Addio Superbollo auto: il ddl che cancella la tassa oltre 185 kW

Arriva in Senato una legge che rimedia ai danni provocati dal superbollo sulle auto oltre 185 kW, in attesa del bollo europeo "a consumo?

21 gennaio 2019 - 12:50

La più grande stangata del superbollo che ha seguito gli avvicendamenti politici è al capolinea, è quanto propone il disegno di legge presentato in Senato da Andrea De Bertoldi che torna in auge con la legge sull'ecotassa per le auto nuove dal 2019. Sostanzialmente il ddl sull'abolizione del superbollo si propone di fare da ponte tra il bollo unico europeo basato sul consumo reale dell'auto (più vicino alla vecchia tassa di circolazione) e il più autolesionista provvedimento varato nel 2011 che continua a minare l'economia e gli investimenti legati alle auto.

QUANTO SI PAGA Molti penseranno che il Governo Lega-M5S non è andato poi tanto lontano dal superbollo approvando l'ecotassa sulle auto nuove più inquinanti, che forse è ancora peggiore se si pensa che per molte auto si sommeranno gli effetti sia dell'ecotassa che del superbollo. Per ricapitolare cosa è successo negli ultimi anni bisogna ricordare che nel 2011 fu introdotto il superbollo per le auto con potenza superiore a 225 kW con un'addizionale erariale di 10 euro per ogni kW ulteriore. Nel 2012 questa addizionale è salita a 20 euro ed è scesa la soglia di partenza a 185 kW, poiché al Governo si resero conto che gli introiti previsti erano molto distanti da quelli reali. Tale addizionale è ridotta dopo cinque, dieci e quindici anni dalla costruzione del veicolo, rispettivamente del 40, del 70 e dell'85% sul totale dovuto. Decorsi venti anni dalla costruzione del veicolo, non è più dovuta.

QUASI 170 MILIONI DI EURO BRUCIATI DAL SUPERBOLLO Dal 2012 a oggi l'effetto del superbollo è stato solo disincentivare i consumatori poiché molti hanno evitato di comprare auto più potenti, spegnendo quel talento marcatamente italiano di fare auto sportive. Si stima che tra mancato gettiti di IVA, imposte IPT, superbollo e assicurazione auto, si sia formato un cratere da 168 milioni di euro. Il problema è che se da un lato l'Europa rema per il bollo auto basato sui chilometri percorsi, e il ddl di De Bertoldi punta ad avvicinarsi a questa misura, dall'altro l'ecotassa ha peggiorato la situazione disincentivando le imprese, in testa FCA che si trova ancora più indecisa nell'allocare 5 miliardi di investimenti in Italia, visto che una parte di questi dovevano ridare smalto alle vendite Maserati.

TASSE AUTO, TRA DUBBI E CAPRIOLE Le incertezze vengono anche da Federcontribuenti che ha puntato il dito contro lo sconto del 50% sul bollo delle auto storiche ultraventennali, alludendo a una misura contraddittoria: “Le auto che inquinano devono pagare una tassa più alta a coprire gli incentivi per le auto meno inquinanti e più sicure – spiega Marco Paccagnella presidente di Federcontribuenti – e che non superino i 30 mila euro di costo e mantenere un bollo più alto per macchine di cilindrata superiore ai 185kw”. Il Governo ha già dato dimostrazione di assumere gli impegni contrattuali promessi, ma la faccenda del superbollo potrebbe essere più scivolosa del solito, considerando che oltre allo stallo minacciato dalla nuova ecotassa 2019, il ddl presentato i Senato e al vaglio delle varie commissioni parlamentari rischia di finire in una spirale di rimbalzi tra Camera e Senato finché il testo andrà bene a tutti e passerà nelle mani del Presidente della Repubblica.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

L’auto più cercata sul web è italiana: 6 su 10 hanno gli ADAS

La realtà virtuale contro il mal d’auto? L’idea Porsche contro la chinetosi

Richiami auto: negli USA il 44% dei difetti ha oltre 10 anni