Radiazione auto

Radiazione auto: come funziona e quanto costa

Panoramica sulla pratica della radiazione auto: come funziona, quanto costa, quando è necessaria, chi deve farla, ultime novità normative

19 dicembre 2019 - 15:34

Per radiazione di un’auto si intende la cancellazione del veicolo dal Pubblico Registro Automobilistico (PRA) e dall’Archivio nazionale dei veicoli della Motorizzazione Civile. Di solito coincide con la fine vita del mezzo. Si può procedere alla radiazione auto per diversi motivi: demolizione, cancellazione d’ufficio, esportazione all’estero, distruzione o incendio. La radiazione esonera il proprietario da tutti gli obblighi relativi alla vettura (pagamento del bollo auto, revisione, assicurazione, ecc.), ed è inutile precisare che un veicolo radiato non può più circolare. Dato che si tratta di una procedura che prima o poi tocca a tutti, vediamo come funziona la radiazione auto e quanto costa.

RADIAZIONE AUTO PER DEMOLIZIONE

La radiazione per demolizione avviene nel momento in cui si decide di rottamare l’auto. Operazione, ricordiamolo, a cui non si può provvedere autonomamente e che spetta invece al gestore di un centro di raccolta autorizzato (in gergo lo ‘sfasciacarrozze’). Oppure, nel caso di cessione del veicolo per acquistarne un altro, a un concessionario auto. L’auto da demolire va consegnata insieme alle targhe, alla carta di circolazione e al certificato di proprietà (che presto saranno unificati nel Documento Unico di Circolazione). Una volta presa in consegna la vettura, il gestore del centro di raccolta o il concessionario devono provvedere entro 30 giorni alla sua radiazione. Presentando al PRA la richiesta di ‘cessazione della circolazione per demolizione’. Contestualmente consegnano al proprietario del veicolo un certificato di rottamazione che lo solleva da ogni responsabilità civile, penale e amministrativa.

RADIAZIONE AUTO PER CANCELLAZIONE D’UFFICIO

Chi non paga il bollo auto per almeno tre anni di seguito rischia la radiazione d’ufficio del mezzo. Lo prevede l’articolo 96 del Codice della Strada, secondo cui “ferme restando le procedure di recupero degli importi dovuti per le tasse automobilistiche, l’ente impositore, qualora accerti il mancato pagamento delle stesse per almeno tre anni consecutivi, notifica al proprietario l’avviso dell’avvio del procedimento. E, in assenza di giustificato motivo, ove non sia dimostrato l’effettuato pagamento entro trenta giorni dalla data di tale notifica, chiede all’ufficio competente della Motorizzazione la cancellazione d’ufficio dall’Archivio nazionale dei veicoli e dal PRA. Il predetto ufficio provvede al ritiro delle targhe e della carta di circolazione tramite gli organi di polizia”. In caso di circolazione dopo la cancellazione si applica la sanzione amministrativa da 431 a 1734 euro e la sanzione accessoria della confisca del veicolo.

RADIAZIONE AUTO PER ESPORTAZIONE ALL’ESTERO

Chi si trasferisce in un altro Paese portando con sé una o più vetture immatricolate in Italia, deve provvedere alla radiazione delle auto per definitiva esportazione all’estero. In pratica il veicolo viene cancellato dai registri e dagli archivi italiani per essere reimmatricolato nel Paese di destinazione. La richiesta di ‘cessazione della circolazione per esportazione’, in seguito alla nuova formulazione dell’art. 103 CdS in vigore dal 1° gennaio 2020, dev’essere presentata dall’intestatario del veicolo o da altro avente titolo presso uno Sportello Telematico dell’Automobilista (STA), restituendo le relative targhe e la carta di circolazione. La cancellazione dall’archivio nazionale dei veicoli e dal PRA è disposta solo a condizione che il veicolo sia stato sottoposto a revisione, con esito positivo. E in data non anteriore a sei mesi rispetto alla data della richiesta di cancellazione. Rispetto alla vecchia normativa, quindi, bisogna effettuare la richiesta di radiazione per esportazione prima del trasferimento all’estero e non dopo. E solo se il veicolo ha superato la revisione auto. Inoltre non è più possibile chiedere la radiazione per esportazione all’estero tramite i Consolati. Come ultimo step si provvede a munire il veicolo di foglio di via, targa provvisoria e carta di circolazione originale annullata, così da consentirgli il transito oltre confine.

RADIAZIONE AUTO PER DISTRUZIONE O INCENDIO

Nel caso di distruzione di un veicolo a seguito di un sinistro, di un atto doloso o di un incendio che rendano impossibile il recupero della carcassa, si può richiedere la radiazione auto per distruzione o incendio. L’istanza al PRA può essere presentata dal demolitore autorizzato, dall’intestatario del veicolo (o da un suo delegato) o dalle agenzie di pratiche auto e delegazioni ACI, purché abilitate allo Sportello Telematico dell’Automobilista, consegnando: il certificato di proprietà in originale; la carta di circolazione in originale; le targhe; il verbale della Polizia o dei Vigili del Fuoco che attesti la completa distruzione o l’impossibilità di recupero del mezzo. Se certificato, carta e targhe sono andati distrutti insieme all’auto, bisogna produrre relativa denuncia.

RADIAZIONE AUTO E BOLLO

In seguito alla cancellazione dal PRA non si è più tenuti al pagamento del bollo auto. A patto però che la radiazione sia fatta entro il termine ultimo per effettuare il pagamento del bollo stesso, fissato il mese successivo rispetto alla data di scadenza. Per esempio chi ha un veicolo con scadenza del bollo ad agosto, deve effettuare la pratica di radiazione per demolizione entro e non oltre il 30 settembre. Altrimenti deve pagare il bollo auto anche per l’annualità successiva. Tuttavia in alcune regioni (Piemonte, Lombardia, Veneto, province autonome di Trento e Bolzano) si può richiedere il rimborso dei mesi successivi alla radiazione. Riottenendo così la frazione di tassa versata e non fruita.

QUANTO COSTA LA RADIAZIONE DI UN’AUTO

La pratica di radiazione auto dal PRA ha i seguenti costi, non particolarmente eccessivi.
– Importo pari a 13,50 euro come emolumenti ACI;
– Imposta di bollo da 32,00 euro (se si utilizza il certificato di proprietà originale). O da 48,00 euro (se in mancanza del certificato originale si utilizza il modulo NP3C);
– E un importo di 10,20 euro quali diritti da versare alla DTT, ma solo in caso di radiazione per esportazione all’estero nei paesi UE,
Chiudiamo ricordando che un veicolo sottoposto a provvedimento di fermo amministrativo non può essere radiato fino a che non vengono pagate le somme dovute (ma c’è un’escamotage, leggi qui).

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