Le Case rosse dell'Anas: al via un progetto per valorizzarle

Le Case cantoniere Anas sono costruzioni inutilizzate circondate da terreni vasti. Delrio: "Diventeranno strutture storico-culturali per il turismo"

21 dicembre 2015 - 10:00

L'idea è buona, vedremo se e come verrà realizzata: sfruttare le Case rosse Anas, o Case cantoniere che dir si voglia. Infatti, è stato sottoscritto, alla presenza del ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, del ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, Dario Franceschini, del presidente di Anas, Gianni Vittorio Armani e del direttore dell'Agenzia del demanio, Roberto Reggi, un accordo per la riqualificazione e il riuso di beni pubblici, a partire dalle Case cantoniere dell'Anas. Il tutto a supporto di nuovi piani di valorizzazione turistico-culturali del territorio italiano, al servizio della clientela stradale. 

DOVE E QUANDO – L'accordo definirà le linee guida per l'attuazione di un progetto pilota che partirà dall'analisi delle potenzialità di un primo portafoglio di 30 case cantoniere individuate su tutto il territorio nazionale, che sarà progressivamente integrato con ulteriori beni pubblici dismessi, appartenenti allo Stato, agli Enti territoriali e ad altri Enti pubblici. Parliamo di Case rosse su itinerari stupendi: la via Francigena e il tracciato dell'Appia antica. Successivamente saranno compresi il Cammino di Francesco (La Verna-Assisi), il Cammino di San Domenico, il Circuito del barocco in Sicilia, la Ciclovia del Sole (Verona-Firenze), la Ciclovia Ven.To (Venezia-Torino). Il progetto pilota sarà pronto entro il 30 giugno 2016 e subito dopo partiranno i relativi bandi. Su tutto il territorio nazionale l'Anas possiede 1.244 Case cantoniere (di cui 607 sono utilizzate a vario titolo – uso istituzionale o di supporto alle attività di esercizio) di cui il 35% indisponibile per valorizzazione perché sedi istituzionali, il 55% parzialmente disponibili sulla base delle analisi dei flussi di clienti, il 10% ad alto potenziale turistico. 

“UN BRAND FORMIDABILE” – Le Case cantoniere distribuite lungo tutto il territorio nazionale e contraddistinte dall'inconfondibile colore rosso pompeiano, ha spiegato il ministro Franceschini, “costituiscono un brand formidabile per promuovere quel turismo sostenibile necessario allo sviluppo sociale, economico e culturale dei tanti territori ricchi di arte, tradizioni enogastronomiche e bellezze paesaggistiche che rendono l'Italia un Paese unico al mondo. Grazie alla voglia di fare di chi saprà cogliere questa opportunità, luoghi oggi abbandonati diverranno ostelli, ciclofficine, punti di ristoro per tutti quei viaggiatori che vogliono scoprire l'Italia al giusto ritmo”. Gli ha fatto eco Derlio: “Con la firma di questo protocollo, le Case cantoniere di Anas ritorneranno ad essere simbolo positivo di un'identità italiana diffusa di accoglienza e di relazione tra le persone”.

UN'OCCASIONE D'ORO – La valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico, ha dichiarato Reggi, è “una grande opportunità per realizzare progetti concreti di slow travel, rimettendo in funzione beni abbandonati lungo itinerari turistici e culturali di grande valore. L'Agenzia del demanio è impegnata a fianco degli altri Enti pubblici per promuovere iniziative che restituiscano nuova vita agli immobili in disuso, anche minori, lungo i più suggestivi percorsi religiosi, culturali e naturalistici italiani, rispondendo così a un'esigenza collettiva sempre più forte di recupero di luoghi pubblici, con il rilancio dell'imprenditoria e dell'occupazione”. “Il nostro patrimonio immobiliare – ha sottolineato il presidente di Anas, Armani, giustamente concentrato su diversi aspetti per rilanciare il gestore, inclusa una durissima lotta alla corruzione – rappresenta un valore sociale ed economico di fondamentale importanza per il Paese che, attraverso l'avvio di concrete iniziative di riqualificazione, può costituire un fattore di crescita per l'economia e per l'occupazione”. Tutte parole condivisibili, per un'iniziativa lodevole: adesso, però, i fatti.

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