Viadotto Palermo-Agrigento crolla dopo soli 10 giorni dall'inaugurazione
Inaugurato alla vigilia di Natale 2014 senza le strisce definitive crolla all'inizio del 2015. Renzi: esca fuori il colpevole.
Inaugurato alla vigilia di Natale 2014 senza le strisce definitive crolla all'inizio del 2015. Renzi: esca fuori il colpevole.
Inaugurato alla vigilia di Natale 2014 senza le strisce definitive crolla all'inizio del 2015. Renzi: esca fuori il colpevole.
Cosa sia successo lo sanno tutti: “Il viadotto Scorciavacche 2, sulla Palermo-Agrigento, inaugurato lo scorso 23 dicembre e costato 13 milioni di euro, è crollato. Solo per una fortunata coincidenza non si è fatto male nessuno, ma questo non cambia di una virgola le colpe dei colpevoli. Ho chiesto ad Anas il nome del responsabile: è finito il tempo degli errori che non hanno mai un padre. Pagheranno tutto”. Lo scrive su Facebook il premier Matteo Renzi, in merito al crollo della variante Scorciavacche, un nuovo tratto di un chilometro della strada statale 121 nell'ambito dei lavori di ammodernamento dell'itinerario Palermo-Lercara Friddi. A Capodanno 2015, incredibilmente, il viadotto è crollato.
POLITICI IN CAMPO – L'annuncio del giro di vite segue di pochi minuti un analogo messaggio lanciato sempre dal premier su Twitter: “Viadotto Scorciavacche, Palermo. Inaugurato il 23 dicembre, crolla in 10 giorni. Ho chiesto a Anas il nome del responsabile. Pagherà tutto. #finitalafesta”. Gli fa eco il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi. Secondo il quale “il crollo del viadotto sulla Palermo-Agrigento è un fatto inaudito e inaccettabile. Ho immediatamente chiesto all'Anas una relazione dettagliata sull'appalto, sui lavori e anche sulla commissione di collaudo. C'è chi l'ha costruito male, chi non ha controllato che i lavori fossero fatti a dovere e chi ha dato il via libera alla circolazione”. Ora “ogni negligenza e irresponsabilità in tutto questo non verrà assolutamente giustificata”.
UNA FORTUNA ENORME – Metà della carreggiata è sprofondata e la restante parte presenta una profonda spaccatura: per fortuna, nessun mezzo transitava quando è avvenuto il collasso del selciato. Poteva essere una strage se solo quel tratto fosse stato un minimo trafficato. È scattata la chiusura al traffico della statale 121 “Catanese”, nel tratto compreso tra il chilometro 226 e il chilometro 227, nei pressi di Mezzojuso. Le auto vengono deviate sulla strada provinciale 55.
L'ANAS CHE FA – L'Anas ha subito contestato al contraente generale cui è affidata l'esecuzione dell'opera il difetto di esecuzione, disponendo l'installazione di un sistema di monitoraggio di tutte le strutture su cui si regge la strada e ordinando il ripristino della carreggiata nel più breve tempo possibile. I lavori sono stati realizzati dalla Bolognetta Scpa, un raggruppamento di imprese tra Cmc di Ravenna, Tecnis e Ccc. La Tecnis è l'azienda che dovrebbe costruire, fra l'altro, l'anello ferroviario di Palermo. Alla guida del contraente generale il capo progetto Pierfrancesco Paglini, coadiuvato da Davide Tironi, dal direttore tecnico Giuseppe Buzzanca e da una squadra di professionisti. L'Anas precisa poi che il cedimento non ha riguardato il viadotto ma il tratto in rilevato di accesso all'opera. “Il 30 dicembre – si legge in una nota – il personale tecnico Anas intervenuto sul posto, avendo accertato un avvallamento del piano stradale, decise di procedere in via cautelativa e preventiva alla chiusura della strada tra il km 226,040 e il km 227,040, in località Mezzojuso, in provincia di Palermo, ripristinando la deviazione sulla SP 55 bis”. Sentiamo il presidente Anas, Pietro Ciucci: “Nel pomeriggio del 30 dicembre, sulla base di quanto accertato dai tecnici della società, e tenuto conto del possibile evolversi del movimento del corpo stradale che avrebbe potuto determinare il collasso del rilevato, ho immediatamente disposto la chiusura preventiva e cautelare della variante. Ciò ha evitato ogni eventuale rischio per gli utenti”. L'Anas ha aperto un'inchiesta per accertare le eventuali responsabilità della ditta costruttrice e del direttore dei lavori, che aveva autorizzato l'agibilità provvisoria, “riservandosi di avviare nei loro confronti un'azione legale”. Nei giorni successivi al cedimento del piano viabile dice l'Anas, la ditta si è attivata con i primi interventi di ripristino, visto che la messa in sicurezza era stata già eseguita nei giorni precedenti al manifestarsi del cedimento. Tutti gli interventi di ripristino sono a carico della ditta costruttrice, senza alcun onere per l'Anas.
