Guida senza patente

Revoca patente: quando scatta? Tutti i casi aggiornati

Non c’è un solo caso in cui l’automobilista può essere raggiunto dal provvedimento di revoca patente. Ecco cosa c’è da sapere

2 luglio 2021 - 11:30

Non c’è dubbio che il provvedimento della revoca patente sia tra quelli più severi previsti dal Codice della Strada. Senza la licenza di guida, nessun automobilista può mettersi al volante e circolare su strada. A differenza della sospensione della patente, caratterizzata dalla temporaneità, la revoca patente è a tempo indeterminato. Considerata la gravità della sanzione, è evidente che viene applicata solo in alcuni ben determinati casi. E come vedremo, si tratta di gravi infrazioni alle norme comuni. Sulla questione della revoca patente è intervenuta più volte anche la Corte di Cassazione, a dimostrazione di come sia da sempre dibattuta ed è una causa di controversie dal punto di vista interpretativo. L’automobilista conserva infatti il diritto di proporre ricorso contro il provvedimento di revoca patente. Sulla base degli ultimi casi aggiornati, esaminiamo allora quando scatta la sanzione della revoca patente.

REVOCA PATENTE: I CASI IN CUI È PREVISTA

Dal punto di vista normativo, la revoca patente è considerata una sanzione accessoria. In casi in cui è prevista l’applicazione sono elencati in maniera non sistematica nel Codice della Strada. Punto in comune delle differenti situazioni è la gravità dell’infrazione, tale da far scattare un provvedimento di questa portata. Ecco dunque che il conducente può vedersi sfilata la patente nel caso di guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze. Il Codice della strada punisce severamente questo comportamento, al pari di quanto avviene con le trasgressioni ripetute. Pensiamo ad esempio al superamento nell’arco di due anni del limite di velocità di oltre 60 chilometri orari. Oltre alla doppia sanzione pecuniaria e alla decurtazione di punti dalla patente, il guidatore va incontro alla revoca della licenza di guida. Stessa conseguenza nel caso in cui il conducente sia considerato un individuo socialmente pericoloso o abbia perso i requisiti psicofisici richiesti. Di diversa natura è quindi la revoca patente nel caso di sostituzione della propria licenza con una rilasciata da uno Stato estero.

IL CASO PARTICOLARE DELLA REVOCA PATENTE PER OMICIDIO STRADALE

Il caso dell’omicidio stradale merita una trattazione a parte perché la questione è stata ampiamente dibattuta. Il Codice della Strada faceva infatti rientrare questa circostanza tra i motivi di revoca della patente. Almeno fino a quando il caso è finito sul tavolo dei giudici della Corte Costituzionale. Secondo i togati, l’omicidio stradale non può fare scattare in automatico la revoca patente. Occorre invece valutare caso per caso e solo se la responsabile del guidatore è incontestabile, può scattare il provvedimento più severo. L’alternativa è la sospensione della licenza di guida. In questo caso la sanzione accessoria è di carattere provvisorio e il conducente deve attendere la fine del periodo di blocco per rientrare in possesso della patente. Secondo i giudici della Corte Costituzionale, l’automatismo sanzionatorio “esteso in modo indiscriminato a tutte le fattispecie di omicidio e lesioni personali stradali (gravi o gravissime)” finisce infatti per mettere in discussione “i principi di uguaglianza, ragionevolezza e proporzionalità”. Da qui l’annullamento dell’automatica applicazione della revoca della patente.

A CHI FARE RICORSO CONTRO LA REVOCA PATENTE

Se l’automobilista ritiene ingiusto o immotivato il provvedimento di revoca patente può proporre ricorso. Lo può fare in tre modi ovvero rivolgendosi al:

– giudice di pace;

– ministro dell’Interno;

– Tribunale amministrativo regionale.

Dal punto di vista procedurale, il ricorrente può proporre opposizione al giudice di pace entro 30 giorni dalla ricezione del provvedimento di revoca della patente. Al ministro dell’Interno deve invece rivolgersi entro 20 giorni dalla ricezione della sanzione accessoria. Il responsabile del Viminale è quindi chiamato a esaminare il ricorso entro 60 giorni insieme al ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili, così come da nuova denominazione del dicastero. Il Tar può quindi essere appellato entro 60 giorni se la revoca della patente è da ricondurre a motivi di condotta. Così come abbiamo invitato a non confondere questo provvedimento con la sospensione della patente, invitiamo a fare la stessa cosa con il ritiro della patente. In questo caso le forze dell’ordine ritirano la licenza di guida se rilevano una infrazione di lieve entità. Come la scorretta sistemazione di un carico sull’auto. In questa circostanza, i tempi per riottenerla sono molto più brevi ovvero di pochi giorni.

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