Anas, a dicembre 2015 il traffico in aumento del 3%

Sui 25.000 chilometri di rete nazionale gestiti dall'Anas aumentano i transiti: il picco al Sud, con +6,3% rispetto allo scorso anno

18 gennaio 2016 - 10:00

Difficile capire il perché del (seppur lieve) aumento di traffico: un segno che la crisi morde meno? Il carburante meno costoso che consente percorrenze superiori? Il meteo favorevole? Sta di fatto che il traffico è in aumento sui 25.000 chilometri di rete nazionale gestiti da Anas. A dicembre 2015, l'Indice di Mobilità Rilevata (IMR) del nuovo Osservatorio Traffico Anas ha registrato un incremento dei flussi di traffico del 3% rispetto allo stesso mese del 2014, su tutto il territorio nazionale. Il massimo incremento è avvenuto nel Sud Italia che ha registrato un +6,3%.

RILEVAZIONE SCIENTIFICA – I dati sono raccolti da un complesso e innovativo sistema di sensoristica: è in grado di registrare i volumi di traffico e le condizioni di circolazione in corrispondenza di oltre 1.150 sezioni di conteggio denominato Panam (Piattaforma Anas per il Monitoraggio e l'Analisi). L'indice di mobilità rilevata a dicembre 2015 risulta in diminuzione dell'1% rispetto al mese di novembre dello stesso anno. Un calo in linea, però, con il trend stagionale registrato negli anni precedenti. Per quanto riguarda i veicoli pesanti, l'incremento del traffico tra dicembre 2015 e dicembre 2014 allineato a quello dei veicoli totali, con un aumento medio dell'IMR su tutta Italia del 3,1% e punte dell'8,3% nel Sud Italia. 

PONTE DECISIVO – I giorni che hanno fatto registrare il maggior numero di spostamenti sono stati il 4 dicembre (il picco è legato alle partenze per il ponte dell'Immacolata) e il 23 dicembre, alla vigilia delle festività natalizie. Complessivamente, nel corso del 2015 l'IMR medio annuo sulla rete Anas è cresciuto dello 0,5% rispetto a quello del 2014. L'arteria di maggior traffico nazionale nel 2015 si conferma il Grande Raccordo Anulare di Roma che lo scorso 21 dicembre ha raggiunto un picco con il passaggio di oltre 163.000 veicoli.

CARBURANTE IN BASSO – Chissà adesso che il prezzo del petrolio va a picco (vedi qui), con conseguenze positive per il pieno alla pompa, quali potranno essere i riflessi positivi per il traffico. Un esborso inferiore quando si effettua il rifornimento potrebbe risultare una spinta decisiva sia per un maggior utilizzo della vettura sia per un aumento delle vendite di auto nuove (vedi qui) o usate in Italia. Ovviamente, per trarre conclusioni più solide, occorre attendere almeno qualche mese, nel 2016.

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