che altrove aiutano a calmierare la spesa finale per le famiglie.