LA REPLICA POLEMICA – Ma diamo spazio alla ditta costruttrice: “Si è verificato un cedimento del corpo stradale in rilevato, per una tratta di circa 40-50 metri, che ha indotto il contraente generale a riportare il 29 dicembre scorso il traffico sulla SP 55, anch'essa attualmente strada di cantiere e oggetto di lavori in corso di esecuzione. Il cedimento della sovrastruttura stradale è riconducibile a un cedimento del terreno di fondazione del corpo stradale con innesco di uno scivolamento verso valle di parte del rilevato, si tratta quindi di movimento di roto-traslazione. Nessuno dei sopracitati fenomeni, cedimento in fondazione e scivolamento verso valle, interessa le nuove opere costituite dai viadotti Scorciavacche 1 e Scorciavacche 2”. La procura di Termini ha sequestrato l'area e ha aperto un'inchiesta per crollo colposo. Domani sarà affidata una consulenza tecnica per porre alcuni quesiti ai periti.
CIUCCI MINIMIZZA – “Nei giorni successivi al cedimento del piano viabile – spiega la nota Anas – e, non appena le condizioni meteorologiche lo hanno consentito (tra il 31 dicembre e l'1 gennaio, il territorio è stato interessato da copiose nevicate), il contraente generale, cui le aree sono in consegna, si è attivato con i primi interventi di ripristino, visto che la messa in sicurezza era stata già eseguita nei giorni precedenti al manifestarsi del cedimento”. E Ciucci: “A dispetto di certi titoli e di certe fotografie male interpretate o scambiate, nessun viadotto è crollato. I viadotti Scorciavacca I e II non hanno subito alcun danno e sono integri. L'evento si è verificato in quello che tecnicamente si chiama rilevato, un tratto rialzato rispetto al piano di campagna e che immette sul viadotto”.
DOCUMENTAZIONE DEI LAVORI – La procura di Termini Imerese ha disposto il sequestro di tutta la documentazione relativa ai lavori. Lo annuncia il procuratore capo Alfredo Morvillo, che si occupa della vicenda in prima persona. “Quanto accaduto è un fatto molto grave. Adesso bisogna vedere cosa è successo, ma per ora possiamo fare solo ipotesi”. Poi la risposta al premier Matteo Renzi, che in un tweet ha chiesto il nome del responsabile: “Noi assicuriamo, come autorità giudiziaria, che la nostra parte di competenza è già in movimento. Abbiamo già disposto il sequestro dell'area e oggi ci accingiamo a quelle attività di indagine indispensabili, dal punto di vista documentale, con il sequestro dei documenti sulla realizzazione dell'opera pubblica. Ci accingiamo al sequestro di tutta la documentazione e faremo degli accertamenti tecnici sul posto, con un collegio di esperti che nomineremo a breve. Dobbiamo fare delle verifiche preliminari per eseguire degli accertamenti tecnici. Se si tratta di atti irripetibili allora, a garanzia delle persone interessate, dovranno scattare gli avvisi di garanzia. Se invece si tratta di attività tecniche suscettibili di essere ripetute, non abbiamo bisogno di fare scattare i meccanismi previsti per atti irripetibili. Quando si tratta di atti irripetibili, la legge prevede che l'interessato deve essere garantito. Altrimenti non scattano i meccanismi e non abbiamo bisogno di iscrivere nessuno e notificare avvisi di garanzia. Per ora stiamo facendo degli accertamenti preliminari di carattere tecnico, a partire dal sequestro dell'area dei lavori. Ci siamo mossi subito e adesso dobbiamo individuare un collegio di periti a cui affidare l'incarico di verificare le cause di questo crollo, da un punto di vista geologico, ma anche i criteri costruttivi, al fine di individuare eventuali reati penali. Il primo passo è individuare il collegio di periti a cui affidare l'incarico. Bisogna accertare le cause del crollo, se sono cause naturali, nelle quali non si individua una responsabilità a carico di nessuno, e poi bisognerà vedere da un punto di amministrativo come è la situazione. Se ci sono cause addebitabili a comportamenti di negligenza, imperizia e imprudenza nascerà un procedimenti penale. Per noi è preliminare un accertamento tecnico. I tecnici ci devono dire perché questa strada è crollata, partiamo da lì. Dobbiamo acquisire tutta la documentazione relativa agli appalti e ai collaudi e a tutti gli aspetti che possono essere di rilievo in questa vicenda. Se c'è stato qualcuno che ha attestato che i lavori erano stati seguiti secondo i criteri previsti dal capitolato”. Morvillo spiega ancora che “c'è da fare far una verifica documentale sia sul posto che una verifica tecnica. Il che avverrà, e questo lo possiamo assicurare, nel più breve tempo possibile. Il tempo materiale di sequestrare tutta la documentazione e individuare il collegio di periti all'altezza della situazione”.
