Assicurazione auto: ecco le prime 10 regole per la guida autonoma

Un piccolo ma grande passo per la guida autonoma. L'ABI ha stilato una lista di 10 punti per fare chiarezza intorno alle auto a guida autonoma

6 novembre 2017 - 12:30

Cominciano i primi passi anche per quanto riguarda le assicurazioni verso la guida autonoma. Il mercato ormai presenta tantissime auto dotate di una miriade di sistemi di assistenza alla guida e per questo anche le assicurazioni stanno cominciando ad attrezzarsi per poter rispondere prontamente al progresso tecnologico verso quella che, probabilmente, sarà una delle più grandi innovazioni tecnologiche che riguardano le auto ma non solo. Ecco una lista di 10 punti che renderanno “riconoscibile” in termini assicurativi una vettura a guida autonoma.

ARRIVA L'AUTOMATED AND ELECTRIC VEHICLES BILL Dopo più di un anno dalla pubblicazione dei diversi livelli di guida autonoma – qui il nostro approfondimento – arriva anche una nota dove vengono definiti i criteri e le caratteristiche di riconoscimento per l'assicurazione di una vettura a guida autonoma – dopo i passi mossi da JLR insieme a Bosch, Direct Line e Move UK per studiare i vantaggi della guida autonoma sul prezzo delle assicurazioni. È stata l'ABI (Associazione degli assicuratori britannici) a stilare una lista di 10 punti che aiuterà sia gli organi giuridici che i consumatori a capire quando si ha a che fare con un'auto a guida autonoma e quando no. Questi i punti fondamentali dell'Automated and Electric Vehicles bill.

LE 10 CARATERISTICHE 

  1. Nomi: la capacità di guida autonoma è propriamente inserita nel nome.
  2. Responsabilità: rispetta le leggi sul traffico e sul codice autostradale.
  3. Aree di utilizzo: la funzionalità è limitata a determinati tipi di strade o aree tracciate.
  4. Passaggio a guida autonoma: Il trasferimento del controllo di guida da auto a guidatore e viceversa è chiaro e semplicemente attivabile.
  5. Guida sicura: il veicolo può gestire da sola tutte le situazioni ragionevolmente previste.
  6. Portata imprevista: deve essere indicata un'adeguata informazione se il veicolo ha bisogno di un controllo immediato da parte del guidatore.
  7. Arresto sicuro: il veicolo esegue un “arresto sicuro” appropriato se non è in grado di continuare o il conducente non riprende il controllo.
  8. Intervento di emergenza: i veicoli possono evitare o prevenire un incidente rispondendo ad un'emergenza.
  9. Sistemi di back-up: le misure di sicurezza si attiveranno in caso di fallimento di qualunque sistema.
  10. Dati sugli incidenti: registri e segnalati quali sistemi erano in uso al momento dell'incidente.

PIÙ CHIAREZZA PER TUTTI Questa è la prima volta che in Inghilterra le assicurazioni si aprono direttamente sulla guida autonoma, segnando un cambio di passo necessario visti i continui progressi che si stanno facendo in questo campo. Ma soprattutto perché toglie parte del “grigio” che si sta formando intorno a tante vetture disponibili sul mercato – oltre a rappresentare un vantaggio per le compagnie assicurative, visto che si prevedono meno truffe con la guida autonoma. Quando, come e dove considerare un'auto a guida autonoma era un passo necessario affinché tutti, sia i governi che i consumatori, abbiano un chiaro quadro della situazione.

UN PASSO NECESSARIO Ben Howarth, consigliere presso l'ABI, ha dichiarato: “L'Automated and Electric Vehicles Bill ha un'ampia definizione legale di ciò che è un'auto autonoma. Questo va bene per quanto riguarda la legislazione. Quello che abbiamo pubblicato sono i criteri del settore assicurativo per seguire la legislazione e definire la differenza tra auto automatizzate e non automatizzate”. Il percorso è ormai tracciato, e con questo passaggio sicuramente cominceranno a sbloccarsi tanti problemi che, al momento, limitano la guida autonoma a brevi test – come ad esempio quello svolto da Nissan a Tokio – o a città fantasma – come quella utilizzata da Google per testare i propri veicoli.

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