Anticrisi Day: il parere degli esperti su emissioni, vendite e design

Dealer di successo, il futuro delle norme antinquinamento e la carrozzeria Zagato: l'Automotive Dealer Report, cuore di Anticrisi Day, ha anche questo

15 aprile 2016 - 22:47

ADR – Automotive Dealer Report: una pubblicazione che, oltre ai preziosi dati che dimostrano come la crisi dei dealer sia in fase di risoluzione, raccoglie visioni e pareri molto interessanti sull'automotive. Leggiamone insieme qualcuno.

VI SPIEGO COME SI FA La crisi ha operato una pesante selezione nel numero dei concessionari ed è quindi istruttivo ascoltare chi ha resistito e, addirittura, si è migliorato in tempi procellosi. Autotorino, per esempio, ha raddoppiato il fatturato in pochi mesi, acquisendo un Gruppo che ha portato in dote altri 470 dipendenti, 23 filiali in 7 nuove province e il marchio Toyota che si è aggiunto al precedente portafoglio di Mercedes, Bmw, Jeep, Hyundai e Kia. Un importante salto consentito da una gestione contemporaneamente controllata e portata alla delega. Negli ultimi 5 anni – di piena e generalizzata crisi – l'organizzazione ha investito nell'innovazione dei processi interni e nelle relazioni con il cliente, lavorando nei settori di formazione (c'è un team di formatori interno), misurazione della performance e condivisione. Controllo, quindi, ma anche valorizzazione delle risorse umane e scambio di idee. La vicenda del Gruppo Barchetti, nel Trentino – Alto Adige, racconta di una sorta di Centro commerciale dell'automobile, con 16 Marchi, 14 Service, un'officina con 80 postazioni oltre alla vendita di ricambi, pneumatici, accessori e polizze RCA; non manca un noleggio gestito per conto di Avis. L'azienda ha guardato in avanti, capendo che i margini del nuovo erano ormai bassi e occorreva rimpiazzarli con altri, ad esempio con un ricambi originali garantiti e una grande quantità di usato… poco usato! Anche Barchetti ha investito nella formazione e eroga premi al raggiungimento di traguardi, oltre ad aver abbracciato in pieno la virata sul digitale che ha coinvolto la vendita delle automobili. Anche biAuto, attiva in Piemonte, si è resa conto che la marginalità va cercata in altre attività, anche gestendo Marchi premium come BMW, Mini e Jaguar – Land Rover. Anche la dimensione aziendale è una condizione per il successo, così come il tenere sott'occhio temi come il noleggio e le auto ibride. BiAuto ha anche sviluppato la capacità di attrarre possessori di auto con tre o più anni di vita per la manutenzione e, ma ce l'aspettavamo, cura la formazione ed i percorsi di carriera degli addetti.

UN MITO INOSSIDABILE Andrea Zagato nasce nel 1960 e esordisce presto nell'azienda di famiglia: a lui si devono, per esempio, le indimenticate Alfa Romeo S.Z. e R.Z. e la Lancia Hyena, di cui Fiat non comprese le potenzialità. A suo parere l'auto, grazie al lavoro dei carrozzieri e dei centri stile, fa tendenza e riflette le diverse abitudini di vita e la cultura dei popoli. La sua visione prende atto che le ibride e le elettriche toglieranno importanza alla parte meccanica (già oggi i motori e anche i pianali sono “intercambiabili”) e la forma diventerà quindi più importante. Le mosse di Zagato terranno conto di questo, ad esempio con la Thunder Power, un ambizioso progetto di sedan premium a trazione elettrica commissionato da un imprenditore taiwanese. Non mancano poi incursioni in campi diversi, con la conquista di prestigiosi premi come il Red Dot Award che incorona il designa di progetti industriali, come gli avveniristici tram cittadini targati Zagato.

NORME ANTINQUINAMENTO E LOTTE NELLA UE Un altro contributo degno di nota nell'ADR è a firma dell'esperto giornalista Maurizio Caprino, che delinea come incideranno sulle vendite le norme antinquinamento dei veicoli nei prossimi anni. Il quadro che traccia non è esaltante, dato che definisce la commissione sul Dieselgate istituita a dicembre dal Parlamento europeo  come “nata per non indagare davvero”. Una certa irrealtà era anche nel pacchetto Euro 5/Euro 6, riguardo il quale era notorio che la UE avesse alzato l'asticella troppo in alto nonostante i costruttori avessero ampiamente comunicato di essere in affanno per la gran mole degli investimenti richiesti. Ipocrita anche il principio secondo il quale l'omologazione ottenuta in un Paese Ue vale in tutta l'Unione: ogni Casa la richiede alla propria autorità nazionale, che non ha interesse a ostacolarla e che rimane l'unica competente sui relativi controlli e sanzioni. È quindi possibile che le conclusioni della commissione non siano così rivoluzionarie (i suoi 45 membri potrebbero non essere tutti così esperti e/o coraggiosi) ma non è detto che le cose non diventino comunque più serie. Il Parlamento Europeo ha infatti dato l'ok al regime transitorio (leggi della rivoluzione su prove reali e motori) solo dopo che la Commissione europea ha presentato la proposta di un nuovo regolamento-quadro su omologazioni e vigilanza del mercato (leggi delle nuove regole e delle multe per i costruttori furbi) che interviene su un po' tutti i punti opachi evidenziati dal Dieselgate. Anche questi regolamenti potrebbero annacquarsi, magari in cambio di una “stretta” su altri fronti, ad esempio quello delle emissioni industriali, ma è comunque prevedibile una maggior diffusione delle ibride, un mezzo collaudato per abbassare le emissioni medie, e magari anche dei costosi sistemi SCR anche alle medie e piccole. I prezzi saliranno, toccando un nervo che fa dimenticare l'ecologia (leggi di come VW e Audi vendano bene nel 2016): dato che molte Case fanno alti profitti con modelli non proprio “verdi” esse dovranno impegnarsi – con i loro tecnici ma anche con gli uomini del marketing e delle reti – per motivare una clientela che vedrà questi modelli salire di prezzo più di altri.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Stress da viaggio: 10 consigli per evitarlo

Garanzia auto

Auto usate a luglio 2020: oltre 300 mila i passaggi di proprietà

Gomme sgonfie: il video dentro gli pneumatici sotto stress