Alibabà sfida Google e Apple: la prima smartcar che paga carburante e parcheggio
Il gigante cinese lancia la prima auto connessa basata sul sistema operativo YunOS che semplifica la vita al guidatore. Ma sarà anche sicura?
Il gigante cinese lancia la prima auto connessa basata sul sistema operativo YunOS che semplifica la vita al guidatore. Ma sarà anche sicura?
Il gigante cinese lancia la prima auto connessa basata sul sistema operativo YunOS che semplifica la vita al guidatore. Ma sarà anche sicura?
In un mercato in grande crescita come quello automotive, per il quale la corsa allo sviluppo di nuove tecnologie si fa sempre più affannosa, si è affacciato un nuovo e gigantesco competitor: Alibabà. Il colosso ha lanciato in Cina la prima auto con il proprio sistema operativo che gestisce le funzionalità di bordo e non solo, andando ad imporsi prepotentemente in un settore dove finora avevano primeggiato Android Auto e Google Car Play (leggi dell'inizio della lotta nel campo infotainment dell'automotive).
LA NUOVA OS'CAR La base di partenza dell'auto di Alibabà, attualmente lanciata solo ed esclusivamente sul mercato cinese ma che punterà presto ad espandersi anche altrove con un prezzo tra i 13mila ed i 25 mila euro, è una Saic Roewe RX5 della SAIC Motor Corp. rivisitata in termini tecnologici e che prendere il nome di Os'Car. Il sistema operativo che gestisce le funzioni di bordo si chiama YunOS, e differisce dai diretti concorrenti lanciati sul mercato, Apple Car Play e Android Auto, per la sua concezione cloud-based: sfrutta la connettività internet per modificare e gestire i parametri di bordo. Wang Jian, Presidente del Comitato di Technology Steering, ha dichiarato che “Quello che stiamo creando non e l'Internet nell'auto, ma l'auto su Internet. Questa è una tappa fondamentale nell'industria dell'auto. I sistemi operativi intelligenti diventano il secondo motore di una macchina, e i dati diventano il nuovo carburante. Andando oltre, le auto diventeranno piattaforme importanti per i servizi Internet e le innovazioni hardware intelligenti. Avremo un mondo dove tutto sarà strettamente connesso”.
COSA PUO' FARE L'AUTO Ogni auto è progettata per avere un proprio ID, fattore fondamentale non solo per renderla unica e riconoscibile ma anche per proteggerla dagli hacker. L'unicità di ogni auto permetterà di riconoscere il conducente ed apprendere le sue abitudini così come i luoghi visitati, e regolare di conseguenza le informazioni da notificare come il meteo oppure personalizzare il saluto una volta avviato il sistema: il risvolto della medaglia potrebbe essere una più o meno leggera violazione della privacy, ipotizzabile considerando il necessario accumulo di dati sulle abitudini della persona, ai quali il colosso potrebbe poi avere facilmente accesso (leggi di come gli automobilisti non sanno di essere spiati). Oltre alla feature dell'ID si notano poi non solo le caratteristiche hardware, che garantiscono l'aggiunta di ulteriori componenti per permettere al proprietario di avere un'auto più accessoriata, ma anche quelle software, con il completo controllo vocale così come il navigatore che adatta lo zoom in base alla velocità, tre display per comandare le funzioni di bordo e quattro videocamere removibili per registrarsi nell'abitacolo a fare selfie da condividere sui social network.
AUTO COME GLI SMARTPHONE Al giorno d'oggi lo smartphone è il sistema per eccellenza che in un certo senso “identifica” una persona, ed è attraverso questo che nel futuro le auto cominceranno a riconoscerci. Una volta all'interno, però, saranno le vetture stesse a diventare il punto di accesso ad internet e quindi il collegamento diretto con quello che viene chiamato “Internet delle Cose”. A tal proposito i dirigenti dell'azienda hanno dichiarato che “lavorando con SAIC, Alibaba trasformerà l'auto da semplice mezzo di trasporto in una nuova piattaforma per la gestione di una vita smart attraverso un utilizzo continuo di big data, Internet e cloud computing”.