LE STRISCE GIALLE: MISTERO – Dalla foto, si vede che ci sono le strisce gialle: perché? C'era un cantiere? Il colore giallo significa che ci sono lavori in corso. E ancora: chi ha autorizzato la realizzazione di questa opera su quel terreno potenzialmente pericoloso? C'è un precedente che fa riflettere. Si tratta di una prassi non rara: si veda l'A3, dove i cantieri sono stati dati per finiti alla vigilia dello scorso esodo estivo e invece sono ancora in corso sul tratto del Pollino. Anche nel 2013 hanno inaugurato il tunnel di Monza sulla SS36 con code tremende proprio perché era rimasto un restringimento. Pure la variante di Nova Siri sulla SS106 ha ancora segnaletica provvisoria, nonostante sia stata inaugurata mesi fa.
UN COLLEGO DI CONSULENTI – La Procura della Repubblica di Termini Imerese, dice l'Ansa, ha nominato un collegio di consulenti che avvierà le verifiche tecniche sul viadotto Scorciavacche e sul tratto stradale crollato sulla Palermo-Agrigento. Gli incarichi sono stati assegnati dal procuratore Alfredo Morvillo e dal sostituto Francesco Gualtieri che stamattina avevano già ordinato il sequestro, negli uffici dell'Anas, dell'intero fascicolo sull'appalto costato 13 milioni di euro. Tra le carte acquisite anche la relazione sul collaudo dell'opera. Il procuratore non ha indicato i nomi dei periti, tra cui docenti dell'Università di Palermo, perché in questa fase ha chiesto una relazione sulla natura degli accertamenti da eseguire. I pm si sono quindi riservati di integrare eventualmente il collegio dei consulenti per allargare il raggio delle verifiche. Fino a questo momento non ci sono indagati. Tutto dipenderà dal tipo di indagine tecnica da promuovere. Ci saranno indagati nel caso in cui dovessero essere compiuti atti “irripetibili”. Il procuratore Morvillo ha assicurato che i tempi dell'inchiesta saranno molto brevi. I nomi dei consulenti, al momento, «restano top secret», come spiega all'Adnkronos lo stesso Procuratore Morvillo, che non vuole dire neppure quanti sono i periti chiamati. Si sa che sono dei professionisti nel ramo delle opere pubbliche e dell'ingegneria. Sempre oggi la Procura, che coordina l'inchiesta sul crollo, ha ordinato il sequestro negli uffici dell'Anas la documentazione dell'appalto per il viadotto e del tratto di accesso crollato.
PRESSIONI ILLECITE? – Amedeo Benigno, segretario generale della Fit Cisl siciliana, non esclude che l'Anas abbia esercitato sull'impresa e sui funzionari siciliani dell'ufficio di alta sorveglianza pressioni per l'apertura anticipata del tratto stradale, “come purtroppo – sottolinea il sindacalista – accaduto tante volte negli ultimi anni, allo scopo di far testimoniare ai media, più che efficienza, il presenzialismo dello stesso management”. Si apre così il fronte delle polemiche. Sotto tiro sono i vertici dell'Anas, di cui l'Adusbef e la Federconsumatori chiedono l'azzeramento. Il ministro Maurizio Lupi attaccato dal M5S (il capogruppo al Senato Alberto Airola ne invoca le dimissioni) e l'impresa. La presenza di Cmc e Ccc nel consorzio sarebbe, secondo Maurizio Gasparri (Forza Italia), indicativa del fatto che “la storia delle cooperative rosse, protette da regole vantaggiose imposte da sempre dalla sinistra politica, è una storia piena di pagine oscure”. Anche il gruppo Pd al Senato, infine, alla ripresa dei lavori parlamentari chiederà di realizzare un'indagine conoscitiva sulla vicenda. Lo annuncia il senatore Marco Filippi, capogruppo Pd in commissione Trasporti. “In questa vicenda – spiega – ci sono molti aspetti da chiarire, che possono coinvolgere anche altri cantieri pubblici”.
Amede
23:31, 6 Gennaio 2015Se la serietà di chi deve svolgere i lavori è questa non immagino cosa potrebbe succedere se si volesse effettuare il famoso ponte sullo stretto.