Anas. Il piano da 3 miliardi l'anno che punta su uomini e tecnologie

L'Anas prevede 3 miliardi di euro annui dal 2016 al 2020. Armani annuncia 1000 assunzioni e un piano per riprendersi le strade più redditizie

14 giugno 2016 - 9:00

Il presidente Anas Gianni Vittorio Armani ha appena presentato il piano industriale 2016-2020, che introduce nuovamente nel proprio sistema il documento che delinea le strategie dell'azienda e le azioni necessarie per il raggiungimento degli obiettivi. Ossia l'autonomia finanziaria, l'accelerazione degli investimenti e la maggiore efficienza nelle attività manutentive. Un piano utile anche a livello d'immagine, dopo un 2015 molto travagliato (vedi qui). Ricordiamo che l'Anas gestisce il 90% delle strade statali italiane ed è il secondo gestore nazionale di autostrade, principalmente non a pedaggio; la rete stradale è diffusa sul territorio nazionale con alti livelli di frammentazione gestionale ed una forte concentrazione al Sud. In tal senso è già stato avviato un processo di recupero di circa 6.250 km di strade regionali e provinciali – che portano la rete Anas dagli attuali 25.500 km a 31.800 km – con un fine preciso: garantire continuità territoriale alla rete ed attivare contratti di servizio sulle strade provinciali al fine di incrementare l'efficienza attraverso una più razionale gestione delle tratte.

SI PUNTA AL RECUPERO La domanda di traffico autostradale è in diminuzione a causa del trasferimento di parte dei flussi di lunga percorrenza su altri mezzi (treno e aereo), mentre è in aumento sulle tratte a breve-media percorrenza di Anas. In particolare, nel periodo 2012-2015, c'è un incremento di traffico rispetto alla rete autostradale di circa il 3%. A ciò va aggiunto che le strade gestite sono caratterizzate da livelli eterogenei di servizio, che in alcuni casi presentano un debito manutentorio elevato a causa di limitati investimenti effettuati nel corso degli anni. L'Anas vuole allora recuperare il debito manutentorio pregresso garantendo elevati livelli di funzionalità alla rete esistente, privilegiando interventi di manutenzione straordinaria rispetto a nuove opere, assicurando altresì una maggiore omogeneità alle strade in gestione nonché presidiare il processo di pianificazione della rete attraverso un'analisi integrata dei costi/benefici e della soddisfazione della domanda.

FRA UOMINI E IMMOBILI L'Anas dispone di circa 6000 dipendenti diffusi sul territorio nazionale, con modalità eterogenee di gestione dei processi operativi e di staff. La media di esternalizzazione dei servizi di manutenzione ordinaria è pari al 70%. Il gestore mira ad assicurare una maggiore razionalità di gestione dei processi territoriali, operativi e di staff attraverso indicatori e metriche condivise, sfruttando le opportunità derivanti dalla gestione diretta delle attività distintive caratterizzanti la manutenzione ordinaria. Il piano prevede la definizione di un nuovo modello organizzativo dell'esercizio aziendale, la cui implementazione necessiterà dell'acquisizione dal mercato del lavoro di professionalità, tecniche ed operative, definite nella conseguente determinazione dei fabbisogni, al fine di migliorare la qualità del servizio offerto ai clienti stradali, potenziando il presidio del territorio e innalzando il livello di sicurezza della rete Anas. Previste mille assunzioni. L'Anas dispone di 3642 immobili distribuiti su tutto il territorio nazionale, di cui la maggior parte costituita da fabbricati (2339) e case cantoniere (1244). Il fine è di valorizzare gli asset aziendali, facendo leva su business complementari ed ottimizzando gli immobili in dotazione. Si tratta di iniziative già avviate nel corso del 2015, come la valorizzazione delle case cantoniere (leggi qui quanto abbiamo anticipato). Inoltre, se oggi gli investimenti sono di due miliardi annui, l'Anas punta ai tre miliardi per il periodo 2016-2020.

CONTENZIOSO E AUTONOMIA FINANZIARIA Anas presenta una elevata esposizione per contenziosi e riserve iscritte per lavori pari a circa 9 miliardi da parte delle imprese appaltatrici. Circa il 60% del contenzioso lavori è antecedente al 2013, in un caso risale al 1986. Col piano, l'Anas adotterà azioni, già avviate a partire dal 2015, finalizzate alla riduzione del contenzioso, al fine di incrementare la trasparenza e presidio delle attività. Infine, il piano individua tre modelli di autonomia finanziaria: accisa carburante, vignette, pedaggio, focalizzando l'attenzione sull'ipotesi tariffaria legata all'accisa sul carburante che prevede in particolare: raccolta operata dall'Anas su una quota parte del costo carburante, sostitutiva di accisa esistente (ne abbiamo già parlato qui); mediazione del rapporto con utenti da compagnie petrolifere; possibilità di meccanismi di esclusione specifici su chi non usa la strada e di estensione ad altri gestori stradali. Morale: il volume complessivo di ricavi e risparmi economici previsti nell'arco del piano (2016-2020) per le diverse iniziative previste e in corso di attuazione è di 570 milioni. Le iniziative del piano consentiranno una riduzione dei costi di manutenzione delle strade di competenza Anas di circa il 3,2%: da 21.700 euro/km a 21.000 euro/km.

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