Assicurazione furto, incendio e cristalli: niente tacito rinnovo?

Il Ddl Concorrenza allinea la copertura per danni accessori alla Rca e abolisce il tacito rinnovo nei contratti

17 febbraio 2016 - 10:00

Oggi, nel campo delle assicurazioni, c'è una certa disomogeneità fra i contratti. Da una parte, la Rca obbligatoria che non prevede il tacito rinnovo (vedi qui): alla scadenza annuale, se volete prolungare la polizza, dovete comunicare alla compagnia la vostra volontà di proseguire nel rapporto. Così, si ha maggiore libertà, è più facile cambiare assicurazione e risparmiare. Invece, per le polizze accessorie, il quadro è diverso, ma adesso le cose stanno per cambiare.

QUALE SCENARIO – Se adesso le garanzie contro furto, incendio, rottura dei cristalli e altre (dalla Kasko agli atti vandalici) hanno il tacito rinnovo, in futuro, una volta che il Disegno legge Concorrenza diverrà realtà (vedi qui), anche queste polizze accessorie finiranno da sé alla scadenza annuale. Nel momento in cui l'assicurato vuole proseguire il rapporto, allungando di un anno la garanzia, allora deve espressamente comunicarlo alla compagnia. In questo modo, in parallelo con la Rca, si potrà abbandonare la vecchia compagnia, andando a caccia di un doppio risparmio: da una parte, un prezzo Rca meno alto; dall'altro, un costo meno salato della garanzia accessoria. Oppure, si potrà contrattare meglio un prezzo più basso con la vecchia compagnia, disponendo come “arma” la possibilità di passare a un'altra assicurazione.

UN UNICO PICCOLO SVANTAGGIO – Come in tutte le cose, c'è anche il rovescio della medaglia. Può darsi che dimentichiate di rinnovare la Rca e la garanzia accessoria con la vostra vecchia compagnia; oppure potreste non rammentare di stipulare una nuova Rca e un'altra polizza facoltativa con un'impresa diversa. In questo caso, sareste scoperti, e senza la possibilità né di coprire i danni agli altri veicoli (Rca) né di essere risarciti per la vostra macchina. 

TUTTO DA VEDERE – Va però detto che, proprio in queste ore, il Ddl Concorrenza s'è paralizzato in Parlamento. Il fatto è che il testo licenziato dalla Camera non presentava particolari criticità, e invece al Senato è arrivato uno tsunami di emendamenti, dietro la spinta soprattutto delle lobby delle assicurazioni, le quali mirano a un taglio ai risarcimenti post sinistro. Per fortuna, ci sono schieramenti che si oppongono a questi tentativi di dare un'ulteriore sforbiciata agli indennizzi, che penalizzerebbe le vittime della strada.

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