Bollo auto condono

Bollo auto scaduto: sanzioni, interessi e prescrizione

Cosa succede se il bollo auto è scaduto e non si provvede al pagamento? Scopriamo tutte le sanzioni e gli interessai applicati, ma anche i termini della prescrizione

15 novembre 2019 - 18:06

Nessuno, o quasi, vorrebbe pagare la tassa automobilistica sul possesso del veicolo, una delle più odiate in assoluto dagli italiani insieme al canone Rai e alle accise sui carburanti. Ma siccome, volenti o nolenti, bisogna pagarla, scopriamo cosa succede se il bollo auto è scaduto. Le sanzioni previste, gli interessi applicati e tutte le conseguenze che comporta il mancato pagamento dell’imposta. Senza dimenticare che lo stesso pagamento può cadere in prescrizione e che c’è la possibilità di fare ricorso in caso di notifica fuori tempo massimo.

BOLLO AUTO: QUANDO PAGARE E PERCHÉ

Abbiamo già spiegato in altre articoli come si calcola il bollo auto e quando e come si paga. E anche quali sono le novità del bollo auto 2020 con le varie esenzioni e riduzioni. Salvo eccezioni, il bollo, che ha durata annuale, va saldato entro l’ultimo giorno del mese di immatricolazione (in caso di auto appena acquistata); oppure entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di scadenza (in caso di rinnovo). Ma cosa succede se non si paga? Partiamo dal presupposto che il mancato pagamento del bollo auto non comporta conseguenze penali, ma ‘solo’ tributarie e patrimoniali. Una volta accertato il mancato versamento del bollo nei termini, scatta l’operazione ‘recupero crediti’ da parte della Regione di competenza (ricordiamo che il bollo auto è una tassa regionale) con un meccanismo a scalare. Più si va avanti, più aumentano le sanzioni. Se infatti inizialmente le conseguenze per chi non paga il bollo si limitano all’applicazione di maggiori interessi, successivamente possono diventare ben più serie e gravose. Quindi è sempre meglio pagare nei termini previsti.

BOLLO AUTO: COSA SUCCEDE SE NON SI PAGA

Prima conseguenza del bollo auto scaduto e non rinnovato è l’avviso di mancato pagamento. Una comunicazione informale con cui si avvisa l’interessato dell’irregolarità invitandolo a mettersi in regola il prima possibile, pagando interessi minimi. Se l’automobilista continua a fare lo gnorri, la Regione si affida all’Agenzia delle Entrate che provvede a notificargli una cartella esattoriale con sanzioni e interessi ben più pesanti. Una volta ricevuta la cartella di pagamento, il proprietario dell’auto ha 60 giorni di tempo per pagare prima che l’Agenzia metta in atto tutte le procedure necessarie per il recupero del credito. Misure che prevedono in primis il fermo amministrativo del mezzo, con cui la vettura non può più circolare né essere rottamata o radiata dal PRA, ma può essere però venduta con conseguente passaggio del debito al nuovo proprietario; poi la radiazione disposta dall’ACI dopo 3 anni di non pagamento del bollo. Infine il pignoramento del conto corrente dell’automobilista insolvente.

BOLLO AUTO SCADUTO: SANZIONI E INTERESSI

Se il bollo auto è scaduto ma viene pagato successivamente al termine previsto, oltre alla tassa si devono corrispondere anche le sanzioni e gli interessi calcolati in base ai giorni di ritardo.
– Entro 14 giorni dalla scadenza del termine previsto per il pagamento: sanzione pari allo 0,1% dell’importo originario per ogni giorno di ritardo. Più gli interessi legali giornalieri del 0,3%.
– Tra il 15° e il 30° giorno: sanzione pari al 1,50% della tassa originaria. Più gli interessi legali giornalieri dello 0,3% calcolati sugli effettivi giorni di ritardo;
– Dal 31° al 90° giorno: sanzione pari al 1,67% della tassa originaria. Più gli interessi legali giornalieri dello 0,3% calcolati sugli effettivi giorni di ritardo;
– Tra il 91° giorno ed entro 1 anno: sanzione pari al 3,75% della tassa originaria. Più gli interessi legali giornalieri dello 0,3% calcolati sugli effettivi giorni di ritardo;
Oltre 1 anno: sanzione pari al 30% della tassa originaria. Più gli interessi pari all’1% fisso per ogni semestre maturato di ritardo.

BOLLO AUTO: PRESCRIZIONE E RICORSO

La prescrizione del bollo auto è di 3 anni, termine che decorre non dal giorno in cui il bollo è dovuto, ma dal 1° gennaio dell’anno successivo. Quindi se trascorrono 3 anni dal 1° gennaio successivo alla scadenza di pagamento del bollo senza che l’interessato abbia ricevuto un sollecito o una cartella dall’Agenzia dell’Entrate, il tributo cade in prescrizione e il bollo non si paga. Bisogna però considerare che se in tale periodo di 3 anni l’interessato riceve una qualsiasi notifica dalla Regione o dall’Agenzia, la prescrizione viene interrotta e riparte da zero dal giorno successivo. Ma non è tutto: oltre a dover tenere presente il limite di prescrizione di 3 anni, il fisco deve rispettare anche un termine di decadenza di 2 anni. L’Agenzia delle Entrate ha infatti il dovere di notificare la cartella all’interessato entro 2 anni da quando essa ha ricevuto il ruolo da parte della Regione, pena appunto la decadenza della notifica. L’automobilista che, ricevuta una cartella esattoriale oltre i termini previsti, intende far valere la prescrizione del bollo auto, deve presentare ricorso alla Commissione Tributaria della Provincia entro 60 giorni dalla notifica (qui ulteriori chiarimenti).

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